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Perle ai porci. Binasco si avventura nel porcile di Pasolini
di Marzio Fabi   
porcile_francesco-borchi_valentina-banci_foto-luca-del-pia1.jpgMalgrado siano passati 40 anni dalla morte violenta e per certi versi ancora misteriosa di Pier Paolo Pasolini, i suoi lavori fanno sempre discutere, seppure le divisioni del pubblico non rivestano più il carattere ideologico di un tempo, ma offrono la forza di un racconto ‘scorretto’, capace di colpire per la profondità del messaggio.

 

Così descrive il lavoro il regista Valerio Binasco, al debutto a Spoleto nel 2015: «Porcile è un dramma in undici episodi che Pasolini ha scritto nel 1966 e che poi, nel 1969, ha trasposto nel film omonimo per raccontare l’impossibilità di vivere secondo le proprie coordinate, i propri istinti, preservando l’intima natura di se stessi dal mondo cannibale.

 

In Porcile la trama si sviluppa nella Germania del dopo nazismo, nel momento in cui la borghesia con il suo modo globalizzante di intendere la democrazia ha preso il Potere e lo gestisce. Julian, figlio “né ubbidiente né disubbidiente” di una coppia della borghesia tedesca, trova nel porcile paterno un amore ‘diverso’, non naturale, che tuttavia lui riconosce come scintilla di “vita pura”.

 

La passione misteriosa che segna il personaggio fin dal suo ingresso diviene simbolo del disagio di chi non si riconosce nella società coeva, e si rifugia in qualcosa di istintuale ma segreto. Porcile non fa prigionieri. Condanna tutti, dal primo all’ultimo. Non c’è redenzione, non c’è possibilità di salvezza in questo mondo soggiogato in modo, oramai, antropologico. Non c’è speranza in questo porcile dove tutti mangiano tutto, dove il solo deve essere il tutto...».

 

Villa Pisani a Stra era lo scenario decoratissimo in cui Pasolini, regista del film del 1969, ambientava la vicenda di Julian, giovanotto degli anni ‘60, ma poco sessantottino, impermeabile al fervore e alla ribellione. Binasco per la sua regia sceglie uno sfondo sbiadito e pastello, tela dipinta di archi e alberelli. Un giardino essenziale nel quale raccontare una favola, tragica e incredibile.

Porcile
30 marzo-2 aprile 2017

Teatro Goldoni-Venezia
www.teatrostabileveneto.it