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Old friend. Inni generazionali della leggenda Garfunkel
di Massimo Macaluso   

art-garfunkel.jpgPer chiunque abbia una memoria musicale che spazi dalla seconda metà degli anni ‘60 ad oggi, il nome di Art Garfunkel è indissolubilmente legato a quello di Paul Simon. I due menestrelli firmarono (più Simon, a dire il vero) pezzi indimenticabili che accompagnarono la colonna sonora dei figli di quegli anni bellissimi, fortunati e irripetibili, e naturalmente non ci riferiamo soltanto all'ambito musicale.

 

Ascoltando le loro ballate vengono in mente tante immagini, un flashback che riporta alla mente la splendida Anne Bancroft, Mrs Robinson dei nostri sogni proibiti adolescenziali, e la rossa spider Duetto di un giovanissimo Dustin Hoffman del film Il laureato, le atmosfere rarefatte di Scarborough Fair e di April Come She Will, l'indimenticabile El condor pasa, le splendide ballads The boxer e For Emily, Whenever I May Find Her, inni generazionali intramontabili che ci hanno fatto sognare, ballare e conoscere ragazze che hanno attraversato, magari solo per una sera, la nostra vita.

 

Poi, di colpo, dopo un ennesimo capolavoro, Bridge over troubled water, la bella favola dei due artisti taciturni che poco o nulla concedevano allo spettacolo e tanto alla musica finì, molto presto, forse troppo.

 

 

artgarfunkel.jpgArt Garfunkel fu attratto dalle sirene di Hollywood, che poi con lui non furono così generose; Simon cercò altre strade musicali, più indirizzate alla ricerca e alla multietnicità. Tutto questo fino alla mitica reunion del 1981, quando si ritrovarono, circa dieci anni dopo la loro separazione, col concerto storico nel Central Park di New York, rimasto nella storia dei più grandi eventi della storia del rock, al pari di quello ad Hyde Park degli Stones in memoria dell'amico appena scomparso Brian Jones, del concerto allo Shea Stadium di NY dei Beatles, di quello di Wembley dei Queen, dello Ziggy Stardust live di David Bowie. Dopo l'evento newyorkese i due ripresero a percorrere strade diverse, con alti e bassi, senza però raggiungere le vette dei primi anni. Due voci e due talenti probabilmente nati per stare insieme. Infatti Garfunkel non metabolizzò mai l'uscita dal gruppo di Simon e in un'intervista di non molti anni fa gli diede affettuosamente (ma non troppo) dell'idiota per aver abbondonato quello che era diventato il brand di un successo dopo l'altro. Una successiva riunione avvenne, sempre a New York, al Madison Square Garden nel 2009. Art ha detto senza mezzi termini che ogni volta che si presenterà l'occasione di ricostruire anche per una sera il duo, lui non si tirerà mai indietro.

 

Intanto accontentiamoci di vederlo esibirsi da solo il 16 febbraio al Gran Teatro Geox di Zed Live, in attesa della prossima riconciliazione musicale dei due fratelli separati in casa (della musica).

 

L’anno appena passato ha sancito il cinquantenario del loro pezzo forse più celebrato, forse il più bello, The sound of silence. Tanta acqua è passata sotto il ponte della vita e della musica, ma «Hello darkness, my old friend…» resterà per sempre uno degli incipit più celebri della storia del rock.

Art Garfunkel
16 febbraio Gran Teatro Geox-Padova
www.zedlive.com

 
    16|06|2017
  • FLO - IL MESE DEL ROSARIO
    T Fondaco dei Tedeschi h. 18.30
    "#viaggianote"
    jazz

  • 20|06|2017
  • BILLY COBHAM
    Teratro Romano - Verona h. 21
    "Verona Jazz Festival"
    jazz

  • 12|07|2017
  • THE LUMINEERS
    Castello Scaligero - Villafranca (Vr) h. 21
    "Villafranca Festival"
    pop rock

  • 14|07|2017
  • ROBBIE WILLIAMS
    Stadio Bentegodi - Verona h. 21
    pop

  • 26|07|2017
  • MARILYN MANSON
    Castello Scaligero - Villafranca (Vr) h. 21
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    metal