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Politically correct
di Chiara Casarin   

ImageLa giuria internazionale ha decretato i Leoni dell’edizione numero 52

 

Come consuetudine, ma per la prima volta nella sua storia ad un mese dalla conclusione della Biennale Arte, sono stati attribuiti i Leoni d’oro dell’edizione numero 52.

 

Mentre il Leone d’oro alla carriera,  assegnato dal Consiglio  d’Amministrazione della Biennale di Venezia all'artista Malick Sidibé (Soloba, Mali, 1936), è stato consegnato lo scorso 10 giugno, primo giorno di apertura al pubblico, la Giuria internazionale, proposta dal direttore Robert Storr e formata da Manuel J. Borja-Villel (presidente), Iwona Blazwick, Ilaria Bonacossa, Abdellah Karroum, José Roca,  ha assegnato il 17 ottobre scorso quattro Leoni d’oro e due Menzioni d’onore.

 

Leone d’oro ad  un critico o a uno storico dell’arte  per il suo contributo all’arte contemporanea  a Benjamin Buchloh: «Il premio viene assegnato per un corpus di testi caratterizzati da un atteggiamento integro ed erudito verso la pratica artistica contemporanea e nei confronti della storia dell’arte. La Giuria riconosce inoltre la sua profonda conoscenza dell’arte degli anni Sessanta e Settanta e la sua capacità di articolare e analizzare le avanguardie storiche nel contesto dell’arte di oggi».

 

Leone d’oro per la migliore  partecipazione nazionale al Padiglione dell’Ungheria con l’artista Andreas Fogarasi (foto di apertura): «Il premio viene assegnato a un Padiglione in cui l’architettura e la storia culturale vengono presentate per generare un’intelligente e poetica relazione tra il contenuto, il linguaggio visivo e la struttura espositiva. La Giuria inoltre considera rilevante l’atteggiamento dell’artista nei confronti della modernità, le sue utopie, i suoi fallimenti nel contesto di una storia condivisa».

 

ImageLeone d’oro a un artista under 40 presente alla mostra centrale  internazionale o in una partecipazione nazionale a Emily Jacir: «Il premio viene assegnato a una pratica artistica che si concentra sul tema dell’esilio in generale e sulla questione palestinese in particolare, senza tuttavia cadere nell’esotismo. Il lavoro esposto nel Padiglione Italia rappresentae amplifica la contaminazione fracinema, materiale documentaristico, narrativa e suono».

 

Leone d’oro a un artista presente alla mostra centrale internazionale a León Ferrari: «Presente nell’Arsenale, l’artista in questione ha continuato a sviluppare una pratica critica nel contesto di una situazione politica e sociale spesso avversa. Gli viene assegnato questo premio non solo per il suo atteggiamento etico e il suo impegno politico ma anche per la rilevanza estetica nel contemporaneo, inaspettata per un
lavoro che si è sviluppato negli ultimi sessanta anni».

 

Menzione d’onore al Padiglione della Lituania con gli artisti Nomeda & Gediminas Urbonas.

 

Menzione d’onore all’artista Nedko Solakov per la sua partecipazione alla mostra centrale internazionale.

 

Chiara Casarin