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Come eravamo. Lo sguardo di De Santis sulla realtà
di Andrea Zennaro   

risoamaro1.jpgGiuseppe De Santis, tra crisi creative e oblio dell'apparato cinematografico, è stato uno degli autori fondamentali del cinema italiano e mondiale che, all'interno della corrente neorealista, è riuscito ad emergere con il uno stile unico che mescola azione a tematiche dall'alto impatto emotivo. Il suo cinema raccoglie la lezione documentaristica svincolandola dalla mera rappresentazione della realtà: con un uso virtuosistico della macchina da presa trasforma l'attualità, raccontata dalla cronaca di tutti i giorni, in storie avvincenti dal ritmo serrato.

 

La guerra appena finita porta con sé strascichi di miseria e devastazione e, con il suo esordio alla regia del 1947 Caccia tragica, mostra quanto la violenza non sia per niente un capitolo chiuso in questo paese allo sbando: i linciaggi, la prevaricazione sui più deboli e la sete di denaro portano all'annientamento dei rapporti sociali.

 

In Riso amaro lo scenario si sposta dalle campagne emiliane alle risaie del Vercellese, ma la lotta per prevaricare è anche qui all'ultimo sangue, con una Silvana Mangano icona sexy e un Vittorio Gassman villain da antologia. In Non c'è pace tra gli ulivi del 1950 il protagonista è un pastore della Ciociaria che lotta per riprendersi le sue pecore sottrattegli mentre era soldato e prigioniero di guerra: il ricco pastore responsabile dell'appropriazione indebita usa metodi intimidatori mafiosi per infondere omertà nella popolazione.

 

È un fatto di cronaca realmente accaduto a dare impulso a De Santis per la realizzazione di Roma ore 11: il crollo di un palazzo durante una chiamata per l'assunzione di una dattilografa. Elio Petri, all'epoca giornalista de «L'Unità», si occupa dell'inchiesta giornalistica, della sceneggiatura ed è aiuto regista assorbendo lo stile e l'amore per il cinema militante del suo mentore. Nel centenario della nascita ed a vent'anni dalla scomparsa, la Casa del Cinema di Venezia dedica una retrospettiva al grande autore italiano.

«Il cinema ideologico di Giuseppe De Santis»
3, 7, 10, 14, 21, 28 aprile Videoteca Pasinetti
www.comune.venezia.it/cinema

 

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