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Ogni volta, un po’ di più. Capossela di ombre e bagliori
Written by Davide Carbone   

chicodeluigi.jpgDei cinque suoi concerti che ho avuto la fortuna di vedere e ascoltare, ricordo praticamente ogni cosa. Dalla magia introvabile della Fenice, in un dicembre di due anni fa, per un concerto davvero memorabile arricchito dalla presenza sul palco di Mario Brunello, allo spettacolo di Vicenza nel 2011 per Marinai, profeti e balene, con orchestra e Vinicio racchiusi nello scheletro ligneo di una balena appunto, ad imprigionarli ed assieme abbracciarli. 
Per non parlare poi del concerto datato 7 settembre 2012, indimenticabile anche per essere stato ambientato in uno spazio suggestivo come il Teatro Verde dell’Isola di San Giorgio, compreso in una rassegna musicale dal sontuoso cartellone che purtroppo non ha visto repliche negli anni successivi.

 

Spettacoli in cui il racconto si fonde con la canzone, intrecciando le parole di Vinicio con strumenti e melodie che ne amplificano un portato poetico in tutto e per tutto accessibile, frasi semplici e allo stesso tempo intricate in nodi dolci, da sciogliere facendosi trasportare dalla sua voce bassa, a volte roca, sempre diretta.

 

vinicio_capossela-01.jpgVeneto Jazz annuncia il suo concerto in programma sabato 25 novembre al Teatro Goldoni di Venezia, realizzato in collaborazione con la Città di Venezia e il Teatro Stabile del Veneto. Il concerto fa parte del tour italiano del live Ombre nell’Inverno, nuovo suggestivo spettacolo ambientato tra ombre, nebbie e riflessi, ma con una struttura libera nel repertorio e nella narrazione. Non il concerto di un disco solo, ma una divagazione attraverso l’intera opera di Vinicio Capossela seguendo il filo conduttore dello spettro che si ripresenta nell’inverno: dai brani umbratili e misteriosi dell’album Canzoni della Cupa, alle ballate e alle rese dei conti sparse in tutta la sua produzione.

 

«Ombre nell'Inverno - scrive Vinicio Capossela - sarà il congedo in teatro della stagione della Cupa e dell'Ombra, nella strettoia del finale di anno, il collo di clessidra di tutti i conti in sospeso. La stagione dell'avvento e delle epifanie. Il nostro ultimo giro di danza, prima del dissolvimento nel nuovo tempo. Sarà come sedersi intorno ad un fuoco, o stare in piedi accanto ad un bidone in fiamme. Anche la timbrica musicale sarà adattata alla stagione ovattata e la formazione impegnata in questi concerti rifletterà la scelta». Parole sussurrate a violini delicati che fanno da sottofondo e sfondo, assieme ad un pianoforte che come una nenia ti prende per mano e ti culla, ti fa sentire protetto e al riparo da ogni minaccia o disturbo proveniente dall’esterno di quel guscio che i suoni costruiscono. Melodie capaci di smuovere qualcosa all’altezza del petto, supportate da una voce che a volte pare biascicare stanca e invece procede implacabile, sorprendendoti a provare sensazioni che non conoscevi, ma ti fanno stare bene senza il bisogno di porsi troppe domande.

 

Poi, d’un tratto, poderose e graffianti note scandite da riff di chitarra introducono in scena un cantante tarantolato che si rende Minotauro della Barbagia indossando una maschera da Mamuthones e brandendo un campanaccio, maestro di cerimonia di un rito sciamanico che attraverso la musica riesce a farsi dannatamente affascinante. Vinicio Capossela è tutto questo, prendere o lasciare.

Vinicio Capossela
25 novembre Teatro Goldoni
www.venetojazz.com