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Prima Materia. Porto Marghera raccontato attraverso l’arte contemporanea
di M.M.   
pm100.jpgLa necessità di una nuova grande area portuale e commerciale nel territorio veneziano emerse già a fine Ottocento, quando il visionario capitano marittimo Luciano Petit ne propose la collocazione sulle barene dei Bottenighi, zona per lo più paludosa posta sul limitare della terraferma veneziana.

 

Il progetto, inizialmente portato avanti da Piero Foscari e poi sostenuto dalla borghesia veneziana con Giuseppe Volpi in primis insieme al sindaco Grimani – e attuatosi con il sostegno del grande gruppo idroelettrico SADE (di cui Volpi era presidente) e della Banca Commerciale Italiana –, sfociò nel 1917 nella firma della Convenzione tra Stato, Comune di Venezia e Società Porto Industriale che ne suggellò di fatto la nascita.

 

Fin dal principio Porto Marghera divenne un attrattore di nuove imprese commerciali e giovani industrie e negli anni successivi si arricchì dell’industria metallurgica (ciclo dell’alluminio), del settore chimico (distillazione del carbone e produzione di gas), del settore petrolifero e della raffineria, della siderurgia e della cantieristica, e molto altro ancora, tanto che questo complesso industriale rappresentò un unicum nell’economia italiana del tempo.


A cura di Gabriella Belli, con la collaborazione di Paolo Apice, la mostra Porto Marghera 100 (1917–2017) a Palazzo Ducale racconta la nascita e lo sviluppo di Porto Marghera con rigore e leggerezza immaginativa, mettendo in scena un racconto nuovo la cui voce narrante è il linguaggio dell’arte contemporanea.

 

9.jpgLe parole di questa lunga narrazione sono le materie primeacqua, carbone, ferro, chimica, plastica, tessile, vetro – da cui tutto è iniziato, rappresentative delle vicende occorse in questo luogo, ma nello stesso tempo fortemente simboliche ed evocative, che in mostra vengono rappresentate, in un percorso avvincente, dalle opere di alcuni degli artisti più importanti sulla scena internazionale contemporanea, la cui ricerca creativa ha sublimato queste stesse materie: Jannis Kounellis, Pino Pascali, Gilberto Zorio, Tony Cragg, Mario Merz, Daniel Spoerri e poi ancora Cagnaccio di San Pietro, Emilio Vedova, e i più giovani Julia Mangold, Anne-Karin Furunes, Sissi e Colombo Manuelli.

 

Protagonisti, quindi, i materiali e gli artisti nello svolgimento di una narrazione circolare, senza dimenticare le storie degli uomini che hanno popolato Porto Marghera e ne hanno vissuto le alterne vicende, raccontati attraverso fotografie storiche e contemporanee, documenti, sequenze fotografiche, pubblicità e alcuni straordinari montaggi d’epoca provenienti dall’archivio dell’Istituto Luce di Cinecittà.

«Porto Marghera 100»
Fino 28 gennaio 2018

Appartamento del Doge, Palazzo Ducale - Venezia


palazzoducale.visitmuve.it