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WATERLINES | Binari paralleli. A San Servolo, nuove residenze d'artista
di Redazioneweb2   

waterlines.jpgWaterlines, ovvero intrecci di esperienze, pensieri, parole, arti. Intrecci che si rinnovano ancora una volta, nella settima edizione del progetto in cui Fondazione di Venezia, Collegio Internazionale dell’Università di Ca’ Foscari e San Servolo srl di Venezia si ritrovano a lavorare fianco a fianco con l’obbiettivo di continuare la positiva esperienza delle residenze d’artista sviluppate da ciascuna istituzione. Un’esperienza che con Waterlines si traduce, fra questo autunno e la prossima primavera, in tre nuove declinazioni, tre residenze pronte ad accogliere altrettanti artisti in cui saranno soprattutto la musica e la dimensione internazionale ad intrecciarsi con parole e pensieri.

 

Si parte infatti nel mese di ottobre con Michele Gazich, artista di origini dalmate per il quale musica e parole diventano lo strumento attraverso cui entrare anche nelle pieghe più dolorose e scomode della vita, indagate con il rigore della ricerca e dell’approfondimento, ma anche con la compassionevole cura di chi non perde mai di vista la dimensione umana della storia, anche se finita ai margini, anche se rinnegata o volutamente occultata.

 

È dentro a questi impegnativi binari che Michele Gazich, poeta e musicista poliedrico che ha saputo mediare, nel suo bagaglio artistico, suggestioni musicali di ogni latitudine e di ogni tempo, ha deciso di declinare la propria residenza veneziana. A dargli lo spunto il luogo stesso in cui maturerà la sua esperienza lagunare, ossia quell’isola di San Servolo che in un passato nemmeno troppo lontano fu manicomio, città parallela abitata da gente rinnegata.

 

michele_gazich_4_foto_paolo_brillo.jpgNo man is an island recita, non a caso, il titolo dato dall’artista al suo particolare percorso di conoscenza e di scoperta. Un percorso che in Waterlines vedrà Michele Gazich dialogare nel corso di quattro settimane con gli studenti residenti nell’isola, per poi condividere pensieri, note e parole con un pubblico più vasto, all’interno di tre giornate evento in cui ad affiancarlo saranno persone con esperienze e bagagli professionali e culturali diversissimi. A partire da Marco Borghi, direttore dell’istituto Veneziano per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea, e da Domenico Casagrande, ex direttore dell’ospedale psichiatrico di Venezia, protagonisti insieme a Gazich dell’evento Orma, chiave, cura. San Servolo tra storia e medicina in calendario alle 17.30 del 17 ottobre al Cultural Flow Zone delle Zattere.

 

E poi Marco Lamberti, impegnato con la sua chitarra ad accompagnare Michele Gazich nel concerto Temuto come grido, atteso come canto, in programma nella chiesa di San Servolo alle 17.30 del 21 ottobre ed introdotto da Anna Poma, curatrice del Festival dei Matti. Infine gli archivisti di San Servolo saranno in dialogo con Gazich a partire dalle 15 del 23 ottobre, nella sede della Fondazione di Venezia, durante l’incontro Parole di miele, parole di sale. Un percorso straordinariamente ricco di umanità e suggestioni, di rimandi al dolore dell’uomo ma anche alla libertà che la pazzia sottende, e di spunti di riflessione che Michele Gazich lascerà in eredità a studenti e veneziani al termine della sua residenza, la prima di una terna che proseguirà fra novembre e dicembre con la scrittrice etiope Maaza Mengiste, e si chiuderà a febbraio con il rapper e performer canadese Josh Dolgin, alias Socalled.

 

«Waterlines - Residenze letterarie e artistiche a Venezia»
17, 21, 23 ottobre Isola di San Servolo e vari luoghi in città
www.waterlinesproject.com