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Doppio sogno. David La Chapelle, la sua arte in 100 scatti
di Anna Corazza   

news_of_joy_venice_show.jpg«Amo creare tramite l’uso della fantasia, tramutando in immagine i miei sogni». David LaChapelle


 

Arriva a Venezia la prima monografica dedicata a David LaChapelle: dal 12 aprile al 10 settembre è la Casa dei Tre Oci a ospitare lo spirito surrealista di uno dei più noti fotografi contemporanei. L’appuntamento estivo della città con i grandi nomi della fotografia sarà quindi incentrato sulla tanto discussa produzione dell’artista statunitense: con oltre 100 immagini, e l’anteprima mondiale della serie New World, i Tre Oci si confermano promotori della cultura fotografica internazionale a Venezia.

 

L’esposizione, curata da Reiner Opoku e Denis Curti, organizzata da Fondazione di Venezia e Civita Tre Venezie, ripercorre la carriera di LaChapelle, dai primi progetti in bianco e nero degli anni Novanta fino ai lavori a colori più recenti, e al ritorno della figura umana nell’ultima serie, New World. A precedere l’inaugurazione della mostra sarà proprio un incontro con David LaChapelle: l’Aula Magna Tolentini, nella giornata del 10 aprile, ospita l’appuntamento con il fotografo organizzato da Fondazione di Venezia e da Iuav.

 

Ma quali sono gli ingredienti che fanno di questo artista uno dei nomi più amati e discussi dei nostri giorni? Apprezzato da Andy Warhol tanto da offrirgli il primo incarico professionale, i vivaci colori e lo stile surrealista del fotografo statunitense non tardano ad affermarsi nel panorama artistico degli anni ‘90. Pop, moda, advertising, sacro, profano: nelle immagini oniriche di LaChapelle si distinguono profonde riflessioni sociali e contraddizioni del nostro tempo.

 

land_scape__03_kings_dominion_fnl_05a30h_300dpi.jpgSebbene la produzione dell’artista sia principalmente incentrata sulla figura umana, non è mancato infatti l’interesse per la fotografia di paesaggio, quando scenari industriali sono diventati soggetti di scatti patinati. Il vincente binomio ironia e stile barocco non si limita però solo alla fotografia, tanto che dalla fine degli anni ‘90 l’interesse di LaChapelle si rivolge anche al mondo dei videoclip e del cinema.


L’immaginario di LaChapelle è attraente, seducente: le muse religiose convivono con figure dissacranti, proporzioni e figure armoniche dividono gli spazi con elementi di disturbo, i colori saturi ci rendono ebbri. Si tratta di un equilibrio di contraddizioni, un equilibrio che ci rende dipendenti, che ci chiama alla contemplazione.

«David Lachapelle. Lost & Found»
12 aprile-10 settembre 2017

Casa dei Tre Oci, Fondamenta delle Zitelle 43, Giudecca
 - Venezia

www.treoci.org