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FESTA DELLA SALUTE 2016 | Una Festa in Salute!
di Redazioneweb2   

punta_della_salute_venezia-1.jpgLa Festa della Madonna della Salute, il 21 novembre, ricorda una tradizione tipicamente veneziana che segna in qualche modo l'avvio della stagione fredda in città. Si tratta di un culto semplice, devozionale e senza risvolti complessi, dove è una intera città che si reca in pellegrinaggio nella Basilica progettata dal Longhena e sfila davanti all'icona bizantina della Mesopanditissa, una Madonna nera, che salvò Venezia dalla peste del 1630-31. Il modo di festeggiare tale ricorrenza è rimasto più o meno simile nel corso degli anni e non potrebbe essere altrimenti, in Venezia le feste popolari hanno la forza di mantenersi immutate nei secoli e una certa refrattarietà al “foresto” da parte dei veneziani ben si coniuga con la supponenza serenissima che – incredibilmente – ancora considera campagna tutto ciò che è situato al di là del Ponte! Quindi il format della festa è ben collaudato e in base al noto brocardo “consuetudo tenet et est servanda” ogni modifica è bandita, quindi anche nel 2016, candele, palloncini per i più piccoli, frittelle e altre leccornie ipercaloriche e tanta, davvero tanta gente!

 

Sarebbe tuttavia ingeneroso nei confronti di Longhena e della sacra icona bizantina banalizzare la festa come una semplice passeggiata alla Salute. In tempi più recenti il Cardinale Giuseppe Roncalli, Patriarca di Venezia, divenuto Papa Giovanni XXIII nel 1958, in un messaggio a tutti i veneziani ebbe a dire (con il plurale maiestatis): «Per cinque anni consecutivi avemmo il singolare favore di partecipare con voi e di presiedere alle annuali celebrazioni della Madonna della Salute, che si ricollegano al voto formulato dai padri vostri nel 1630, nella circostanza dolorosa di un morbo nefasto...».

 

Non fu quella del 1630-31 la prima volta in cui i Veneziani fecero la triste esperienza di quanto fosse terribile la peste: quella del 1348 portò via i due terzi della popolazione, e quella del 1575, anche se meno violenta, fu così insistente e duratura che la Serenissima ricorse all’aiuto divino facendo voto di costruire la Chiesa del Redentore alla Giudecca.

 

entintado_de_santa_maria_della_salute__venezia_by_arqoctavio-d5l707h.jpgLa peste del 1630, arrivata, pare da Mantova, è particolarmente violenta, e Venezia presenta uno spettacolo desolantissimo: i lazzaretti sparsi per le isole sono incapaci di contenere gli appestati che pertanto rimangono nelle case, il più delle volte senza medici, essendo insufficienti, quelli rimasti, per un servizio tanto intenso. Le medicine presto si esauriscono, ed anche le riserve di viveri vengono a mancare. Venezia, città di mare e di grandi commerci, forte della esperienza passata, prende ogni precauzione per evitare che il male entri nella laguna, ma il morbo compare improvvisamente in città portato, dicono gli storici, dall’ambasciatore di Carlo Gonzaga Nevers, il marchese de’ Strigis, che si reca a trattare la pace con l’Imperatore Ferdinando II, portando con sé preziosi doni, ed una lettera per il Doge Nicola Contarini. Il Senato della Repubblica lo blocca al suo ingresso in città e lo obbliga ad una quarantena, prima nell’Isola del Lazzaretto Vecchio e poi, per sua comodità, nell’Isola di San Clemente. Ma per inevitabile fatalità, o per imprudenza da parte del falegname che presta alcuni lavori di adattamento della casa, la peste che colpisce l’ambasciatore ed i suoi familiari, compare nella contrada di San Vito, poi in quella di San Gregorio, ed in breve in tutte le contrade. In mezzo a tanta sventura, Venezia, ormai incerta e disorientata, si trova impotente a lottare contro il male.

 

Il Patriarca Giovanni Tiepolo, con il Clero ed i fedeli, “versando lagrime di dolore e di compunzione”, guida pubbliche processioni e solenni esposizioni del SS. Sacramento in Cattedrale, ad implorare la clemenza del Cielo. Il Doge ed il Senato della città deliberano che per quindici sabati si facciano in San Marco particolari preghiere con processione, portando l’immagine miracolosa della Vergine, seguita da tutte le Autorità. Il 26 ottobre, primo dei quindici sabati, dopo la processione, sotto le volte maestose di San Marco, davanti alla statua della Madonna Nicopeia, il Doge, a nome di tutta Venezia, con voce che tradisce l’emozione, pronuncia il Voto di «erigere in questa Città e dedicare una Chiesa alla Vergine Santissima, intitolandola Santa Maria della Salute, e che ogni anno, nel giorno che questa Città sarà pubblicata libera dal presente male, Sua Serenità et li successori suoi anderanno solennemente col Senato a visitar la medesima Chiesa a perpetua memoria della Pubblica gratitudine di tanto beneficio»...

 

Festa della Madonna della Salute
21 novembre Basilica di Santa Maria della Salute, Dorsoduro
basilicasalutevenezia.it