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No frontiers. Dove va il cinema, passando da Berlino
di Davide Calzetti   

django-reinhardt-young-portrait.jpgLa sessantasettesima edizione del Festival del Cinema di Berlino ha da poco rivelato alla stampa il ricco carnet cinematografico che presenterà agli spettatori dal 9 al 19 febbraio. Una rassegna ricca anche di produzioni frutto della cooperazione internazionale di cinque continenti che sfidano con la Settima Arte il clima incerto del nuovo anno. In un mondo che minaccia di erigere nuovi muri e barriere risuona forte il messaggio di Generations, la sezione dedicata ai giovani cineasti emergenti del Festival che festeggia quest’anno i suoi quarant’anni: «Il nostro mondo - spiega Maryanne Redpath, direttrice della sezione - non è in buono stato. Ciò significa che spesso bambini ed adolescenti sono lasciati a loro stessi per trovare vie di uscita dai loro problemi. Generations mostra i giovani in movimento mentre attraversano frontiere, abbattono muri, erigono barricate e le scavalcano. Tutto è in movimento».

 

Amelie Rennt, una produzione italotedesca del regista Tobias Wiemann ci racconta la storia di Amelie, una ragazza di undici anni, figlia di genitori separati. Malata di asma, viene inviata presso una clinica in Sud Tirolo per riprendersi ed è da qui che fuggirà assieme ad un coetaneo per scoprire una via di uscita dalle prigioni della propria esistenza. Anche le pellicole del concorso ‘adulto’ del Festival competono tra loro a colpi di riflessioni e spaccati su un presente inquieto ed un passato incapace di fornire risposte.

 

logan.jpgC’è chi la prende con ironia, come il documentarista spagnolo Fernando Leon de Aranoa con il suo Politica: Istruzioni per l’Uso, che narra dell’ascesa politica del partito populista spagnolo “Podemos” Di rivoluzioni del passato si occupa invece Raoul Peck con Il Giovane Karl Marx, che ci narra la storia, sullo sfondo degli eccessi e delle tensioni dell’Inghilterra della Seconda Rivoluzione Industriale, dell’incontro tra i giovani Karl Marx e Friedrich Engel cinque anni prima della loro redazione del Manifesto del Partito Comunista.

 

E se i sequels sono ormai l’oppio dell’industria cinematografica attuale, Danny Boyle decide di tornare sulle scene del suo cult anni ’90 con T2 Trainspotting, il seguito delle disavventure del gruppo di giovani tossicodipendenti basato sul romanzo Porno di Irvine Welsh. All’alba della Rivoluzione Industriale 4.0 e sulla scia dei timori della robotizzazione di massa si colloca la proiezione del celebre Terminator 2: Il Giorno del Giudizio di James Cameron, in una nuova versione restaurata appositamente per la sua trasposizione in tre dimensioni.

«67. Internationale Filmfestspiele Berlin»
9-19 febbraio Berlino
www.berlinale.de