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Pura curiosità. Nyman, musica per immagini
di F.D.S.   
martedì 10 ottobre 2017

michael-nyman.jpgMichael Nyman viene spesso a Venezia, l’ultima volta fu al T Fondaco dei Tedeschi, nel novembre 2016, per un battesimo musicale dei nuovi spazi firmati DFS Group. Ci torna il 20 ottobre, al Teatro Goldoni, per la serata organizzata da Veneto Jazz nella quale presenta da solo le musiche di due dei suoi dischi più famosi, Piano sings e Piano sings II, che racchiudono le sue interpretazioni di colonne sonore più famose da lui stesso composte negli ultimi 25 anni. Ovviamente ci sono i temi principali di Lezioni di piano, di Gattaca, de Le bianche tracce della vita (The Claim) e di Prospero’s Book.

 

È evidente la connessione strettissima, quasi fisiologica, che esiste tra il compositore Nyman e il cinema: più che per la sua musica da camera, i quartetti d’archi e quella lirica (ha composto un’opera tratta dal libro di Oliver Saks L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello) Nyman è famoso nel mondo per le sue colonne sonore, dalla scrittura coltissima che alterna sensualità e ironia, emozione e rigore, dal barocco ridondante e teso del primo film famoso di Greenaway, I misteri dei giardini di Compton House, al lirismo melodico e ad alto tasso glicemico del tema principale di Lezioni di piano.

 

Forse al poliedrico musicista un po’ dispiace questo forte sbilanciamento mediatico tra la sua musica da film e quella da concerto, in qualche intervista trapela pure un rammarico, peraltro esibito sempre in maniera molto british, ma va detto che oramai il sottosistema delle musiche per film ha definito un vero e proprio empireo di compositori mondiali che si dedicano esclusivamente o quasi alle partiture cinematografiche, disdegnando ogni sconfinamento in altri campi, soprattutto quello della musica classica, o, come direbbe Quirino Principe, ‘forte’ (pensiamo ad Hans Zimmer – sapete che il celeberrimo compositore delle musiche de Il gladiatore agli inizi degli anni ‘80 era membro ufficiale dei Krisma, sì, proprio il gruppo di Maurizio Arcieri e Christina Moser !? –, Alexander Desplat, Thomas Newman, e molti altri).

  ritratto__dsc9731.jpg

Nyman fa parte di questo empireo (anche se, a differenza dei musicisti citati, lui non è un autore da blockbuster), ma appunto se ne distingue per una voracità insaziabile, per un’inquietudine che lo porta, a 73 anni, a cambiare di continuo territori di interesse, focus creativi, modi di presentare la propria musica. La novità del concerto veneziano sarà che Nyman non si limiterà a suonare, ma presenterà anche sue opere video, tratte dalla raccolta Cine Opera, una serie di filmati da lui girati durante i numerosi viaggi in diverse parti del mondo negli ultimi vent’anni.

 

Nata da un percorso introspettivo e dalle esperienze di vita, questa collana raccoglie più di 45 registrazioni cinematografiche che documentano aspetti dalla vita di tutti i giorni, fatti casuali o altre circostanze da lui selezionate. «Quando ho iniziato – spiega l’artista – non avevo intenzione di fare dei film o un libro o delle fotografie. È semplicemente successo perché ero lì: avevo una videocamera, il mio sguardo e molta curiosità, i diari visivi di una mente distratta ma ostinata».

 

Michael Nyman

20 ottobre 2017

Teatro Goldoni - Venezia

www.venetojazz.com