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Home arrow NIGHTLIFE arrow The Upsetter. Lee "Scratch" Perry al Teatrino di Palazzo Grassi
The Upsetter. Lee "Scratch" Perry al Teatrino di Palazzo Grassi
di Redazioneweb   

lee-scratch-perry-dem-passwords.jpgLo scorso weekend ero ad un concerto di un caro amico, Milky Malick, un artista senegalese che sta promuovendo il suo primo album reggae Born to Be, con un tour di concerti che ha fatto tappa venerdì scorso a Mirano, all’Hosteria dai Semi – anche questa aperta giusto un anno fa, da un paio di amici coraggiosi e bravissimi. Quello di Malick è un sound originale, un personalissimo roots impreziosito dall’uso indistinto di inglese, francese, italiano, creolo e wolof: la sua energia è trascinante, i ritmi contagiosi e, in breve tempo, i suoi live sono diventati appuntamenti irrinunciabili per i cultori del reggae.

 

Così venerdì c’erano quasi tutti – alcuni quali in procinto di partire per il Sumfest in Jamaica – quando ho esordito dicendo: «Ma sapete che il 20 luglio c’è Lee “Scratch” Perry a Venezia?!?». Non mi credeva nessuno. iPhone alla mano, googlatina veloce, ed eccolo lì, il sito di Palazzo Grassi (non sbagliavo!) a confermare la notizia e a mettere a tacere l’ilarità e l’incredulità generatasi qualche istante prima.


Eh sì, perché sapete, in Italia, una cosa del genere non è che si veda esattamente tutti i giorni. Per “cosa” intendo la musica che esce dal ‘ghetto’, o meglio la musica reggae che esce dal ‘ghetto’. Perché di questo si tratta, in fine. Va bene ai festival, in spiaggia, va bene nei centri sociali, va bene in qualche disco e addirittura su qualche grande palco internazionale, purché il calibro della star sia planetario, ma la verità è che il più delle volte si guarda alla musica reggae in maniera ancora troppo stereotipata, relegandola solo a certi ambienti, ad un certo pubblico, precludendole nuovi circuiti.


Capirete dunque lo stupore generale, nell’apprendere di essere ‘sbarcati’ addirittura alla Biennale. L’artista del Padiglione francese, Xavier Veilhan, ha presentato infatti alla 57. Esposizione Internazionale d’Arte il progetto espositivo Studio Venezia, realizzando un vero e proprio studio di registrazione ispirato all’atelier scultoreo Merzbau (1920–1936) di Kurt Schwitters, animandolo con una successione di concerti di musicisti internazionali, attraverso i più svariati generi musicali. Il nuovo appuntamento, realizzato in collaborazione con Palazzo Grassi – Punta della Dogana, vede protagonista la leggenda del reggae Lee “Scratch” Perry (Kendal, 1936) in una performance d’eccezione affiancato da Starkee, il cui lavoro va dal reggae all'hip hop passando dall’electro. Una ‘staffetta’ musicale che parte il 20 luglio con la sessione live presso il Padiglione della Francia alle ore 15.30, per continuare al Teatrino di Palazzo Grassi alle ore 21, con un una performance ad ingresso libero fino ad esaurimento posti.

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Lee “Scratch” Perry, musicista giamaicano e visionario produttore discografico con l’etichetta Upsetter Record – che vanta tra i suoi artisti niente di meno che Bob Marley – è uno dei personaggi più importanti per la storia della musica elettronica. «Il suo uso innovativo della tecnologia ha portato la musica giamaicana dall’essere solo folklore locale a fenomeno mondiale. L’uso spregiudicato che egli fa dello studio di registrazione, lontano dalle convenzioni, ha addirittura portato all’invenzione di un nuovo genere musicale: la Dub – spiega l’artista Xavier Veilhan, commentando l’invito rivolto a Perry – Ho avuto la fortuna di incontrare Lee alla fine del 2014 a Londra, quando ha accettato di partecipare al mio progetto dedicato ai produttori musicali (esposizione Music, galleria Perrotin). È stato un momento straordinario e oggi sono molto contento di poterlo ritrovare a Venezia. Spero che questa esperienza lo conquisti, al punto di diventare una sorta di padre putativo del progetto, accanto a Nigel Godrich».

 

Lee "Scratch" Perry & Starkee

20 luglio 2017

h. 15.30 – Padiglione Francia, Giadini della Biennale

h. 21 – Teatrino di Palazzo Grassi, San Samuele

www.palazzograssi.it