VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow VENICENESS arrow VENEZIANI A TAVOLA | Intervista a Marco Maccapani
VENEZIANI A TAVOLA | Intervista a Marco Maccapani
di Pierangelo Federici   
marcomaccapani.jpgRiconfermato per il secondo anno come Direttore Artistico del Carnevale di Venezia, è ideatore, produttore e regista di eventi a livello internazionale, in particolare per le più importanti firme mondiali della moda. Una lunga e importante carriera, dall’evento Mercedes Benz Australian Fashion Week di Sidney alle ultime 14 edizioni del Life Ball di Vienna.

L’intervista
Questa volta intervisto un non veneziano. Faccio volentieri uno strappo alla regola della mia rubrica perché si tratta di un “foresto” con una responsabilità importante per Venezia: organizzare l’evento più vario, eterogeneo, multiforme, composito, ma anche più gastronomico della città. Marco, benvenuto in Veneziani a Tavola! Lo spettacolo va a incominciare…
Hai ragione, il cibo e le tavole imbandite alle feste private o nelle calli sono elementi essenziali del Carnevale, il cibo crea aggregazione e complicità.

 

Questo tuo Carnevale è talmente ricco di eventi diffusi nella città che qualche cosa potrebbe sfuggire perfino ai più accaniti partecipanti, ma soprattutto a coloro che non sono a Venezia in questo periodo. Ci vuoi raccontare l’evento da te progettato?
CREATUM è il titolo che ho dato al mio Carnevale, cioè tutto quello che è fatto a Venezia o meglio solo a Venezia, l’unica città al mondo in cui le strade non hanno i nomi di scrittori, poeti o patrioti ma di professioni: calle dell’avvocato, calle del forno, calle dell’orafo, e così via. Ispirandomi a un vecchio dipinto di Pietro Longhi raffigurante La Fera della Sensa in Piazza San Marco ho deciso di portare in città le arti eccelse di Venezia e del Carnevale, quindi i felze che restaureranno una dogaressa del comune, i costumisti che creeranno abiti meravigliosi, i maschereri e gli scarpai, i soffiatori del vetro, i tagiapiera, i tessutai, tutti lavoreranno e mostreranno al pubblico le loro opere. E poi il teatro dell’Arte, le sfilate storiche, il Volo dell’Angelo e dell’Aquila. Questa edizione avrà un sottotitolo, Vanity (af)Fair, per celebrare la vanità e la voglia di apparire delle centinaia di persone che vengono a Venezia in costume, tutti i giorni dalle 17.30 alle 20 la piazza diventerà un dance floor per tutti quelli che in costume vorranno ballare sulla passerella/palcoscenico che sarà costruita in mezzo alle botteghe.

piazza.jpgNella lunga storia dello spettacolo c’è stato un forte connubio tra cibo e teatro, non solo per la paura di rimanere digiuni (un classico della Commedia dell’Arte). Oggi, qualcuno sostiene che il cibo sia “teatro”, che alcuni piatti sappiano essere “moda” e abbiano la stessa drammaturgia di un evento culturale…
Certo, penso anche io che l’arte di apparecchiare e presentare il cibo vada a braccetto con il teatro e l’illusione, quest’anno andremmo anche oltre creando un evento specifico che diverta e sia d’interesse per il futuro della alimentazione. Porteremo a Venezia il macchinario che trasforma la spirulina, alga di cui la laguna è ricca, in una farina altamente proteica e vitaminica che verrà usata per preparare il pane e forse anche per produrre la pasta, usando stampanti 3D.

Ea fritola veniva prodotta esclusivamente dai fritoleri, che nel '600 si costituirono in una corporazione rimasta poi attiva fino alla caduta della Repubblica. Questa è ancora oggi la dolce “regina” del nostro Carnevale, ma più in generale cosa ne pensi della cucina tipica veneziana?
È una delle cucine italiane che più preferisco, ricca di tutti gli ingredienti che questa terra e il mare donano a Venezia: i bigoli in salsa, la buzzara, il fegato alla veneziana, la castradina, il baccalà mantecato, ma anche i tramezzini o il panino con il musetto, solo per citare alcuni dei miei piatti preferiti.

Siccome lo scopo ultimo di questa intervista “psico-culinaria” è l’invenzione di una ricetta originale da dedicarti, ho bisogno di un paio di risposte a bruciapelo da parte tua. Senza pensarci molto: il colore che ritieni more tasty?
Il rosso.

E la musica più appetizing?
Il soul.

L’ultima domanda (un poco capziosa, ma bonaria) e ti lascio ai tuoi impegni di Direttore Artistico: visto dalla tolda di comando del Carnevale, un futuro per Venezia c’è?
Assolutamente sì. Non riesco a immaginare un mondo senza Venezia!

La ricetta
Mi sembra davvero interessante questa formula che sta tra il nuovo e l’antico, tra l’attuale vanità del selfie e la storica ritualità dell’apparire magari mascherati. Perché in fondo, la chiave del successo del nostro Carnevale è proprio lo stare a metà tra il mostrare e il guardare, che a ben vedere è molto simile al rapporto che abbiamo col cibo nel piatto, fotografato ed esibito in attesa di likes. Ti dedico allora una ricetta che, nel suo essere antica, ha delle note di gusto particolarmente moderne e, nel suo essere così semplicemente genuina, è anche un poco vanitosa e chic.

image91.jpgFRITOLE DE PUINA
“Puina” in veneziano è la ricotta e questa è una facile ricetta forse più antica, ma sicuramente meno conosciuta delle notissime fritole a la venessiana. Lavora fino a raggiungere un composto omogeneo: 250 gr. di ricotta fresca, 150 gr. di farina 00, due uova sbattute, un bel cucchiaio di zucchero e la scorza grattugiata di un limone. Lavora piccole frittelle tonde che tufferai nell’olio bollente, scolale e cospargile con zucchero semolato. Il rosso, tuo colore preferito in cucina, lo puoi ottenere frullando qualche fragola e aggiungendo la purea a un calice di Recioto di Gambellara, sicuramente tra i migliori spumanti da dessert italiani.