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Trame e note. Metti la musica in museo...
di Marzio Fabi   

david_boato.jpgAlla Ca’ d’Oro è possibile fino al 10 settembre ammirare l'originale mostra Serenissime Trame, protagonisti, a dialogo con i meravigliosi dipinti italiani databili tra il Quattrocento e il Cinquecento della collezione permanente della Galleria Franchetti, ventisei antichissimi tappeti orientali provenienti dalla Collezione Zaleski, tessuti in maniera straordinaria, coloratissimi, composti da elaborati intrecci dalla forte carica simbolica. Un concerto, l'8 settembre, offre un'opportunità da non perdere per visitare la mostra, volgendo l’orecchio all'antichissima musica classica persiana ed ottomana con i musicisti Vahid Hosseinî, che suona la cetra su tavola percossa santûr, Giovanni De Zorzi con il flauto ney e Stefano Albarello con la cetra su tavola pizzicata qanûn.

 

Un'unione iconografica-musicale per culture raffinate e ancora troppo poco frequentate. Le melodie che compongono disegni e trame nei modi musicali dastgâh e maqâm presentano una curiosa ed interessante analogia con le forme estetiche dei preziosi tappeti, della calligrafia e della miniatura nell'arte islamica. Il santûr è una sorta di cetra su tavola che viene percossa con delle sottili bacchette dette mizrab ed ha una storia che si perde nel passato più lontano. Il qanûn è uno strumento diffuso sin dall'antichità in area mediorientale: il suo stesso nome mostra particolari legami con il mondo greco ellenistico perché esso sembra derivare dal greco kanon, alludendo, probabilmente alla regolata disposizione delle sue corde tese su di una tavola armonica trapezoidale. Il flauto di canna ney è uno strumento dal passato millenario: i primi resti archeologici risalgono al 2500 a.C., ha assunto un nuovo ruolo nell’opera del poeta di lingua persiana Mevlâna Jalâl ud-Dîn Rûmî (1207-1273) e nei repertori musicali della confraternita dei “dervisci rotanti” (mevlevîye) che fiorì dal suo impulso.

 

anton-corbijn-miles-davis.jpgAtmosfere decisamente diverse nel cinquecentesco Palazzo Grimani, dove arte e musica si incontrano in tre diverse suggestive serate: la prima, il 15 settembre con Tango de la Noche – da Gardel a Piazzolla con Massimo Tagliata, fisarmonica, Andrea Dessì, chitarra e Roberto Red Rossì, batteria e percussioni; la seconda il 22 settembre, un omaggio al grandissimo Miles Davis con 4 MILES MORE! Plays the music of Miles Davis con David Boato, tromba, Dario Carnovale, piano, Lorenzo Conte, basso e Anthony Pinciotti, batteria; la terza, il 29 settembre, Mi Linda Dama: Historias Sefarditas con la voce di Namritha Nori, Giulio Gavardi, chitarra, saz turco, oud arabo, sax soprano, Niccolò Giuliani, darbouka, cajon, tamburi a cornice e con Enrico di Stefano al sax contralto e soprano, formazione votata all’esplorazione della tradizione musicale sefardita.

 

Durante il Medioevo nella penisola iberica gli ebrei sefarditi convissero con cristiani e arabi mussulmani. Nei loro canti, tramandati oralmente di padre in figlio, confluirono differenti culture in cui le storie ebraiche si fusero con le melodie ispaniche e con i ritmi arabi-andalusi, creando così un incredibile tessuto musicale. I testi raccontano storie senza tempo, passando dall'amore più acceso alla vita quotidiana fatta di piccole cose nei villaggi. L'uso della lingua tradizionale, simile ad un catalano antico, il judezmo, accompagna l'ascoltatore in atmosfere dai contorni indefiniti e nella civiltà di un dialogo tra mondi e culture apparentemente confliggenti, ma tutte derivanti dalla comune radice mediterranea. La rassegna, firmata Veneto Jazz in collaborazione con il Polo Museale del Veneto, porta il nome di MusicAmuseo.

 

«MusicAmuseo»
8, 15, 22, 29 settembre Palazzo Grimani e Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro
www.venetojazz.com