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Play it loud! Ovunque è musica, con STOMP...
di Lara Cavalli   

stomp.jpgLa settimana scorsa mi godevo un pranzetto in collina con un gruppo di amici musicisti quando, in una pausa tra i primi e i secondi, ci è venuta una gran voglia di suonare. Come fare, avendo a disposizione solo un pianoforte e una chitarra e nessuna sezione ritmica? S’improvvisa! La vecchia base in plastica di un ombrellone è diventata la grancassa, un vasetto con del riso uno shaker, un portafiori arrugginito e due coltelli hanno sostituito triangoli e cembali mentre una grattugia si è trasformata in una cabaça. Da tempo immemore l’uomo cerca di fare musica e quando non ha gli strumenti, li inventa. Tutti noi abbiamo costruito, almeno una volta nella vita, uno shaker con un tubo di plastica e qualche sasso. Tutti noi abbiamo trasformato un vecchio secchio di plastica in un tamburo o abbiamo suonato bottiglie e bicchieri a tavola, tra le grida della mamma che minacciava l’arrivo di scappellotti se avessimo rotto qualcosa. Questo è il principio su cui si basa lo spettacolo degli STOMP, compagnia di percussionisti-acrobati che arriva in scena al Goldoni dal 23 al 28 maggio. La musica sta ovunque, basta cercarla, ascoltarla, parlarle e lei risponderà.

 

Da 25 anni gli STOMP ‘costringono’ a ballare un pubblico sempre più numeroso facendo suonare bidoni della spazzatura, coperchi, lamiere, pneumatici, lavandini, scope e spazzoloni con un’energia semplicemente incontenibile. La formula è semplice quanto geniale: riciclare oggetti comuni della realtà urbana e industriale e trasformarli in musica da ballare. Lo spettacolo proposto dalla compagnia inglese nata nel 1991 dalla creatività di Luke Cresswell e Steve McNichola è combinazione unica di teatro, danza e percussioni.

 

stomp_.jpgQuello degli STOMP è uno spettacolo di grandissima energia, pièce potente, genuinamente fisica, di grande impatto visivo, espressione vivissima della musica degli anni ‘90. Questo spettacolo riesce ad unire flamenco e tip-tap al movimento determinato dalle percussioni e da un ritmo trascinante, dalla chiara concezione africana, fatta di un istinto musicale intenso, primitivo ed entusiasmante che la maggior parte degli artisti contemporanei, troppo sofisticati, sembra aver dimenticato o colpevolmente sedato. Nel modo in cui questi otto musicisti riescono ad estrarre musica da qualsiasi vecchio oggetto possiamo ritrovare la migliore tradizione jazz. Quello che viene messo in scena è «il battito veloce del cuore guidati da un’apparente cacofonia di suoni... che nell’insieme crea armonie di straordinaria bellezza», come ben recita un comunicato stampa.

 

Ma STOMP non è soltanto un acrobatico e coinvolgente frastuono, è anche una musica delicata ottenuta facendo muovere un pezzetto di giornale da una cannuccia, il tutto dentro un contenitore di bibite vuoto; è il ritmo, il suono, creato dal frusciare di una scopa sul palcoscenico, da un gesto ripetuto ritmicamente come lo spazzare, che nel nostro quotidiano non cattura più la nostra fantasia, non ci fa ingegnare. Ma la musica si può creare ovunque e con qualsiasi cosa, bastano un paio di scope, un pavimento e la fantasia.
Sì, forse STOMP è proprio questo: ritrovare l’autenticità e la gioia per farci rapire da una fantasia, da una creatività che sembra ormai non appartenerci più, aiutati e un po’ spenti da tutta questa tecnologia. Dall’altro lato lo spettacolo ha anche un forte connotato sociale, è un grido contro inquinamento e spreco, contro una sovrapproduzione che genera scarti e rifiuti e contro l’urlare della civiltà del nuovo millennio, incapace ormai di fermarsi a giocare.

STOMP
23-28 maggio Teatro Goldoni
www.teatrostabileveneto.it