VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow ARTE arrow La dura battaglia delle idee. Le ragioni del design di Ettore Sottsass a Le Stanze del Vetro
La dura battaglia delle idee. Le ragioni del design di Ettore Sottsass a Le Stanze del Vetro
di Paolo Lucchetta   
ettore-sottsass-42984.xl_.jpgGli oggetti costituiscono per i designers gli elementi più rilevanti del racconto del proprio lavoro, spiegano le radici autobiografiche della loro opera, sono metafore, fondamenti, memorie e intenzioni, confessioni poetiche e filosofiche. In questo senso per lungo tempo si è immaginato che i progetti, i disegni, gli oggetti, le fotografie, le riviste di Ettore Sottsass, oltre a stupire e innovare, raccontassero una storia.

 

Di lui, Andrea Branzi dice che: «La cosa curiosa di Ettore è che appare come un architetto immerso nel suo codice formale, nei suoi disegni, nei suoi pensieri, quindi una figura di artista e di intellettuale che si rappresenta compiutamente nel suo lavoro privato senza scarti o sbavature. Ma a un diverso esame risulta invece che egli è sempre stato al centro di vastissimi movimenti culturali, una figura scontrosa che ha alimentato amicizie storiche, basate sulla comune militanza culturale, cioè sulla partecipazione a una dura battaglia di idee, l’unica che conta nella vita».


Nella sua lunga vita, Sottsass quella storia attraverso gli oggetti non ha mai smesso di scriverla, partendo da molto lontano, un’autobiografia a schegge, quasi un testamento, di cui lui solo sembrava conoscere il funzionamento e che usava per proporre al lettore, in un ordine solo apparentemente capriccioso, le immagini della sua infanzia e della sua giovinezza.


ettore-sottsass-il-vetro-exhibition-view-at-le-stanze-del-vetro-venezia-2017-9-1.jpgDi questa storia, semplice e complessa, narrano gli oggetti in vetro della mostra curata da Luca Massimo Barbero, con la consueta sensibilità. Una storia densa di riflessioni memorabili sull’essenza degli oggetti quotidiani, gli strumenti e le cose: «Volevo soltanto dire che al di là delle ‘istruzioni per l’uso’, gli strumenti e le cose sono nella vita degli uomini, i mezzi con i quali essi compiono o cercano di compiere il rito della vita e se c’è una ragione per cui esiste il design, la ragione – l’unica ragione possibile – è che il design riesce a restituire o a dare agli strumenti e alle cose quella carica di sacralità per la quale gli uomini possano uscire dall’automatismo mortale e rientrare nel rito». Il rito inteso come sfida di discutere la vita e la società attraverso il disegno industriale.

 

Come del tutto evidente alla visione dei Big and Small Works, delle Short stories, degli Esercizi e dei Capricci, delle Kachinas, oggetti dallo spessore simbolico, emotivo e rituale esposti nell’allestimento de Le Stanze del Vetro a San Giorgio, Ettore Sottsass può essere considerato anche e soprattutto un grande viaggiatore, che ha esplorato linguaggi e materiali diversi, raccogliendo ispirazioni in ogni continente.

 

Ancora Andrea Branzi ricorda che: «Nel 1961 compie due lunghissimi viaggi che spostano completamente il DNA della sua struttura culturale». Il primo viaggio-madre avviene in India, dal quale gli deriva un atteggiamento esistenziale che lo accompagnerà sempre. «Questo atteggiamento che apprende nel grande ventre caldo e drammatico dell’India consiste in una sorta di accettazione globale del cosmo, delle sue leggi, delle sue tragedie e della storia». Un’accettazione non acritica, non indifferente, ma basata sullo spostamento dei sistemi critici e selettivi, tipici della cultura cattolica e razionalista, verso un piano di coscienza planetaria, di visione simultanea del bene e del male, della vita e della morte.

 

ettore-sottsass-il-vetro-1.jpgNello stesso anno compie il suo viaggio in America, per curarsi a Palo Alto di una grandissima nefrosi, che lo portò alle soglie della morte, e una volta guarito, a frequentare intensamente la colonia dei poeti beat della West Coast, che sua moglie Fernanda Pivano stava traducendo. Dalla sua camera di ospedale invia agli amici un giornaletto East 128, quasi una dichiarazione filosofica basata sulla stratificazione di immagini commerciali, un tessuto infinito di comunicazioni, segni, informazioni, una presa di possesso della realtà, una profonda immersione nell’esistente, un’accettazione della storia senza moralismi che ha origine nell’India, come Ettore l’ha sempre capita. «La sua adesione alla cultura dei consumi, come superamento del vecchio razionalismo europeo è del tutto particolare: egli accetta l’America attraverso l’India, miseria e abbondanza non sono che due facce della stessa medaglia, come le ceramiche esposte alla Galleria Sperone di Milano – Mehnir, Ziggurat, Stupas, Hydrants e Gas Pumpsoggetti religiosi ed oggetti di consumo».


Come per gli amici poeti beat, lo Zen convive con il cibo in scatola, la politica non coincide più con i grandi programmi ideologici o sociali, ma con la pratica di una creatività legata alla vita.
Letteratura ed esistenza, come nota Barbara Radice, sua seconda moglie, sono la stessa cosa e ciò significa che l’estetica diventa per Ettore un valore politico che ispirerà i nuovi sistemi di valori dei movimenti di avanguardia da lui fondati, Alchimia e Memphis.


E a proposito di vita, giunto alla fine del percorso espositivo della mostra, probabilmente il visitatore verrà incuriosito dal libro di Barbara Radice Perché morte non ci separi, che apre una finestra privata di riflessione, anche ironica, e consente uno sguardo ravvicinato sul grande architetto e designer. Potrebbero a quel punto rivelarsi al lettore fotogrammi di una vita ‘bellissima’, trascorsa a guardare il mondo sempre dalla stessa parte della finestra, nei luoghi del cuore di Ettore e Barbara, le case di Milano, l’amata Filicudi, l’India dell’amica Prema, i Tropici, l’Engadina, gli amici, la famiglia, gli oggetti di una quotidianità di una vita non banale. O meglio di un’esistenza, come amava dire Sottsass: «La vita non mi interessa, mi interessa l’esistenza: pensare a cosa può essere, a cosa sarà o a cosa è stata l’esistenza». E subito accanto, perché no, anche da Foto dal finestrino, dall’occhio di un grande fotografo per caso, ventotto istantanee e altrettante paradossali didascalie di un mondo nascosto che nessun altro ha saputo vedere. (Enjoy!).

«Ettore Sottsass. Il vetro»
Fino 30 luglio 2017

Le Stanze del Vetro, Isola di San Giorgio Maggiore - Venezia
lestanzedelvetro.org

 

 
    21|04|2017 - 15|11|2017
  • PALAZZO CINI. LA GALLERIA – VIK MUNIZ Afterglow: Pictures of Ruins
    Palazzo Cini, San Vio, Dorsoduro 864 - VENEZIA
    Afterglow: Pictures of Ruins di Vik Muniz inaugura la stagione 2017 della Galleria di Palazzo Cini a San Vio con un omaggio alla...

  • 26|11|2017
  • PERSONAL STRUCTURE
    European Cultural Centre, Palazzo Mora, Cannaregio 3659 | Palazzo Bembo, Riva del Carbon, San MArco 4793 - VENEZIA
    La mostra è una polifionia di artisti provenienti da diverse parti del mondo, con diverse culture e di conseguenza diversi linguaggi...

  • 13|05|2017 - 26|11|2017
  • INTUITION
    Museo di Palazzo Fortuny, San Marco 3958 - VENEZIA
    Un'esposizione magnificca che riunisce artefatti antichi e opere del passato affiancati ad altre moderne e contemporanee, tutte legate ali concetti...

  • 26|11|2017
  • GLASSTRESS 2017
    Palazzo Franchetti, San Marco 2487 - VENEZIA| Berengo Exhibition Space, Campiello della Pescheria - MURANO
    Quaranta imporatanti artisti internazionali, tra cui Ai Weiwei, Jann Fabre Abdulnasser Gharem, Alicja Kwade, Laure Prouvost, Ugo Rondinone, Thomas...

  • 07|04|2017 - 27|11|2017
  • LORIS CECCHINI Waterbones
    Event Pavilion, T Fondaco dei Tedeschi, Riato, Calle del Fondaco - VENEZIA
    Le sue grandi installazioni si collocano al crocevia tra scultura, architettura e dimensione organica e confondono le percezioni dello spettatore per...

  • 09|04|2017 - 03|12|2017
  • DAMIEN HIRST Treasures from the Wreck of the Unbelievable
    Palazzo Grassi, San Samuele | Punta della Dogana, Salute - VENEZIA
    Un progetto inedito, frutto di un lavoro durato dieci anni, dell’artista britannico Damien Hirst che coinvolge per la prima volta...