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My name is Ken. L'epos politico del vecchio Loach
di Riccardo Triolo   

peter-mullan-in-my-name-is-joe.jpgOgni sistema, ogni comunità ha i suoi cantori. E Ken Loach è il cantore della comunità organizzata in sistema neoliberista in cui viviamo tutti, ci piaccia o meno. Il suo sguardo è sistemico, politico: le storie che la sua macchina da presa racconta (tutte disponibili gratis in lingua originale sul suo canale ufficiale di Youtube) sono un precipitato del sistema. Le vicende apparentemente marginali cui Loach dà voce, sono epos. Raccontano imprese di eroi di una comunità fondata sull'unico valore che le dà fondamento: il denaro. Unico, feroce, capriccioso ricatto divino.

 

Alla radice dello sguardo dell'autore dello struggente e impietoso film vincitore della Palma d'Oro (la seconda di Loach, dopo Terra e libertà del 1995) Io, Daniel Blake, sorta di Umberto D contemporaneo votato al disincanto e insieme lucida previsione di un futuro collettivo, ci sono appunto il cinema neorealista italiano, il documentarismo inglese e il free cinema britannico; mentre le formule produttive, tutte a basso costo, ribadiscono i dettami di integrità e impegno portati alla ribalta dagli auteurs della Nouvelle Vague francese.

 

È un concentrato di istanze narrative europee il cinema di questo vecchio e saggio cantore di gesta. Nei suoi film, le descrizioni d'ambiente, insieme ai ritratti di personaggi maschili e femminili memorabili, tutti vittime rancorose o affettuose di schemi decisi altrove (a partire da Billy di Kes, Steve di Riff Raff, Bob di Piovono pietre, Joe di My name is Joe, Angie di In questo mondo libero), si accompagnano sempre una sceneggiatura programmatica, a tesi: una vertenza poetica, spesso affidata all'affilata sensibilità e perizia giuridica di Paul Laverty. Denominatore comune di tutte le vicende raccontate da Loach è la dimensione sociale, l'unica che garantisce dignità agli esseri umani, l'unica in grado di riscattare l'eroe dal suo ineluttabile destino.

«Dalla parte degli ultimi. Il cinema di Ken Loach»
1 dicembre-31 gennaio 2017 Videoteca Pasinetti
www.comune.venezia.it/cinema

 

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