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Quando non bastano le parole… Un toccante omaggio a Pina Bausch al Malibran
di Anna Trevisan   
mercoled́ 11 ottobre 2017
007.jpg«Amo i miei danzatori, ognuno in modo diverso […] Trovo che sia bello, alla fine di ogni spettacolo, sentirsi un po’ più vicino a loro, perché hanno mostrato qualcosa di loro stessi […] Quando ingaggio qualcuno, certo mi auguro di aver trovato un buon danzatore ma, oltre a questo […], c’è soltanto la sensazione di qualche cosa che ho il folle desiderio di conoscere meglio. Cerco di sostenere ognuno di loro nella scoperta di nuove cose di sé». Così si è espressa Pina Bausch a proposito dei suoi danzatori, in un toccante discorso pronunciato per il Kyoto Prize Award, nel 2007.

 

All’indomani della sua scomparsa (avvenuta nel 2009), qual è l’eredità lasciata dalla “Grande Madre” del teatro-danza contemporaneo? Esiste uno stile generato dalle esperienze del Tanztheater di Wuppertal? Esistono degli eredi? Da queste domande, cruciali e abissali, è nato il progetto Lo sguardo dell’imperatrice. Eredità Wuppertal, pensato e ideato dalla giornalista, critica di danza e scrittrice Leonetta Bentivoglio, che è stata anche amica e ‘scopritrice’ di Pina Bausch. 


 

Due gli spettacoli in programma per la serata, firmati da due tra i «ballerini-autori più estrosi e ‘liberi’ che hanno lavorato nel Tanztheater Wuppertal», come li ha definiti la Bentivoglio.

 

Transfuga del balletto classico, Raphaëlle Delaunay a 19 anni abbandona l’Opera di Parigi per danzare con Pina Bausch, dalla quale resta ammaliata. «Non avevo mai visto nessuno danzare così, nemmeno la più brillante delle étoiles» ha dichiarato in un’intervista a «Libération». Di mamma francese e padre giamaicano, in Ginger Jive la Delauny rianima il repertorio del lindy hop, miscelando lo sfrenato e licenzioso ritmo swing con i toni della danza contemporanea, in un energico e contagioso duetto con l’ottima danzatrice afroamericana Asha Thomas.

 

arm_8550.jpgIl coreografo colombiano Jorge Puerta Armenta firma invece l’assolo At 17 Centimeters above the Floor, creato per il danzatore Pablo Aran Gimeno che, come Jorge, fa tuttora parte dell’ensemble di Wuppertal. Pur nelle differenze – commenta Leonetta Bentivoglio – i loro pezzi contengono la memoria di Pina: la sua musicalità, la sua spregiudicatezza, l’impatto morbido e sensuale dei suoi movimenti, l’orientamento della danza come viaggio nelle profondità dell’io». Eppure, le marcate diversità tra le due coreografie dimostrano che quell’«idea di libertà del tutto nuova, nuova per ognuno di noi» trasmessa dalla Bausch attraverso un “compassionevole rigore”, come ha detto Wim Wenders, ha splendidamente attecchito.

Lo sguardo dell’imperatrice. Eredità Wuppertal
22 ottobre 2017

Teatro Malibran - Venezia
www.teatrolafenice.it