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VENEZIA 74 | Virzì, Manetti Bros., Ai Weiwei, Aronofsky, Clooney… Barbera presenta Venezia 74
di Marisa Santin   

downsizing.jpgAlberto Barbera ha presentato a Roma la 74. Edizione della Mostra di Venezia. Virzì à l’americana, il musical partenopeo dei Manetti Bros., la Famiglia di Riso e lo “one-woman show” di Pallaoro

 

I 4 italiani in Concorso: The Leisure Seeker, di Paolo Virzì alla sua prima regia americana, un road movie sui territori più profondi degli Stati Uniti (nel cast Hellen Mirren e Donald Sutherland). Camorra e neomelodici in salsa Manetti Bros. nel musical partenopeo Ammore e Malavita, “un film multistrato, divertentissimo e pieno di citazioni. Una vera scommessa del Festival”, nelle parole del Direttore Barbera. Sebastiano Riso con Una Famiglia sceglie Micaela Ramazzotti come protagonista di una storia familiare che tocca anche il tema controverso dell’utero in affitto e, infine, Hanna di Andrea Pallaoro (già in Orizzonti nel 2013 con Medea), con attrice principale - e unica - Charlotte Rampling.

 

 

La Mostra apre con la favola fanta-ecologica di Payne con Matt Damon. E poi Ai Weiwei, Aronofsky, Clooney, Del Toro, Schrader, Wiseman…

 

george-clooney-wedding-reception.jpgMolti nomi conosciuti e qualche new entry completano la selezione di Alberto Barbera e del suo team: Downsizing di Alexander Payne, una fiaba a cavallo tra fantascienza ed ecologia, apre il Festival e porta sul tappeto rosso Matt Damon, Christoph Waltz e Hong Chau, giovane e promettente attrice che qualcuno ricorderà in Vizio di Forma (2014) di Paul Thomas Anderson; Human Flow di Ai Weiwei, un documentario che raccoglie due anni di riprese dell’artista cinese sui fenomeni delle migrazioni in diversi paesi; Mother! di Darren Aronofsky, di cui la produzione (Paramount) non ha voluto svelare nulla se non il super cast (Jennifer Lawrence, Michelle Pfeiffer, Javier Bardem); Suburbicon, un film dalla forte connotazione politica che riporta al Lido in qualità di regista un affezionato del Festival, George Clooney (nel cast ancora Matt Damon, qui con Julianne Moore); The Shape of Water del maestro del fantasy Guillermo Del Toro, protagonisti Michael Shannon e Olivia Spencer, “il suo più bel film degli ultimi 10 anni, a metà strada tra La Bella e la Bestia e Il mostro della Laguna nera di Jack Arnold”, nelle parole del direttore Barbera.

 

Torna al Lido anche Paul Schrader con First Reformed, film che il regista considera una sorta di summa del suo cinema, destinato a “dividere e sconcertante” (cit. Barbera). Nel cast Ethan Hawke e Amanda Seyfried. L’insulte di Ziad Doueiri, regista libanese formatosi in America, mette in scena un processo tra un palestinese rifugiato in Libano e un cristiano dell’estrema destra. Robert Guèdiguian riunisce i suoi attori feticci in La villa, girato nelle selvagge calanques della Provenza, dove il regista girò il suo primo film.

 

La line-up prosegue con Lean on Pete di Andrew Haigh, con Steve Buscemi e Charlie Plummer, un giovanissimo e talentuoso attore da tener d’occhio. Grande attesa anche per l’ultimo film del francese Abdellatif Kechiche, Mektoub my Love: Canto Uno. L’impossibilità di raggiungere la verità è il tema di The Third Murder, del regista giapponese Koreeda Hirokazu, un habituè del festival di Cannes per la prima volta in Concorso a Venezia. Storie di violenza familiare nell’opera prima di Xavier Legrand, Jusqu’à la guarde; il regista si era già fatto notare con un corto sullo stesso tema scelto per rappresentare la Francia agli Oscar. Samuel Maoz, già Leone d’Oro nel 2009 con Lebanon, porta al Lido il suo secondo lungometraggio, Foxtrot: ancora una storia di guerra, ma interpretata in una chiave più complessa e surreale rispetto al precedente lavoro. 
Uno dei maggiori documentaristi americani, Frederick Wiseman, Leone alla carriera nel 2014, dopo il Queens di Jackson Heights ci porta alla scoperta di un altro luogo affascinante di New York, la Public Library, svelandone un aspetto tutt’altro che legato al passato. Largamente anticipato e atteso, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri di Martin McDonagh, con un cast straordinario: Frances McDormand, Woody Harrelson e Sam Rockwell insieme per questa produzione inglese-irlandese, ma girata interamente in America. Infine, la condizione femminile intrecciata ad altri temi sensibili della società cinese di oggi nel secondo film di Vivian Qu, Angels Wear White, e Sweet Country di uno dei pochi, se non unico regista aborigeno Warwick Thornton.

 

74. Mostra Internazionale D'arte cinematografica

30 agosto-9 settembre Lido di Venezia

www.labiennale.org

 

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