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Home arrow CINEMA arrow [VENEZIA74] Per la prima volta in concorso, Frederick Wiseman racconta il suo "EX LIBRIS"
[VENEZIA74] Per la prima volta in concorso, Frederick Wiseman racconta il suo "EX LIBRIS"
di Sara Sagrati   

frederick-wiseman.jpgLa vita è una questione di scelte e Frederick Wiseman il mestiere di documentarista se l’è scelto. Laureato in legge, militare poi insegnante, fino a quando nel 1963 produce il film The Cool World. Chissà… se non avesse tentato quel passo in quel mondo, oggi non avremmo il più grande documentarista in circolazione. Classe 1930, bostoniano, ha diretto oltre 40 documentari usando, perfezionando e reinventando il linguaggio cinematografico d’osservazione. Il suo maggiore talento è rendersi invisibile, così da far accadere la vita vera di fronte all’obiettivo. Nei suoi documentari non ci sono interviste, sguardi in macchina o giudizi. Non persegue l’utopia dell’imparzialità assoluta, ma creando un film personale, si autoimpone di manipolare il girato con una forte etica del racconto. Wiseman delimita il campo d’azione a dei luoghi e va dritto agli occhi, al corpo e all’anima dei suoi soggetti. Che siano ospedali, prigioni o biblioteche, come in EX LIBRIS: New York Public Library quest’anno al Lido, ha la capacità unica di documentare la vita che li riempie. Sarà forse quel volto triangolare dall’aerodinamica perfetta per osservare il mondo da un obiettivo, o una pazienza fuori dall’ordinario, ma il suo cinéma vérité è scuola. Già vincitore nel 2015 del Leone d’oro alla carriera, presente al Lido ben 9 volte dal 1970 a oggi, quest’anno per la prima volta sarà in Concorso. Proprio nel 50esimo anno di carriera. La vittoria sarebbe un buon modo di festeggiare…

 

Anche questa un’opera corale, come spesso accade nei suoi film.

Se avessi seguito un solo soggetto, non ci sarebbe stato un film sulla NYPL. Sarebbe stato interessante, ma non quello che avevo scelto di girare. EX LIBRIS è un mosaico, il risultato di migliaia di scelte, compiute in modo da arrivare a raccontare tutte le attività che quotidianamente si snodano in questo luogo.

 

Come mai questo titolo?

Ex libris è la dicitura che precede i nomi dei proprietari dei libri e anche mio padre inseriva sempre il suo ex libris sui volumi che comprava. Per questo l’ho scelto. Io non pretendo di mostrare tutto, ma questa è la mia versione, il mio ex libris della NYPL.

 

In epoca digitale, le biblioteche hanno ancora un futuro?

Nonostante il processo di digitalizzazione attuato per mettere online l’enorme patrimonio librario, le biblioteche continueranno ad avere un ruolo sociale. Per esempio, la NYPL promuove numerose e variegate attività culturali e didattiche.

 

Il digitale ha cambiato il suo metodo di lavoro?

La Danse - Le ballet de l’Opéra de Paris (2009) che avevo girato in pellicola è stato il primo film che ho montato in digitale. Da allora sono passato al digitale anche in fase produttiva. Ma il lavoro in sala di montaggio non è cambiato. Anzi! Penso che la polemica sulle differenze tra analogico e digitale nell’editing siano stupidaggini. È l’autore che compie le scelte di montaggio, non la macchina.