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Il paradosso svelato
di Luka Stojnic   

L'Italia rappresentata, l'Italia manifestata

 

Bisogna dirlo in più istanze: era ora che l'Italia fosse ospite su un territorio del mondo.

 

Bravi. È curioso il paradosso che si cela dietro ad alcuni atteggiamenti istituzionali in seguito alla constatazione che per oltre un secolo l'Italia, in quanto stato, abbia avuto la generosa funzione di un educato ospitante della cultura proveniente da tutto, letteralmente parlando, il mondo. E per tale atteggiamento si tessevano le lodi di un'Italia buona, aperta, che oltre a parlare sa pure ascoltare, pardon, guardare.

 

L'Italia è ora presente sul territorio del mondo, ospite a casa sua, su un territorio che ora può vantare di voler abbattere i confini, margini, linee... in un contesto sia politico che culturale: e ti viene inevitabilmente in mente il concetto di globalizzazione. Ed ecco il paradosso svelato:  in una fase storica per la quale i confini, almeno quelli europei, si stanno sgretolando, l'Italia finalmente trova il suo spazio culturale, artistico, con Giuseppe Penone e Francesco Vezzoli. E viene  rappresentata nella maniera più veridica.

 

Bravi gli ideatori, brava la curatrice Ida Gianelli.

 

La rappresentazione dell'Italia è sincera: un'Italia che tra il linguaggio dell'informazione e la persistenza di un ricercato artigianato trova il suo ritratto, la sua essenza più che una tendenza di carattere estetico. La leggiadra e profonda satira di Francesco Vezzoli (che può piacere o meno) salta fuori da un intelligente uso del linguaggio mediatico che svela il sarcasmo nascosto dietro a ciò di cui l'artista stesso fa uso: colpire il nemico con l'arma del nemico. Ne scaturisce un chiaro messaggio reazionario e morale.

 

Opposto, quasi antagonista al primo, Giuseppe Penone affronta la Natura, facendo uso del virtuosismo artigianale che è pur indice di un'Italia ancora legata alla maniera del fare, a quella maniera del fare bene che trovavamo presso le corti e le signorie rinascimentali. Un monumento al fare. Un quasi arrogante affronto a materiali trattati da millenni: il cuoio e il marmo. Entrambi gli artisti denotano una tendenza globale dell'arte di oggi: la tendenza a monumentalizzare l'opera, a portarla ad ampie dimensioni per colpire lo spettatore. E, tra televisione, cuoio e marmo... l'Italia viene a manifestarsi nella sua interezza.

 

La satira politica e la pesantezza della materia... finzioni, artefatti, che denotano linee di contorno crepuscolari per la manifestazione e la rappresentazione dello stato delle cose in Italia. Piacerebbe poter vedere tra gli spettatori  grandi pedagoghi dell'estetica come Joseph Beuys,  John Cage e Pier Paolo Pasolini.

 

Luka Stojnic