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Home arrow NIGHTLIFE arrow True to My Roots. Steve Giant dà il via ai festeggiamenti per RastaSnob con Freddie McGregor
True to My Roots. Steve Giant dà il via ai festeggiamenti per RastaSnob con Freddie McGregor
di Chiara Sciascia   
stevefreddie.jpgRastaSnob è una parola composta, a prima vista una contraddizione in termini, in realtà il primo indizio dello spirito di inclusione e condivisione del movimento fondato da Steve Giant nel 1988 e che ora si prepara a tagliare un importante traguardo, quello dei trent’anni, sempre fedele alle proprie radici, diffondendo la musica reggae e il suo messaggio di positività con l’obiettivo di coinvolgere proprio tutti, appassionati (Rasta) o meno (Snob).
Il 20 aprile a Spazio Aereo il concerto di Freddie McGregor, gigante del reggae giamaicano, apre ufficialmente la stagione di eventi live che porteranno al 30simo anniversario di RastaSnob. Un atteso ritorno quello di McGregor in Laguna, dopo l’indimenticabile concerto in Piazza San Marco in occasione del Carnevale del 2005, quando con il suo inconfondibile reggae lovers incantò tutto il pubblico veneziano.

 

«RastaSnob»: l’unico, originale reggae magazine italiano dal 1988. E poi i concerti, i dj-set, i grandi Festival, quello che hai fondato è un vero e proprio movimento. Steve, ti stai preparando a tagliare un importante traguardo, trent’anni da Reggae Ambassador in Italia!
Dopo trent’anni di RastaSnob – e cinquanta di vita – mi ritengo contento di esserci e di aver contribuito a diffondere la musica reggae nel Nordest, in Italia e anche nel mondo, perché ricordo che ogni anno dal 1993 con RastaSnob Promotion siamo presenti ai principali festival della Jamaica, come il Reggae Sunsplash e il Reggae Sumfest. Ho fondato insieme a Radio Base e all’Associazione Rototom il Sunsplash italiano, quello che una volta si teneva a Osoppo per intenderci, purtroppo da anni migrato in Spagna, perché ce lo siamo scioccamente ‘lasciato scappare’ per motivi ormai noti a tutti.
La Rivista rimane sempre un punto di riferimento. Malgrado la gente non legga più nemmeno i quotidiani, io continuo a farla su carta, perché la carta, come il reggae, non morirà mai. È vero, oggi si sta sempre su internet, ma in rete si trova di tutto e di più, c’è il meglio ma anche e soprattutto il peggio, mentre io e una serie di “appassionati sentimentali” continuiamo a realizzare sette numeri l’anno per raccontare un sogno in cui non smetteremo mai di credere. Si spera sempre di andare avanti, nonostante questa crisi, che io ritengo poi sia più una crisi mentale che altro, perché mancano i soldi, sì, ma non credo che dieci o vent’anni fa stessimo poi tanto meglio. Forse c’era un’altra generazione, più ‘casinista’ se vogliamo, mentre quella che mi trovo davanti ora è la generazione di WhatsApp, dell’iPhone e dell’iPad che io volutamente non posseggo. Sono uno “vecchia scuola”: per me è anche troppo un vecchio Nokia, e se devo andare a un concerto prendo e vado, non sto a menarmela con le chat di gruppo o a controllare l’evento su facebook. Sono solo seghe mentali!
Sono soddisfatto dopo questi primi trent’anni, anche se non è facile, perché il reggae non è certo il genere più diffuso in Italia. Per quanto resistenti e appassionati siamo pur sempre una nicchia! E poi ci sono le disgregazioni interne tra le varie “posse”, chiamiamole così, che certo non aiutano. Si dovrebbe tenere ben presente che alla base c’è, come si dice in gergo, sempre il roots, ossia la radice comune da cui tutto ha avuto origine. Sarebbe vitale unirsi, collaborare gli uni con gli altri, creare una rete che renda possibile un maggior supporto anche alle band emergenti, che ci sono e meritano di essere sostenute, perché saranno i protagonisti della scena di domani.

Pace, amore, armonia, rispetto e condivisione. La ricetta del reggae sarebbe un’ottima life therapy in un momento storico così drammatico, ma questa musica continua a subire una sorta di ghettizzazione, vittima di infiniti pregiudizi. Come mai?
Purtroppo nel reggae di oggi si è perso molto di quello che era il messaggio originale. Il “Peace & Love” di Bob Marley, per intenderci, si è svuotato del suo significato; è aria fritta ormai, ridotto a mero slogan che troppi, ahimè, sfruttano per arricchirsi. Una categoria da cui sento decisamente di potermi escludere, perché dentro di me è esplosa una passione, sono un invasato (ride, ndr.), posso definirmi un “missionario del reggae”: mi è entrato nel cuore e da lì non uscirà mai!

freddie-mcgregor-concert-photo-jewish-mother-4.jpgVeniamo a noi. Il Venice Reggae Carnival prima e ora l’attesissimo concerto di Freddie McGregor. Insomma, un inizio anno live decisamente forte. C’è grande attesa soprattutto per questa straordinaria leggenda vivente del reggae.
È vero, questo 2017 è iniziato con un buon Carnevale, che ha dimostrato ancora una volta come a Venezia ci sia sempre posto per il reggae dal vivo. Abbiamo dato il via ai festeggiamenti che dureranno un intero anno, perché ufficialmente RastaSnob compirà il suo trentesimo genetliaco nel 2018, ma ci sembrava dovuto fare le cose in grande stile, in più tappe.
Non potevamo quindi che cominciare con un artista come Freddie McGregor che è, sì, una vera e propria leggenda vivente del reggae con cinquant’anni di carriera alle spalle. Uno che ha suonato con Bob Marley, non so se mi spiego!, che ha scritto pagine indelebili della storia della musica jamaicana, a partire dal suo singolo Big Ship del 1981, che è diventato uno dei grandi classici del reggae. Per capire di chi stiamo parlando basta andarsi ad ascoltare pezzi come Lock Dem Down, Africa Here I Come, Walls of Jericho o I Was Born a Winner, Push Come To Shove o Just Don’t Want To Be Lonely... e ce n’è per oltre trenta album! Il successo di Freddie è dovuto al suo innato talento, ma anche alla sua versatilità: da un lato irresistibile in veste lovers, capace di coinvolgere qualsiasi tipo di pubblico, da un altro lato profondamente conscious roots, impegnato nel sociale in Jamaica e ambasciatore di cultura nel mondo. Oggi, a 61 anni, McGregor, accompagnato dalla sua Big Ship Band, è sempre impegnato in nuovi progetti. L’ultimo in ordine di tempo, True To My Roots, è l’emblema della sua esperienza, saggezza e intensità: è un artista apprezzabile da chiunque, oltre ogni barriera di genere, grazie alle ottime vibrazioni che è capace di regalare al pubblico. Quella di Marghera è l’unica data nel Nordest e devo dire che l’attenzione è forte. Consiglio quindi di acquistare le prevendite per tempo, perché Spazio Aereo ha una buona capienza ma comunque limitata per un personaggio di questo calibro.

freddie.jpgProgrammi futuri?
Ci prepariamo al periodo primavera/estate che da sempre è consacrato al reggae e ai ritmi caraibici. Ci saranno molti eventi, sia in Italia che all’estero: per prima cosa vi invito a venire con RastaSnob in Jamaica per i 25 anni del Reggae Sumfest! Ma non mancheranno poi le occasioni, pur non potendo ancora anticipare molto, anche per chi resterà qui a Venezia e nel Nordest. La collaborazione con Spazio Aereo, un locale che si è approcciato per la prima volta con noi alla musica reggae, si sta via via sempre più consolidando. Poi c’è sempre Forte Marghera, dove abbiamo già realizzato grandi live estivi di successo, come Cocoa Tea e Morgan Heritage in collaborazione con Controvento, e a dirla tutta sarebbe bello anche poter tornare a San Giuliano, vuoi mai che il nostro Sindaco volesse tenerci presenti regalandoci un angolino di ‘Jamaica’ fronte Laguna.
Inoltre stiamo pensando anche all’importantissimo anniversario che ricorre quest’anno: i 100 anni di Marghera, città che quanto e forse più di Venezia è legata alla tradizione della musica reggae, basta dire Pitura Freska! Marghera ha visto passare negli anni artisti del calibro di Burning Spear, Bunny Wailer, Israel Vibration, Luciano, solo per citarne alcuni. È una città con un movimento proprio, che noi come RastaSnob e Radio Base – che tra l’altro ha appena trasferito qui alla Cita la nuova sede –, ci teniamo a sostenere e incrementare. Sarebbe bello festeggiare questo speciale compleanno della Città con un grande evento live che porti davvero solo tanta positività e unione.

Freddie Mc Gregor
20 aprile 2017

Spazio Aereo-Marghera (Ve)
www.rastasnob.it

 

 
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