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[VENEZIA74] Intervista a Roberto Cicutto. Presidente di Istituto Luce-Cinecittà
di Marisa Santin   
robertocicutto.jpgCinecittà compie gli anni e si prepara alle nuove sfide di un cinema in trasformazione ‘rifacendosi il look’. Una “splendida ottantenne” che fa della storia la forza per costruire il futuro prossimo.

 

Ottant’anni di storia per un marchio carico di gloria. Quali sono i capisaldi di Cinecittà e quali tracce storiche troviamo ancora oggi in evoluzione?
I capisaldi sono rappresentati proprio dalla sua storia, che la rende uno dei brand italiani più conosciuti al mondo, assieme a un’infrastruttura che consente agli operatori di entrare con una sceneggiatura e uscire con il film finito. Non c’è teatro di posa al mondo che possa fornire un servizio come questo sia per dimensioni che per prospettive di scenografie. Cinecittà ha vissuto negli ultimi tempi anche molte difficoltà dovute alla contingenza di un certo modo di produrre in Italia e al fatto che prima dell’introduzione del tax credit le produzioni estere avessero meno interesse a produrre nel nostro Paese. Ora, grazie al tax credit e anche all’adeguamento delle infrastrutture si potrà restituire a Cinecittà l’importanza industriale che un polo del genere deve avere. La vera novità in tutto questo è poi averla riportata sotto un controllo pubblico, con la possibilità di sommare attività di carattere generale, come la conservazione e la diffusione dell’archivio, la promozione del cinema italiano classico contemporaneo a livello internazionale, l’avvio del progetto del Museo del Cinema e dell'Audiovisivo, che unisce a finalità puramente espositive un’anima da workshop continuo, con attività di formazione portate avanti assieme al Centro sperimentale. Tutte queste attività in grado di generare ricavi, unite a iniziative di carattere industriale, consentiranno a questo polo di raggiungere una sostenibilità economica che prima non era possibile ottenere.
 
Quali segni di questo nuovo corso si renderanno più evidenti in un prossimo futuro?
Di sicuro l’apertura di questo nuovo Museo dove, al di là del core business e della volontà di raccontare un secolo di storia italiana attraverso gli audiovisivi, ci sarà la possibilità di vedere come il cinema si è sviluppato tecnologicamente nei diversi mestieri. Lasciando ai soggetti preposti le urgenze formative e creative di regia, scrittura e recitazione, ci concentreremo proprio sullo sviluppo della tecnologia e della stampa nel passaggio dalla pellicola al digitale, spiegando quanto è cambiato in quest’ottica il montaggio, o ribadendo l’importanza delle scenografie e degli attuali effetti speciali, con un calendario di attività che si metterà a disposizione di chiunque voglia perfezionarsi in queste discipline ed eventualmente insegnarle.
Dal punto di vista strutturale, il piano di sviluppo delle cubature ipotizzato per creare spazi ricettivi in grado di ospitare troupe straniere verrà invece utilizzato per la costruzione di almeno due nuovi grandi teatri di posa, più grandi del Teatro 5, per adeguarci a richieste che ci vengono fatte in questo senso soprattutto alla luce del grande sviluppo della fiction televisiva, in ambito nazionale e internazionale.
Ricordo che quando ero giovane Cinecittà veniva criticata per la scelta di aprire le proprie porte alla televisione; oggi siamo qui ad augurarci che proprio la televisione ritorni massicciamente nei nostri spazi vista la sua rinnovata importanza strategica, industriale, artistica, e la sua possibilità di programmare l’attività con largo anticipo, pianificabile addirittura nell’ordine del triennio.
 
Un’istituzione che si apre sempre più verso l’esterno, insomma. In questa prospettiva è prevedibile il coinvolgimento di partner internazionali?
cinecitta.jpg_997313609.jpgSiamo una società pubblica che al momento non può ipotizzare di avere dei soci privati in entrata, ma siamo ovviamente aperti ad alleanze, sinergie e convenzioni. Ricordiamoci che Cinecittà è a Roma, che è in Italia, che è in Europa, che si trova in mezzo al Mediterraneo, con i Balcani da una parte e Francia e Spagna dall’altra! Ci auguriamo di diventare presto il centro di una sterminata ragnatela articolata in tante differenti declinazioni.
 
Quali le iniziative previste per celebrare questi ‘primi’ ottant’anni?

Le celebrazioni sono di sicuro l’aspetto che ci interessa di più per dimostrare la nostra credibilità e ribadire la bontà e la sostenibilità economica del piano industriale che vogliamo mettere in atto sia in Italia che all’estero. Ci sono poi tutte quelle iniziative che possiamo definire “ludiche”, ma ovviamente di qualità, come il libro Cara Cinecittà curato da Giancarlo Di Gregorio, nostro Direttore Comunicazione istituzionale, in cui vengono raccolte le lettere che per circa vent’anni tanti comuni cittadini hanno scritto agli uffici di Cinecittà per cercare lavoro nel mondo del cinema e realizzare il sogno di una vita, un viaggio non solo geografico ma anche sociale tra le pieghe del nostro Paese a cavallo tra gli anni ’70 e ‘90. Cinecittà presenta proprio in questi giorni, alla presenza del Ministro Franceschini, una collaborazione nata con Sky per far vedere come materiali dell’Istituto Luce possano essere trasformati in versioni 3D, guadagnandone in spettacolarità ed efficacia. E ancora le Pillole d’Archivio proiettate proprio alla Mostra prima dei film di Orizzonti, appuntamento che da qualche anno scatena la curiosità, la sorpresa e gli applausi del pubblico, con 18 diverse clip che intrecciano sogni e storia d’Italia. In definitiva, crediamo che il modo migliore per celebrare questa ricorrenza sia dare credibilità al lavoro che portiamo avanti giorno dopo giorno.
 
Dal suo punto di vista privilegiato, un parere sullo stato di salute del cinema italiano.

Cinecittà cerca di dare una mano alle opere prime e seconde, la cui distribuzione viene considerata più complicata.  L’assenza di film italiani in concorso a Cannes era stata in un primo momento percepita come un segno di debolezza. In realtà nelle diverse sezioni alla Croisette il cinema italiano era presente con 3 opere prime, 2 opere seconde e il lavoro di un maestro consolidato come Castellitto, a dimostrazione di una grande forza del nostro cinema. A Venezia troviamo film italiani in tutte le sezioni; tanti, di altissima qualità e dal forte interesse. Assistiamo ad un’imponente diffusione delle coproduzioni non solo associate ai grandi nomi come Sorrentino o Garrone, ma anche a lavori più piccoli.
La nuova Legge non ha ancora fatto capire quali potrebbero essere i frutti della sua applicazione: la maggiore disponibilità di fondi, senza un loro lucido utilizzo, non è garanzia di passi avanti in questo ambito. Sarà fondamentale riuscire a tenere ben compatto tutto il comparto, che oltre al cinema comprende la televisione e il web, arrivando fino al mondo dei videogiochi. Siamo un cantiere che si sta consolidando e che può vantare al proprio interno grandi nomi e tanti giovani pieni di talento e coraggio, la miglior garanzia possibile di continuità.
 
photo.jpgCinecittà, una “giovane ottantenne”, dunque, come molte splendide presenze di questa edizione della Mostra.
Una giovane ottantenne nel pieno delle forze che si sta serenamente facendo qualche lifting, con interventi di riqualificazione e manutenzione straordinaria dei proprio teatri di posa, e che genererà anche dei figli, come testimoniano i nuovi contratti siglati.