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Miti e leggende. Cobham e Jordan al Toniolo con Veneto Jazz
di Giuseppe Mormile – Direttore artistico CultNet/Veneto Jazz   

cobham.jpgÈ il 1973 e il percussionista panamense Billy Cobham immette sul mercato il suo primo album da solista, Spectrum, per la casa discografica Atlantic Records. Ha già avuto esperienze fondamentali e irripetibili, come la fondazione con John McLaughlin della Mahavishnu Orchestra, formazione jazz-rock destinata ad influenzare la storia della musica. L’album contiene in particolare il brano Snoopy’s Search, caratterizzato da un frenetico sintetizzatore Moog dai contorni psichedelici, un'opera che rappresenta i vertici compositivi del jazz rock e della fusion, che ha sedotto una generazione di musicisti anche al di fuori del jazz. Elementi di jazz, rock e funky formano una miscela brillante di tecnicismi e strutture, mai fino ad allora fruibili da una fascia di ascoltatori così ampia, con un approccio stilistico meno pretenzioso di altre esperienze dell’epoca e con una nuova concezione delle sonorità delle percussioni.

 

Nella sua sterminata discografia, è con questo capolavoro che vorrei presentare Billy Cobham, 72 anni il 16 maggio scorso, un’icona della batteria ma soprattutto un artista che ha sempre saputo essere rivoluzionario, conquistando pubblici diversi. Ritmo e virtuosismi, swing, groove, amore per l’improvvisazione, sono le parole che lo descrivono e che sicuramente vedremo in scena nel concerto del 19 novembre al Toniolo che riporta sul palco il grande jazz.

 

stanleyjordan-14_9564.jpgHa suonato con i più grandi: Horace Silver, Miles Davis, Carlos Santana, George Benson, solo per citarne alcuni, dando vita sempre a progetti innovativi e fuori dagli schemi. Ed esplosiva sarà la sua performance con Stanley Jordan, anch’egli un innovatore, che ha fatto dello sperimentalismo maniacale la propria bandiera, trascendendo i generi e muovendosi fra pop, rock, blues e jazz con sorprendente agilità. Stanley Jordan (classe 1959) ha addirittura inventato una tecnica, il tapping, che gli permette un uso pianistico della chitarra. Non usa quindi il plettro e non pizzica, ma ora percuote ora tira le corde creando un sound in cui le linee melodiche, i contrappunti e le linee di basso s'incrociano, come se fossero più chitarre che suonano insieme. Jordan ne ha fatto il suo stile, portandolo alla più alta espressione, unito a sensibilità musicale e gusto per la melodia. Una personalità camaleontica e anticonformista, spesso impegnato in audaci reinvenzioni di capolavori del soul, in esplorazioni dell'universo pop-rock o in eclettiche sperimentazioni solistiche.

 

Sarà un’emozione ascoltarli sul palco. La musica dal vivo ha bisogno di questi giganti che fanno onore alla creatività e all’arte e che riempiranno i cuori di tanti amanti della musica che, come me, hanno guardato a questi musicisti come degli ambasciatori di venti nuovi, ancora oggi impegnati in produzioni inedite. Billy Cobham ha appena realizzato il quarto volume della serie Drum & Voice proprio con un’etichetta italiana, la Nicolosi Production. Stanley Jordan fra i suoi ultimi album, Friends (2011), ha raccolto in un progetto collettivo numerosi amici che si sono alternati al suo fianco: i chitarristi Bucky Pizzarelli, Mike Stern, Russell Malone e Charlie Hunter; la violinista Regina Carter; i sassofonisti Kenny Garrett e Ronnie Laws, il trombettista Nicholas Payton, i bassisti Christian McBride e Charnett Moffett, e il batterista Kenwood Dennard. Per dire che i grandi non si fermano mai.

Billy Cobham e Stanley Jordan
19 novembre Teatro Toniolo-Mestre
www.venetojazz.com