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Home arrow ZOOM arrow BIENNALE MUSICA 2017 | Orienta-menti/2. Incontro con il Leone d'argento Dai Fujikura
BIENNALE MUSICA 2017 | Orienta-menti/2. Incontro con il Leone d'argento Dai Fujikura
di Andrea Oddone Martin   

89.jpgSono assai antiche le origini dei rapporti tra Giappone e Inghilterra: commerciali, intellettuali e politici. Da molti anni risiede nel Regno Unito, che rilevanza ha questa doppia appartenenza culturale e quali sono gli elementi del suo linguaggio compositivo in cui essa si risolve?
Ho vissuto in Gran Bretagna per venticinque anni, ho vissuto in Giappone solo fino ai miei quindici, quindi tutta la vita adulta l'ho passata qui. Potrei quasi dire che sono anche parzialmente cresciuto in Gran Bretagna, dal momento che la tarda adolescenza è una parte importante della formazione. Non saprei però rispondere con precisione alla sua domanda. Come mia attività professionale, le orchestre, i musicisti e i gruppi per cui scrivo sono ai quattro angoli del pianeta tranne che in Inghilterra. Ci vivo, ma ci lavoro poco. E inoltre quando abitavo in Giappone non ascoltavo mai la musica tradizionale giapponese. A essere onesti, nessuno dei miei amici o dei membri della mia famiglia la ascolta. La prima volta che ho ascoltato musica tradizionale giapponese è stato a Darmstadt… e avevo diciotto anni!

 

Ho scritto il mio primo pezzo per strumenti tradizionali giapponesi per musicisti inglesi ed è con loro che ho appreso il funzionamento di questi strumenti. Il pezzo era Okeanos Breeze, poi diventato il pezzo finale della suite Okeanos. È stato suonato in Europa, in America, ma mai in Giappone. Come può immaginare, mi sento sempre in un paradosso geografico! C'è un aneddoto divertente: un giorno stavo facendo lezione a un'amica americana che avrebbe dovuto suonare come solista in Giappone. Voleva rivolgersi al pubblico in giapponese e mi ha chiesto di insegnarle qualche parola. Allora, gli italiani di solito pronunciano il giapponese molto bene, ma i madrelingua inglesi proprio no. E mentre le insegnavo dove porre gli accenti, lei si è resa conto che stava solfeggiando la mia musica! È stato in quel momento che ho capito come l'accentuazione e il fraseggio giapponese abbiano reso la mia musica innaturale, originale all'orecchio europeo. È possibile che sia la lingua, più che la geografia, a influenzare la musica. Ad esempio, io parlo di musica in inglese, ma conto in giapponese. Non so se queste riflessioni rispondono alla sua domanda, ma è la mia esperienza di vita in questi due paesi e il modo in cui ho sviluppato il mio senso per la musica.

Una felice sensibilità formale caratterizza le sue composizioni: è certamente la manifestazione di talento personale congiunto allo studio approfondito. Quali sono i compositori che ammira di più? E per quali motivi?
Da ragazzo mi piaceva un compositore diverso ogni settimana e penso che fosse una cosa normale, sana per la formazione del gusto musicale. Mi piacevano Boulez, Eötvös (che mi piace ancora), ma anche musica pop come Ryuichi Sakamoto e David Sylvian, la loro musica è molto importante per me, sono cresciuto ascoltandola ogni giorno. Naturalmente anche altri grandi nomi della musica contemporanea entrano ed escono dai miei ascolti quotidiani, ma questi quattro hanno sicuramente avuto l'influenza maggiore. È incredibile, sono passati molti anni da quando ascoltavo la loro musica nella mia stanza di ragazzino e sono riuscito a conoscerli di persona tutti e quattro. Ho imparato così tanto da loro.

L'assegnazione del Leone d'argento per l'innovazione musicale ha un criterio preciso. Quali sono gli aspetti che considera innovativi della sua passata e odierna produzione musicale?
p01xypmc.jpgSono infinitamente grato alla Biennale per l'attribuzione del Leone d'Argento, è stata una cosa del tutto inaspettata. Talmente inaspettata che quando ho ricevuto l'email ho creduto che Leone d'argento fosse il nome di qualcuno, come se dal Festival volessero che mi mettessi in contatto col signor D'Argento per qualche questione pratica, come installare le percussioni! Ho un grande rispetto per l'innovazione e per le persone che portano innovazione in qualsiasi genere, soprattutto quando introducono più tecnologia. Mi affascina molto leggere e spesso le mie letture sono fonte d'ispirazione per la mia prossima composizione. Non so quanto di innovativo ci sia in quello che faccio, ma sono felice che qualcuno possa considerare tale il mio lavoro. Di certo non penso a questo quando sto alla scrivania e sogno i suoni che mi rendono felice. Li metto nero su bianco e ne faccio nascere una musica. Spero che la mia musica renda felici anche gli altri, fosse anche una sola persona su sette miliardi. Sarebbe davvero bellissimo, chissà se è chiedere troppo…

 

Cerimonia di consegna del Leone d'argento

7 ottobre 2017 

Teatro allle Tese h. 20

a seguire

ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO


Dai Fujikura (1977) Horn Concerto no. 2 (2017, 20’) concerto per corno e orchestra prima es. ass. della versione integrale


Malika Kishino (1971) Concerto per koto (2013, 12’) prima es. it.


Guo Wenjing (1956) Shèxì concerto per violino e orchestra prima es. it.

Nobuaki Fukukawa corno


Makiko Goto koto


Hae Sun Kang violino


Yoichi Sugiyama direttore