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Significati nascosti. Tra progresso e ‘regresso’ al Teatro Ca’ Foscari
di C.S.   
acqua_di_colonia_foto_di_laura_toro_7.jpgIl desiderio di comprendere il contemporaneo è ardente nella rassegna AlterAzioni del Teatro Ca’ Foscari. L’indagine sulle “diffrazioni di senso”, che incontriamo quotidianamente, prosegue attraversando temi di un’attualità scottante, quali la teoria del gender, la formazione dell’identità e l’allarmante e dilagante xenofobia ‘moderna’.

 

Il primo appuntamento del mese è giovedì 9 con la compagnia Atopos, con Teoria del Gender, questo sconosciuto (singolare maschile), seconda tappa di un trittico di “spettacoli senza paura” che sarà preceduto alle ore 15 da una tavola rotonda con la regista Marcela Serli, Sergia Adamo, Melania Cassan, Anna Colafiglio, Nicole De Leo, Livia Ferracchiati – che partecipò alla scorsa Biennale Teatro con la sua Trilogia delle Identità – Iside Gjergji, Alessandra Gracis, Ivana Padoan e Marilena Sinigaglia.

 

Il punto di vista Atopos sulla fantomatica “teoria gender” nell’era post-Family Day è shoccante, comico, irriverente; racconta del desiderio di invisibilità della persona FtoM (Female to Male) e della persona MtoF (Male to Female), dell’essere uomini e donne oggi e dell’esserlo stati.

 

«Si può fare arte con la propria identità?» s’interroga la regista, interprete e drammaturga Marcela Serli. La risposta è sicuramente nello spettacolo, «uno spazio emotivo dove maestri sbagliati e cattivi spettatori si incontrano». 


 

Seconda proposta della rassegna per il mese di novembre, Da parte loro nessuna domanda imbarazzante, è portato in scena il 15 novembre da Fanny & Alexander che, partendo dal notissimo ciclo di romanzi dedicati all’amicizia tra due donne della pseudo Elena Ferrante, affronta una appassionata ricerca sull’attorialità e sul significato della drammaturgia. Chiara Lagani, attrice e drammaturga ravennate, fondatrice della compagnia, in scena con Fiorenza Menni, nei panni di Lina e Liù, restituisce tra mistero e dolcezza struggente, il racconto de L’amica geniale in una riduzione vocale-gestuale fedelissima alla pagina scritta, impreziosita da sorprendenti virtuosismi d’inventiva. 


 

35572291546_d8e8148072_b.jpgInfine, il 24 novembre, la provocatoria e graffiante compagnia formata da Elvira Frosini e Daniele Timpano con Acqua di colonia ci parla dell’indifferenza e del distorto senso di superiorità con cui ancora guardiamo alle popolazioni africane che ogni giorno si rifugiano nel nostro Paese, e lo fanno con intelligenza caustica, sconcertando il pubblico in un cortocircuito di risate e sensi di colpa. La coppia Frosini/Timpano procede impietosa, abbattendo uno dopo l’altro gli stereotipi-lente attraverso cui osserviamo l’altro da noi, facendo a brandelli sul palco quel falso perbenismo bigotto tanto caro agli italiani “brava gente”.


«AlterAzioni – Diffrazioni di senso»


9, 15, 24 novembre 2017

Teatro Ca’ Foscari, Santa Marta
 - Venezia

www.unive.it