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Home arrow ZOOM arrow BIENNALE TEATRO 2017 | Directors' Faces. Nove registe a confronto
BIENNALE TEATRO 2017 | Directors' Faces. Nove registe a confronto
Written by Loris Casadei   

claudia-bauer.jpgClaudia Bauer (D)
Impossibile definire uno stile unico per questa regista tedesca, che ha già al suo attivo la direzione di importanti teatri, quali quello di Jena e di Lipsia (dal 2015).
Lo spettacolo Und Dann è del 2013. Riaffiorano le vicende dadà, mai esplorate a fondo dalla storia del teatro. Una famiglia di marionette "alla Pinocchio" sembra ripercorrere una quotidianità in libera associazione di ricordi, eventi e paure. La musica guida i movimenti delle maschere in un movimentato balletto continuo. Stimolante il più recente Der Mensch Feind (Basilea, 2016). Testo e musica di PeterLicht che a sua volta riprende il Misantropo di Moliere. Gli attori in abiti caricaturalmente barocchi con enormi parrucconi sembrano divertirsi ma la verve comica della pièce non trascura l’analisi psicologia di Alceste, e mantiene l’umore melanconico del testo originale.

 

UND DANN (2013, 70’) prima italiana 

8 agosto

Tese dei Sopplachi h. 19

 

INCONTRO

9 agosto

Sala delle Colonne, Ca' Giustinan h. 16.30

 

DER MENSCHEN FEIND (2016, 140’ più intervallo) prima italiana 

9 agosto

Teatro Piccolo Arsenale h. 20

 

 

nathalie_beasse_.jpgNathalie Béasse (F)
Fusione ammirevole di danza, musica, gesto e testo letterario. Ben quattro gli spettacoli che Natalie porta a Venezia, da Roses ove affronta il Riccardo III di Shakespeare a Le bruit des arbres qui tombent, con frammenti di testi dalla Duras a Dostoevskij, a Tout semblait immobile dove i protagonisti sono tre conferenzieri continuamente interrotti dalla caduta di oggetti. Riprende anche uno dei suoi cavalli di battaglia Happy Child, una sorta di riunione di famiglia per ritrovarsi e ricostruire un’unità, dove permangono elementi perturbanti e minacciosi. La sua compagnia, fondata nel 1999, è un buon esempio di come mantenere in vita la tradizione del teatro come missione, del corpo dell’attore come portatore di significato, ma sempre con grande attenzione alla possibile comprensione del pubblico. Il linguaggio è molto vario ed è stato definito “cinematografico” per il dinamismo delle scene, l’attenzione alle luci e alla coreografica scenica e musicale.

 

LE BRUIT DES ARBRES QUI TOMBENT (2017, 90’) prima italiana 

28 luglio

Teatro Piccolo Arsenale h. 19.30

 

ROSES (2014, 80’) prima italiana 

29 luglio

Teatro alle Tese h. 19.30 

 

INCONTRO

30 luglio

Sala delle Colonne, Ca' Giustinian h. 16.30

 

TOUT SEMBLAIT IMMOBILE (2013, 60’) prima italiana

30 luglio

Tese dei Soppalchi h. 19.30

 

HAPPY CHILD (2008, 75’) prima italiana

31 luglio

Teatro Piccolo Arsenale h. 19.30

 

 

suzan_boogaerdt__bianca_van_der_schoot_.jpgSuzan Boogaerdt & Bianca Van der Schoot (NL)
Ogni festival, ogni edizione della Biennale vuole la sua piccola situazione scabrosa.
Non so come Bimbo verrà presentato a Venezia. Ma l’originale vede gli attori muoversi in una gabbia parzialmente ostacolata alla vista. Gli spettatori siedono con la schiena verso il contenitore dove si svolgono gli eventi che sono ripresi parzialmente su schermi frontali. Si sente il fiato dei performers sulla nuca. Il tema è la reificazione del corpo della donna. Una sorta di peep show che non lascia nessuno tranquillo. Le maschere confondono il sesso e il grido per la liberazione dalla finzione di ciò che devono essere uomo e donna per cultura e convenzione sociale è molto forte. Lo stesso tema è didascalicamente ancora più chiaro nel secondo spettacolo presentato, Hideous (wo)men, in una specie di girotondo alla Schnitzler dove l’illusione di un’autonomia individuale e la convinzione di essere unici vengono demolite. Se ne esce con la sensazione di indossare una maschera e di doverla considerare, con pesantezza, il proprio viso.

 

BIMBO (2011, 75’) prima italiana

5 agosto

Teatro alle Tese h. 22.30

[replica: 6 agosto, Teatro alle Tese h. 20.30]

 

INCONTRO

7 agosto

Sala delle Colonne, Ca' Giustinian h. 16.30

 

HIDEOUS (WO)MEN (2013, 90’) prima italiana

8 agosto

Teatro alle Tese h. 21

 

 

katrin_brack1.jpgLeone d’oro
Katrin Brack (D)
Gordon Craig ci aveva provato cento anni orsono. Aveva brevettato i suoi stage per rendere neutra la scena, eliminare ogni oggetto superfluo e affidare al regista e agli attori il compito di consegnare il messaggio al pubblico. Importante l’ausilio della luce che agli inizi del ‘900 offriva soluzioni inedite. Katrin Brack usa blocchi di plastica morbida e deformabile di varie dimensioni, per i quali studia meticolosamente il posizionamento e ricrea sempre nuovi liberi spazi. Un minimalismo radicale, ma sempre con elegante stravaganza. Set designer dell’anno per ben tre volte, è nome conosciutissimo soprattutto nei paesi di lingua tedesca. Purtroppo non vedremo il suo Immer noch Sturm con i suoi giochi di pioggia, neve e nebbia che invadono il palco, ma un’installazione nel foyer del Teatro alle Tese per tutto il periodo della Biennale Teatro.

 

LEONE D'ORO ALLA CARRIERA cerimonia di consegna

25 luglio

Sala delle Colonne, Ca' Giustinian h. 15 

 

INAUGURAZIONE INSTALLAZIONE

26 luglio

Teatro alle Tese, Foyer h. 20.45

 

 

11.jpgMaria Grazia Cipriani (I)
Vero e unico capocomico nel panorama teatrale italiano. Come i capocomici del teatro dell’arte si occupa di ogni dettaglio con infinito amore. Dai costumi, al testo, coreografia e istruzioni agli attori. Fondatrice del Teatro del Carretto di Lucca nel 1983, difende con passione le sue creature, il suo repertorio, e a Venezia propone il suo primo lavoro, Biancaneve. Un teatro di marionette che si apre come un armadio magico e lascia uscire veri attori, strani oggetti o i nani al lavoro nella miniera. É un linguaggio immediato che forse vuole riprendere quella versione orale del racconto prima che i Fratelli Grimm fissassero la fiaba su carta. Poi un altro classico, Pinocchio, con maschere e danze, ma anche con una fedeltà didattica al testo. L’ultima pièce allestita quest’anno per festeggiare il trentennale della compagnia è Le mille e una notte, dove le storie di Sheherazade spaziano dal mito alla drammaturgia classica, alle cronache giornalistiche di oggi.
 

BIANCANEVE (1983, 65’)

1 agosto

Tese dei Soppalchi h. 19

 

PINOCCHIO (2006, 100')

1 agosto

Teatro alle Tese h. 21 

 

INCONTRO

2 agosto

Sala delle Colonne, Ca' Giustinian h. 16.30

 

LE MILLE E UNA NOTTE (2014, 90’)

2 agosto

Teatro Piccolo Arsenale h. 21

[replica: 3 agosto, Teatro Piccolo Arsenale h. 18]

 

livia_ferracchiati.jpgLivia Ferracchiati (I)
Trentenne dalle apparenze adolescenziali, ma già con una consolidata esperienza.
Racconta che la regia e la scrittura teatrale sono il suo sogno da sempre, ancora dodicenne si divertiva a organizzare spettacoli con le amiche. Bob Wilson la incantò a Spoleto nel 2014 e da quel Peter Pan nei giardini di Kensington – con il conflitto del protagonista mezzo uccello e mezzo bambino – la Ferracchiati trae ispirazione per la sua Trilogia della identità. A Venezia vedremo i primi due capitoli, Peter Pan guarda sotto le gonne e Stabat Mater. Il tema è esplicitamente quello della transessualità, la ricostruzione di un’identità difficile per un adolescente prima e per la prima età adulta poi. Linguaggio semplice, ogni pretesa di letteratura aulica eliminata per facilitare il dialogo con i giovani. Todi is a small Town in the Center of Italy utilizza materiale di inchiesta documentario e performance attoriale per esplorare il conformismo delle città di provincia (ma non solo quelle) con particolare attenzione rivolta all’altro attore dimenticato: il pubblico.

 

TODI IS A SMALL TOWN IN THE CENTER OF ITALY (2017, 70’)

2 agosto 

Tese dei Soppachi h. 19

 

INCONTRO

3 agosto

Sala delle Colonne, Ca' Giustinian h. 15.30

 

PETER PAN GUARDA SOTTO LE GONNE Trilogia sull'identità - Capitolo I (2017, 70’)

3 agosto

Tese dei Soppalchi h. 20.30

 

STABAT MATER Trilogia sull'identità - Capitolo II (2017, 95’)

4 agosto

Tese dei Soppalchi h. 18

 

 

maja_kleczewska.jpgLeone d’Argento
Maja Kleczewska (PL)
Ha messo in scena in passato autori del calibro di Shakespeare e Chekov, ma sempre avvertendo che una trasposizione classica è come fare un teatro ‘morto’. E non è solo per una fascinazione della cultura pop. Più che a Kantor, il poeta, suo connazionale, della precarietà dell’esistenza, il riferimento è al premio Nobel per la letteratura del 2004, Elfriede Jelinek e ai temi delle sue opere. Maja riflette sullo sgomento dei quarantenni quando scoprono di avere svolto una vita sbagliata e ormai senza ritorno o sulla difficile situazione femminile, sul razzismo o sull’ossessione per il corpo della nostra cultura e relative infinite manipolazioni tra chirurgia plastica e tatuaggi. A Venezia vedremo The Rage (La rabbia) su testo della Jelinek scritto a caldo dopo l’attentato al «Charlie Hebdo» del 2015. Maja ambienta la vicenda all’interno di uno studio televisivo. Vittime e carnefici, presi dalla loro rabbia di parte, dopo un poco iniziano a invertire i ruoli e a divenire sempre più simili. Resterà solo un enorme rancore a dominare il mondo degli esseri umani.

 

LEONE D'ARGENTO cerimonia di consegna

25 luglio

Sala delle Colonne, Ca' Giustinian h. 15 

 

THE RAGE (2017, 165’ più intervallo) prima italiana

25 luglio

Teatro Piccolo Arsenale h. 19.30

[replica: 26 luglio, Teatro Piccolo Arsenale h. 18]

 

 

anna_sophie_mahler.jpgAnna Sophie Mahler (D)
Regista d’opera e teatrale svizzera. Non poteva essere diversamente per una donna che inizia a studiare violino, poi canto, poi pianoforte, ma presto diviene l’assistente del grande Marthaler che abbiamo visto Leone d’oro nel 2015 e ammirato nello stupendo Une île flottante. Regista senza timore delle più grandi opere del passato, prima fra tutte la Carmen – ma anche Orlando Furioso, la Tosca, Maria Stuarda –, come direzione teatrale combina danza, canto lirico, talvolta musica antica e gesto attoriale in una rinnovata voglia di fusione delle arti del palcoscenico. Vedremo di lei Tristan oder Isolde. Eine Pastiche, su un’idea sacrificale e liberatoria del Tristan und Isolde di Marthaler a Bayreuth (2011), utilizzando i resti della scenografia recuperati; e un nuovo (Costanza, maggio 2017) irriverente e divertentissimo Alla fine del mare, basato sul film di Fellini E la nave va. Stelle della lirica decadute in viaggio su una nave.
 

TRISTAN ODER ISOLDE. EIN PASTICHE (2013, 80’) prima italiana

4 agosto

Teatro alle Tese h. 21 

 

INCONTRO

5 agosto

Sala delle Colonne, Ca' Giustinian h. 16.30

 

ALLA FINE DEL MARE (2017, 90’) prima italiana

5 agosto

Teatro Piccolo Arsenale h. 20

 

 

ene-liis-semper-1.jpgEne-Liis Semper (EST)
L’avrebbero ammirata e invidiata Allan Kaprow e il Living Theatre. Creare una performance capace di coinvolgere più di settemila persone. Con NO75 Unified Estonia, la più grande performance nella recente storia europea, la Semper fonda un partito fittizio populista che è arrivato ad avere nei sondaggi il 20% di gradimento. Ne è seguito un film, Ash and Money, dove la Semper è stata regista e paziente montatrice. L’abbiamo ospitata a Venezia nel 2001 con una videoinstallazione un po’ inquietante, così come peraltro le successive. I temi dominanti nelle sue opere sono il potere e la violenza nella società umana. Le pièce che presenta alla Biennale vanno in questa direzione. NO43 Filth è quasi tutto basato sui gesti, nove attori cercano di entrare in contatto uno con l’altro, ma la rabbia esplode incontrollabile, privandoli di ogni possibile relazione. Simbolicamente il palcoscenico è ricoperto di melma. Anche in NO42 Eldorado gli attori clown sembrano eseguire un rito funebre e i loro lazzi non sono certo pensati per divertire. Non a caso ritornano la maschera e l’attore-marionetta a rivelare come ancestrale e penetrante nell’animo umano siano rabbia, paura, desiderio di dominio, violenza e spaesamento.

 

NO43 FILTH (2015, 115’) prima italiana

26 luglio

Teatro alle Tese h. 21.30

 

INCONTRO

27 luglio

Sala delle Colonne, Ca' Giustinian h. 16.30

 

NO42 EL DORADO: THE CLOWNS’ RAID OF DESTRUCTION (2015, 115’) prima italiana 

27 luglio

Tese dei Soppalchi h. 19.30