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Home arrow CINEMA arrow [Cinefacts] AH 1818: se la Germania svolta a destra...
[Cinefacts] AH 1818: se la Germania svolta a destra...
di Marisa Santin   

merkelschulz.jpgQualche giorno prima delle elezioni tedesche il politologo Herfried Münkler intervistato da «L’Espresso» affermava: «Se oggi in Europa c’è un bastione contro il rigurgito di nazionalismi, isolazionismi à la Trump e puro caos politico, questo è il governo di Berlino… A patto che l’estrema destra non superi il 10%».

 

Anche se i voti hanno riconfermato Angela Merkel alla guida della Germania per il quarto mandato consecutivo, i risultati vedono il suo partito (l’Unione Cristiano Democratica - CDU) perdere 8 punti rispetto al 2013, scendendo dal 41,5% al 32,8%.

Fermi al 20%, i socialdemocratici di Schulz (Spd) promettono di rimanere all’opposizione sfumando i presupposti per la Große Koalition. L’accordo “Giamaica” con Verdi (9%) e Liberali della FdP (10,5%) costituirebbe un’altra opzione, che la Merkel però si è riservata di valutare «in base ai contenuti».

 

A cantar vittoria invece è proprio l’AfD, Alternative für Deutschland, che è andato ben oltre la soglia del 10% paventata da Münkler. Ma chi sono questi signori che siederanno in Bundestag come terza forza politica del Paese? Il quadro è variopinto.

Il partito nasce come espressione euroscettica di alcuni professori dell’Università di Amburgo. Lo stesso Bernd Lucke, il fondatore, ha recentemente preso le distanze dall’ala più estremista del movimento. Ed è proprio l’ala più estremista a mettere ora piede in parlamento, mentre nel periodo più moderato il partito non era nemmeno riuscito a superare lo sbarramento del 5%. Da movimento euroscettico, l’AfD si è trasformato in un gruppo populista che accoglie fra i suoi membri anche personaggi apertamente negazionisti e nostalgici del Nazismo. Per citarne uno su tutti, Siegbert Droese, capo dell’AfD a Lipsia, tristemente noto per avere un’auto targata AH 1818, dove AH sono le iniziali di Adolf Hitler e 1-8 i relativi posizionamenti alfabetici delle due lettere, cifra usata spesso dai circoli neonazisti per indicare l’amato Führer. E in Germania, a differenza che in Italia, le targhe si possono scegliere.

 

romperstomper.jpg

Skinheads – Romper Stomper

Geoffrey Wright (1995)

Prima di Insider e de Il Gladiatore, prima ancora di lasciare l’Australia per Hollywood, Russell Crowe interpreta un teppistello a capo di un gruppo di naziskin di Melbourne che passa le giornate a rivendicare il territorio a danno di una comunità di immigrati vietnamiti.

 

 

 

 

 

americanhistoryx.jpg

American History X

Tony Kaye (1999)

L’America xenofoba è tutta concentrata nella figura di Derek (Edward Norton) e nella sua fisicità muscolosa, rasata e tatuata che prende vita nel crudo bianco e nero dei flashback. Dopo tre anni di carcere Derek è un uomo ravveduto, ma l’ideologia di odio e violenza abbracciata in passato rimane viva nei ricordi del fragile fratello minore Danny.

 

 

 

thisisengland.jpgThis is England

Shane Medows (2006)


Dr. Martens, camicia a quadri, bretelle e testa rasata come gli skinheads: è una “divisa” apparentemente innocua quella in cui si rifugia il dodicenne Shaun insieme ai suoi amici, tutti ragazzi giovani in cerca di ideali in un paese di provincia che sembra non offrire alcuna prospettiva. Delle loro frustrazioni si servirà Combo, il nuovo arrivato, per innescare una spirale di violenza e razzismo.

 

 

 

 

 

 

russia88.jpgRussia 88

Pavel Bardin (2009)


Bardin mette in luce l’incremento dei legami esistenti tra neonazisti, polizia ed establishment politico nella Russia contemporanea. Pur essendo un’opera di fiction, il film fa ampio uso di materiale reale. I discorsi pronunciati dai ragazzi dal volto coperto da passamontagna, ad esempio, sono presi da veri blog dell’ultradestra, e reale è anche l’elenco di persone uccise in Russia nel 2008 dagli skinheads che compare al posto dei titoli di coda.

skinheadattitude.jpg

 

Skinhead Attitude

Daniel Schweizer (2003)


Un documentario utile per tracciare la storia della sottocultura skinhead partendo dalle sue manifestazioni più recenti fino ad arrivare alle sue origini, in un viaggio a ritroso lungo 40 anni che attraversa Svezia, Germania, Inghilterra e Stati Uniti. Il film completo è disponibile su YouTube con sottotitoli in italiano.

 

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