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Niente pudding, siamo inglesi! Panettone superstar
di F.M.   

giotto_578.jpgA Londra il panettone si mangia tutto l’anno, in Italia fatica un po’ a essere preso in considerazione durante i periodi lontani dal Natale, ma sono in aumento anche da noi gli estimatori e consumatori ‘annuali’ del dolce meneghino per definizione. Ci sono dei requisiti fondamentali per fare del panettone un alimento degno di nota, altrimenti è quasi meglio lasciar perdere. In primo luogo l’artigianalità: un panettone necessita di quasi 72 ore di lavorazione, la maggior parte della quale fatta a mano. Poi bisogna curare nei dettagli il raffreddamento, lasciando il ‘dolce’ riposare capovolto per 14 ore.

 

Va inoltre riservata un’attenzione quasi maniacale per le materie prime: vaniglia del Madagascar, miele sopraffino, aromi naturali e farina schiacciata a mano. Senza contare il lievito madre, che va impastato e coccolato tutti i giorni dell’anno.

 

Malgrado la provenienza assolutamente meneghina del dolce, saldamente al comando da anni nella classifica dei migliori panettoni, quello prodotto dalla Pasticceria Giotto dal Carcere di Padova (www.idolcidigiotto.it ). Una missione sociale oltre che di bontà, dove la qualità assoluta del prodotto è garantita in ogni fase di lavorazione. Se a qualche ‘genio’ del marketing venisse voglia di chiamare il panettone “Tony’s bread”... peste, anzi pudding lo colga!