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Home arrow TEATRO arrow [INTERVISTA] Effetto Serra. La Yilmaz al Toniolo in "La Bastarda di Istanbul"
[INTERVISTA] Effetto Serra. La Yilmaz al Toniolo in "La Bastarda di Istanbul"
di Fabio Marzari   

bastarda-dossier-1.jpgSerra Yilmaz è il volto migliore della Turchia, una grande attrice, capace di impressionare con il suo sguardo magnetico e di colpire con la forza delle sue risposte. Dopo qualche anno, e visti i tempi della politica, sembra sia passato un secolo (!), la abbiamo intervistata nuovamente in occasione del suo spettacolo al Toniolo, pluripremiato da critica e pubblico, La bastarda di Istanbul, tratto dall’omonimo best seller di Elif Shafak. In uscita in queste settimane anche il film di Ferzan Ozpetek Rosso Istanbul, liberamente ispirato al suo romanzo omonimo, con un cast interamente turco dove non poteva mancare Serra Yilmaz, per una storia che ha la sua chiave nell’effetto nostalgia. Ne La bastarda di Istanbul il tema centrale è la questione armena, che rimane tuttora un buco nero nella coscienza della Turchia.

 

In una Istanbul animata e reale – più che una metropoli, una grande nave dalla rotta incerta su cui da secoli si alternano passeggeri di ogni provenienza, colore e religione – sbarca segretamente Armanoush, giovane e tranquilla americana che, in cerca delle proprie radici armene, arriva nella famiglia matriarcale del suo patrigno turco Mustafa. Lì incontrerà Asya “la bastarda”, sua coetanea, adolescente turca ribelle e nichilista, con una grande e colorata famiglia di donne alle spalle, e un vuoto al posto del padre. Nonne, madri, zie, sorelle, amiche. Quando sono le donne a dominare la scena, tutto si intreccia, si complica e diventa affascinante. Perché le donne sono come le spezie, apparentemente simili, ma in grado di stravolgere il sapore di un piatto, come pure il sapore della vita. La bastarda di Istanbul è un’intricata e originale saga familiare multietnica, popolata di meravigliosi personaggi femminili, di storie brucianti e segreti indicibili. Un segreto lega la Turchia all’Armenia, i turchi agli armeni, Asya ad Armanousch. Un segreto che forse non verrà mai svelato. Un segreto che ha l’aspetto di un’antica spilla di rubini a forma di melagrana in grado di stravolgere il sapore di un piatto, come pure il sapore della vita...

 

La bastarda di Istanbul, spettacolo tratto da un famosissimo romanzo. Come è stata realizzata la messa in scena?
Il regista Angelo Savelli ha compiuto un adattamento teatrale del testo. Noi anni fa avevamo proposto, come facciamo di solito quando siamo in tournée con uno spettacolo, una specie di lettura recitata de La bastarda di Istanbul che era piaciuta moltissimo. In quell’occasione Angelo aveva operato una riduzione del testo, perciò aveva già un progetto in mano e l’intenzione di curarne la regia per portare sul palco questa bellissima storia. Questa sua prima riduzione rielaborata è poi diventata il testo teatrale de La bastarda di Istanbul.

Nel testo si parla del dramma armeno, dell’Armenia...
Attenzione, nello spettacolo non si parla di Armenia, che è una repubblica dell’ex Unione Sovietica, bensì degli armeni chiamati “dell’ovest”, cioè quelli che vivevano e che vivono, anche se oggi in misura molto inferiore, in Turchia.

la-bastarda-di-istanbul_ph-e.gallina_img_1268.jpgCome viene vissuta oggi questa pagina difficile della storia recente del suo Paese?
Non ci può essere un “vivere comune” riguardo la questione armena, perché tutti abbiamo posizioni differenti. Lo Stato nega tuttora quell’episodio tragico della storia ottomana, serve rammentare, infatti, che l’eccidio armeno è avvenuto durante l’Impero Ottomano.
Dieci anni fa, quando il giornalista turco di origine armene Hrant Dink è stato ucciso a Istanbul da un ragazzo di 17 anni – scelta non casuale l’assassino non ancora maggiorenne, su cui non avrebbero potuto ricadere grandi responsabilità, così come sta dimostrando il processo tuttora in corso –, è risultato evidente che si trattava, per dirla con Marquez, della “cronaca di una morte annunciata” ed è altrettanto evidente che le misure a tutela della vittima non siano state adottate in maniera opportuna ed efficace. Questa pagina non è affatto chiusa e non lo sarà finché non ci sarà la pace, e per poter fare la pace è necessario il riconoscimento delle responsabilità da parte dello Stato, ma anche la richiesta di perdono. Dink diceva che la società turca e la società armena sono in realtà entrambe malate e hanno bisogno l’una dell’altra per poter guarire insieme da questo grande trauma. Ecco, questo è anche il mio pensiero.
Non c’è un vivere generico, ma un vivere molto differente da parte di persone e gruppi diversi. Personalmente sono per la pace sia nei confronti della questione armena, sia riguardo tutto quello che sta accadendo oggi nel mondo, che è davvero preoccupante. A vent’anni non avevo certo sognato di trovare un mondo come quello che trovo oggi a sessanta; ci sono troppe cose che ci sono sfuggite di mano e che non abbiamo saputo comprendere...

Il suo Paese oggi è un’incognita, veramente molto difficile da interpretare e da una voce libera come la sua, non faziosa, non di parte, di persona che porta avanti le sue idee, i propri ideali, ci piacerebbe avere se non uno spunto di comprensione, almeno un’idea, una parola che ci raccontasse cos’è la Turchia oggi.
Veramente questo argomento non lo vorrei affrontare perché non si può esaurire in un paio di frasi o in un commento superficiale. È evidente che la Turchia sia un paese travagliato, dalla situazione allarmante e dal futuro incerto, tuttavia a parte questo non è possibile riassumere in un lampo una storia così lunga e complicata.

la_bastarda_di_istanbul_ph_e.gallina_img_1762.jpgLa letteratura e la cultura in generale come voci fuori campo sono più che mai un urgente richiamo alla realtà. Come il pubblico italiano ha raccolto questo testo che parla di verità scomode e di senso di libertà?
A Venezia, dove da secoli vi è un forte nucleo armeno che ha come centro l’Isola di San Lazzaro degli Armeni,vi è storicamente una maggiore sensibilità verso il tema del popolo armeno. Se ne parla ed è una realtà consolidata all’interno della vita della città. Tuttavia non è così in gran parte dell’Italia, dove pochi conoscono questa storia, a differenza che in Francia, dove vi è una comunità armena numerosa e conseguentemente l’opinione pubblica ha abbastanza familiarità con queste vicende storiche. Detto questo, devo riconoscere che lo spettacolo ha suscitato grande interesse da parte del pubblico italiano, anche se racconta una storia complicata, fatta di intrecci familiari molto complessi, difficili da seguire, in cui i protagonisti delle vicende hanno peraltro nomi stranieri. Malgrado ciò, l’interesse e l’accoglienza ricevuta dalla pièce è stata molto positiva e importante. Parliamo d’altronde di problemi che esistono in tante regioni del mondo, quella turca non rappresenta certo un’eccezione, e purtroppo secondo me abbiamo dimenticato troppo velocemente quella che si suole chiamare la “lezione della storia”, con tutte quelle guerre che abbiamo attraversato che non sono così lontane ma che sembrano averci insegnato ben poco. E comunque non smetto di stupirmi nel vedere quale direzione stia prendendo oggi l’Europa, che sembra nei fatti, al netto della retorica dei discorsi ufficiali, essersi scordata della follia cruenta della Seconda Guerra mondiale. Sono allibita da come vecchi fantasmi ricompaiano e aleggino di nuovo sopra i cieli del Vecchio Continente. Sono perciò convinta che sia una cosa buona e doverosa ricordare momenti, percorsi, contraddizioni di quel tratto nodale tragico della nostra storia al più ampio pubblico possibile.
La memoria deve essere alimentata, trattenuta anche nell’educazione; le vicende dell’Europa devono essere spiegate molto bene alle generazioni future. Le persone che hanno vissuto negli anni Quaranta e Cinquanta hanno direttamente conosciuto la guerra, ma le generazioni successive, non avendola attraversata esistenzialmente, ne hanno sentito solo parlare, oppure nemmeno, quasi, i più giovani. Pensiamo a un giovane di vent’anni oggi: neppure i suoi genitori hanno vissuto la guerra! La memoria sia della Seconda Guerra Mondiale, che della storia dell’Europa e del perché oggi abbiamo bisogno che essa esista unita, doveva essere ben integrata nell’istruzione. L’Europa unita come suo primo passo avrebbe dovuto compiere un’armonizzazione dei vari sistemi educativi nazionali per integrare questi valori di memoria collettiva nell’educazione alla convivenza. Oltre a ciò, avrebbe anche dovuto essere più coraggiosa verso ciò che sta accadendo in Turchia in questo momento: credo che l’Europa abbia avuto la grande responsabilità di non aver voluto vedere le cose... Ecco, voleva un parere politico, così alla fine l’ho dato!

la-bastarda-di-istanbul_foto-proveimg_1051.jpgIn una precedente intervista lei mi disse di sentirsi “turchese”. Erano altri anni, sembrano passate ere geologiche... Oggi quel turchese che portava in sé molte speranze si è sbiadito; lei riesce a essere, malgrado tutto, ancora un briciolo ottimista?
Evidentemente il futuro è sempre un mistero per noi, perché non sappiamo mai se ci saremo o no domani... In più il momento storico attuale di tutti noi ci ricorda ciò ogni secondo della giornata! Siamo consapevoli che si può morire uscendo di casa, che potrebbe capitare di tutto, che non abbiamo la ben che minima garanzia di rincasare la sera. Questo momento storico ci fa percepire l’incertezza del futuro in maniera ancora più acuta, la condividiamo tutti, ancor più in Turchia. Non sappiamo chi sarà arrestato domani, chi sarà licenziato, chi si ritroverà senza passaporto, senza più alcun diritto sociale, senza pensione, con tutti i beni confiscati... Ma nonostante questo enorme senso incertezza e precarietà, e pur avendo davanti a me un futuro che non sarà così lungo come il passato che ho vissuto, rimango ottimista e penso sia fondamentale fare di tutto per vivere bene e per cercare la gioia nei giorni che mi restano da vivere.
Obiettivamente però sono molto afflitta e provo un dolore profondo nel vedere ciò che succede in Turchia, e non soltanto ovviamente per la tragedia sul piano umano, ma anche dal punto di vista dell’architettura, del paesaggio, delle città. Istanbul oramai è una città distrutta e la stanno ancora devastando con grande indifferenza. È veramente doloroso tutto ciò! Il turchese, quindi, non è forse più così acceso come le dicevo un po’ di anni fa. Abbiamo tuttavia il dovere di andare sempre avanti e continuare a proteggere uno spazio di gioia per noi, perché altrimenti, data la gravità del momento storico triste e angosciante, saremmo costretti ad arrenderci e soccombere. Ma io, sì, sono ancora del parere che lo sforzo che ognuno di noi compie per stare bene e conservare la gioia sia una forma di vitale e utile resistenza.

La bastarda di Istanbul
8, 9, 10 marzo 2017

Teatro Toniolo-Mestre (Ve)

www.culturaspettacolovenezia.it
 

 

#savethedate

Serra Yilmaz sarà protagonista di un incontro giovedì 9 marzo h. 18 al Teatro Toniolo di Mestre

per parlare del romanzo La bastarda di Istanbul di Elif Shafak

dialoga con l'attrice Giampiero Bellingeri, Università Ca' Foscari Venezia

l'incontro è  incluso nella programmazione di Verso Incroci di Civiltà 2017

 

 

 

:agenda teatro

    28|04|2017
  • ORESTEA
    Teatro Verdi - Padova h. 20.00
    "Stagione di prosa 2016/17"
    di Eschilo con Mariano Rigillo, Mascia Musy, Angela Pagano, Gaia Aprea, Giacinto Palmarini regia Luca De Fusco

  • 29|04|2017
  • ORESTEA
    Teatro Verdi - Padova h. 20.00
    "Stagione di prosa 2016/17"
    di Eschilo con Mariano Rigillo, Mascia Musy, Angela Pagano, Gaia Aprea, Giacinto Palmarini regia Luca De Fusco

  • 30|04|2017
  • ORESTEA
    Teatro Verdi - Padova h. 16.00
    "Stagione di prosa 2016/17"
    di Eschilo con Mariano Rigillo, Mascia Musy, Angela Pagano, Gaia Aprea, Giacinto Palmarini regia Luca De Fusco

  • 23|05|2017
  • STOMP
    Teatro Goldoni - Venezia
    "Eventi Speciali"
    Stomp Productions - Glynis Henderson Productions  in collaborazione con Terry Chegia 

  • 24|05|2017
  • STOMP
    Teatro Goldoni - Venezia
    "Eventi Speciali"
    Stomp Productions - Glynis Henderson Productions  in collaborazione con Terry Chegia   

  • 25|05|2017
  • STOMP
    Teatro Goldoni - Venezia
    "Eventi Speciali"
    Stomp Productions - Glynis Henderson Productions  in collaborazione con Terry Chegia   

  • 26|05|2017
  • STOMP
    Teatro Goldoni - Venezia
    "Eventi Speciali"
    Stomp Productions - Glynis Henderson Productions  in collaborazione con Terry Chegia   

  • 27|05|2017
  • STOMP
    Teatro Goldoni - Venezia
    "Eventi Speciali"
    Stomp Productions - Glynis Henderson Productions  in collaborazione con Terry Chegia   

  • 28|05|2017
  • STOMP
    Teatro Goldoni - Venezia
    "Eventi Speciali"
    Stomp Productions - Glynis Henderson Productions  in collaborazione con Terry Chegia