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[INTERVISTA] Natura madre. Judi R. Harvest, artista e apicoltrice
di Fabio Marzari   

judi-honeygardenimg_9681_32919094684_o.jpg«Nunc age, naturas apibus quas Iuppiter ipse


addidit, expediam, pro qua mercede canoros

Curetum sonitus crepitantiaque aera secutae

Dictaeo caeli regem pavere sub antro.


Solae communes natos, consortia tecta

urbis habent magnisque agitant sub legibus aevum,


et patriam solae et certos novere penates,


venturaeque hiemis memores aestate laborem


experiuntur et in medium quaesita reponunt»
(Virgilio, Georgiche)

 

Virgilio e le api rappresentano un modo insolito per introdurre un’intervista ad una artista, ma nel caso di Judi Harvest è un must. Le api sono la sua passione e fonte di ispirazione artistica. Nessuna eccentricità, solo una forte responsabilità verso la Natura e i suoi equilibri. Con grande nonchalance la Harvest alterna l’eleganza, la raffinata cultura e lo stile di donna nata a Miami, ma di fatto newyorchese, con il casco protettivo da apicoltrice. Essere una donna minuta e sensibile non le ha impedito di svolgere un lavoro artistico molto “da maschio”, ma con una sensibilità tutta femminile. Di lei ha scritto la storica dell’arte americana Barbara Rose: «Nata nell’esotica terra di vacanza di Miami, Florida, Judi Harvest non ha mai dimenticato il colore dei flamingos, veri e artificiali, né quello delle foglie tropicali della sua città natale. La sua esperienza di studentessa d’arte, sia in Italia, dove ha studiato con maestri come Kounellis, che negli Stati Uniti, dove i suoi insegnanti sono stati tra i più grandi pittori della New York School, ha formato la sua visione. Ora che è un’artista completa, la Harvest rimane fedele alle tradizioni del painterly painting, l’assemblaggio e la rappresentazione che ha assorbito quando era una giovane artista... La vita di Judi in Italia ha segnato la sua arte fin dai suoi anni da studentessa. Non ha mai dimenticato le lezioni dei classici della pittura, le loro pennellate vigorose e la loro attenzione al disegno e al dettaglio [...]». Fino al 26 novembre a Palazzo Tiepolo Passi nella mostra Beauty and the Beast la Harvest espone Propagation Bees+Seeds. Come si evince dall’intervista, a ben seguire le api esse rappresentano la metafora di un mondo in rapido e drammatico cambiamento. E Judi è una regina: nell’arte, nella vita, nell’impegno, nello stile.

  judi-harvest_2008_bees_red-bee_00x00x00in_01-lg_33762380495_o.jpg

È inevitabile iniziare dalle api. Perché questa passione, e come questi insetti hanno influenzato il suo lavoro?
Ho cominciato a lavorare come apicoltrice nel 2006, quando ho letto della sindrome dello spopolamento degli alveari, che è il nome scientifico per definire la “scomparsa delle api”. Gli apicoltori hanno trovato le loro arnie vuote a causa dei pesticidi neonicotinoidi spruzzati su piante e alberi, che disorientano le api e impediscono loro di tornare all’arnia. Le api muoiono se si trovano a essere sole; non sopravvivono al di fuori dell’alveare o comunque lontane dalle altre operaie e dalla loro regina. Dovevo fare qualcosa e farlo in fretta! Nel 2013 ho creato il Giardino delle Api di Murano e installato quattro arnie in un campo abbandonato dietro la Vetreria Giuman, in Sacca Serenella. Oggi ci sono sette arnie e frutta, fiori, uccelli, farfalle, coccinelle. È una pace per la vista e per l’anima di molti, inclusi i lavoratori delle vetrerie che lì passano dopo una giornata in fornace. I giardini hanno il potere di farci stare bene. La possibilità che il suolo possa essere reintegrato è il messaggio principale che voglio trasmettere con la mia arte. Sono molto orgogliosa di questo giardino, per me è un miracolo. Credo nella natura; questo e la determinazione sono una combinazione molto potente. Bisogna avere una missione e sia Murano che le api hanno bisogno di noi.
Ho osservato le api, ho letto molti libri su di loro e il più importante per me è stato quello di Rudolf Steiner (Le api, 1923). Mi piacciono i fiori, i frutti e le piante. Sono nata e cresciuta a Miami, ho sempre avuto un giardino e mi piacevano gli insetti. Ho studiato la danza delle api, ho dipinto delle grandi tele danzandoci sopra come se fossi io stessa un’ape impollinatrice. Alcuni oli su tela sono ora in mostra a Palazzo Tiepolo Passi.
Nel 2010 ho conosciuto l’Associazione Apicoltori di New York e la Fondazione Bees Without Borders. Il mio studio è a New York; nel 2012 abbiamo installato cinque arnie sul tetto del palazzo e abbiamo prodotto l’High Line Honey. Ho lavorato a Murano per produrre delle sculture in vetro fin dal 1988 e ho potuto vedere il declino delle vetrerie e il conseguente demoralizzarsi dei maestri vetrai. Alla fornace di Giorgio Giuman sono passati da 75 a 3 artigiani in 29 anni. Anche lì, mi sono detta, dovevo fare qualcosa e farlo in fretta!

L’ape fin dall’antichità ha goduto di grande rispetto e molte leggende raccontano di come essa fosse addirittura un medium tra gli dei e gli uomini. Per gli antichi egizi le lacrime del dio Ra venivano trasformate in miele. Lei usa il vetro di Murano, un materiale anch’esso ancestrale, per le sue opere. Cosa la affascina del vetro? E come lo sguardo femminile influenza il lavoro dell’arte?
dsc03739.jpgPenso che le api siano come dei messaggeri. Quando muoiono o spariscono il messaggio è chiaro: l’ambiente è in pericolo. Il vero vetro di Murano sta sparendo a sua volta, sostituito da imitazioni di scarso valore. Credo che il patrimonio culturale, il materiale di qualità e la tradizione siano fondamentali per creare arte. Il tema costante nel mio lavoro è la fragilità della vita e la ricerca della bellezza. Il vetro è il mezzo che incarna al meglio questi valori. La mia non è arte “femminile”; molti credono che la mia scultura del Buddha, per esempio, o la Luna Piena e il Satellite, di cui una variante veneziana fu in mostra alla Temporanea del Caffè Florian nel 2006, siano opera di un uomo. Ho studiato il ruolo e la vita dell’ape regina negli scorsi undici anni e ho capito l’importanza del femminile nella natura. Mi sono ispirata anche alla scienziata Rachel Carson, alle artiste Lee Krasner, Lee Bontecou, Louise Nevelson, Giorgia O’Keefe, Louise Bourgeois e molte altre ancora che hanno spianato la strada perché noi potessimo fare questa conversazione. L’hanno fatto lavorando, ricercando, scrivendo e creando bellissima arte. Bella, forte, opportuna, importante… Ho tratto da loro una grande influenza, sono state fonte di grande ispirazione.

La giornata del 16 settembre sarà dedicata al mondo che ruota attorno alle api. Ci racconti meglio questa giornata.
Quel giorno condurrò una conferenza a Palazzo Franchetti: Cross Pollination: Honeybees and Murano Glass, nell'ambito di The Venice Glass Week. Oltre a me ci saranno tre maestri vetrai, tre apicoltori, due scienziati. Discuteremo sulle somiglianze, sui pericoli e sulle soluzioni per queste piccole colonie di bellezza, così fragili e in pericolo. È un momento molto difficile per la vita sulla terra. Il cambiamento climatico non è una novità e sta diventando sempre più urgente. L’intervento umano (inquinamento da combustibili chimici, pesticidi, plastica, alimenti trattati con ormoni, solo per citarne alcuni) causa effetti evidenti, le cui conseguenze sono allagamenti, temperature incontrollate, iceberg che si sciolgono, raccolte di semi che non riescono a mantenere la temperatura e specie animali e vegetali che si estinguono. Abbiamo visto l’uragano Sandy a New York nel 2012 e l’acqua alta a Venezia dodici mesi l’anno, sempre all’improvviso. La mia speranza e l’obiettivo di questa conferenza è discutere di questi problemi e proporre soluzioni che tutti nel nostro piccolo possiamo impiegare per contribuire a contenere questo crescente degrado ambientale. La consapevolezza è il primo passo, ma il fine è l’azione. Tutto comincia con la terra e col seme, tema principe della mostra a Palazzo Tiepolo Passi.

Fino al 26 novembre i suoi lavori sono protagonisti della mostra Beauty and the Beast: la bellezza della Natura, il lavoro delle api e la bestialità dell’uomo che mina la sopravvivenza del mondo. Oltre l’estetica dei suoi lavori, di grande fascino, come un artista può concretamente risvegliare l’attenzione su temi così importanti?
Credo che l’arte sia una cura: porta consapevolezza e ispirazione su temi che sono altrimenti difficili da approcciare e fare propri. Non vediamo ordinariamente le api come un argomento interessante o provocante, degno di attenzione, quando invece ne avrebbero davvero bisogno. Penso che la responsabilità debba ricadere anche sugli artisti, affinché usino il loro talento e le loro capacità in modo positivo per l’ambiente. Anche il materiale che si usa per creare arte, anche il vetro, tutto viene dalla Terra. Non possiamo più permetterci di vivere negando questa relazione indissolubile con il nostro pianeta. Facciamo qualcosa di bello che contenga un messaggio e speriamo possa attirare l’attenzione, così come un fiore attira un’ape.

judiharvesthive.jpgLe scorse settimane la copertina del «New York Times» ha raccontato di un mito infranto, quello di una Venezia divenuta alla stregua di un parco di divertimento, un luogo senz’anima in balia di una folla ingestibile. Ci racconti la sua Venezia.
Adoro questa città, questo ambiente. Ci vengo dal 1973, quando studiavo alla Tyler School of Art, a Roma. Venezia è cambiata molto e non sempre in meglio, ma quando sei innamorata di un luogo sei disposta a tollerarne maggiormente anche i difetti. Sono Venezia-dipendente, sì! L’articolo del «New York Times» del 2 agosto 2017 era abbastanza accurato. La calura asfissiante, i turisti in massa… il peggior periodo dell’anno per viaggiare, ma l’estate è così. Il giornalista ha visitato Venezia di persona. La sua prima visita, di vent’anni prima, era più romantica. Prima del 2000 Venezia aveva più strati di visione, era possibile avere un’esperienza meno congestionata. Oggi bisogna realmente cercare dei luoghi speciali e navigare la città al di fuori dalle ore di punta. Per la vera Venezia ci vuole tempo e ricerca, non è una cosa da principianti. Venezia ha un’anima se sai dove guardare e con chi parlare, ma questo è vero per qualsiasi luogo. I viaggi senz’anima sono legati alla velocità, Venezia è tutto l’opposto della velocità ed è questo l’aspetto più incongruente del turismo di massa. Questa città unica non è proprio adatta al turismo di massa e questo andrebbe cambiato. Ci vogliono più programmi per artisti, artigiani, negozianti, in modo che tutti possano lavorare meglio. Detesto le navi da crociera, la spazzatura, le folle di turisti che si comportano male e si vestono peggio. Sfortunatamente è un problema di tutto il mondo. Anche New York è piena di turisti, spazzatura e prezzi folli. È questione di rispetto e orgoglio.


Questa, invece, la mia Venezia: il Bar ai Nomboli e la famiglia che fa i migliori tramezzini del mondo! Il Florian, il Mercato di Rialto, dove spesso i banchi della frutta sembrano vetrine di gioiellerie, e il Mercatino dei Miracoli. La mia Venezia è fatta di persone orgogliose del proprio lavoro e dei propri prodotti creati artigianalmente, Murano con le sue fornaci accese, con lavoratori industriosi come api. La Sagra di Sant’Erasmo. Un giro in bicicletta a Treporti, dove compro le piante per il mio Giardino delle Api. Trovare un posto in prima fila in vaporetto. La luna piena alle Zattere. Il gianduiotto di Nico, i cicheti agli Schiavi. Le Gallerie dell’Accademia – quelle sempre. San Giorgio, per ammirare il tramonto e passeggiare nei giardini dell’isola. La libreria de Le Stanze del Vetro. Ca’ Rezzonico e le tartarughe. Il giardino di Carlo Scarpa, alla Querini Stampalia. Il Fortuny. Il Lido a maggio o a settembre. Santo Stefano. La Chiesa dei Gesuiti con i panneggi scolpiti nel marmo, le erboristerie e farmacie con i vasi decorati. Le collane di perle, le scarpe, gli abiti, i velluti, il vetro di Murano e tutto quello che non puoi né devi comprare altrove al mondo, potendolo fare direttamente dove tutto questo nasce, si forma. Venezia non è un mito, è un’isola che lavora e vive. Rispettiamola, celebriamola, salviamola.

«Beauty and the Beast | Propagation: Bees + Seeds»
Fino 26 novembre 2017

Palazzo Tiepolo Passi, San Polo - Venezia
judiharvest.com



 

 
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