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Tutta la luce del mondo. Werner Bischof, fotoreporter in bianco e nero
di Livia Sartori di Borgoricco   
csm_lempertz-1068-127-photography-werner-bischof-auf-dem-weg-nach-cuzco-p_f6088d62b0.jpgUna grande antologica dedicata a uno dei più importanti fotografi e fotoreporter del XX secolo, lo svizzero Werner Bischof (1916–1954) apre il 22 settembre alla Casa dei Tre Oci. Dopo l’esordio come fotografo di moda nei primi anni Quaranta, condizionato dall’esperienza della guerra come artista e come uomo, Bischof decide di abbandonare le copertine patinate per documentare l’Europa del Dopoguerra e la caduta del colonialismo nel resto del mondo.

 

Viaggia dall’India al Giappone, dalla Corea all’Indocina fino ad arrivare a Panama, in Cile ed in Perù, realizzando scatti intensi e struggenti in bianco e nero, che coniugano senza forzature l’aspetto documentaristico a quello estetico, in cui profonde la stessa attenzione per la luce e le simmetrie che dedicava a modelle e abiti. È un altro grande del XX secolo, Henri Cartier-Bresson – tra i fondatori della celebre agenzia Magnum, alla quale Bischof si iscrive nel ‘49 –, a dire che nei suoi scatti anche la miseria più profonda “risplende di luce”. Tra le 250 foto esposte ai Tre Oci – alcune tra le più iconiche, come il giovane peruviano immortalato mentre cammina sulla strada per Cuzco, sacco in spalla e flauto in bocca –, segnaliamo una piccola sezione di 20 scatti inediti dedicati all’Italia.

«Werner Bischof. Fotografie 1934–1954»
22 settembre-25 febbraio 2018

Casa dei Tre Oci, Giudecca - Venezia
www.treoci.org