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Paesaggi privati. Ghirri e Icaro + Scarpa, zone di memoria condivisa
di Redazioneweb   

pietre.jpgLa Fondazione Querini Stampalia continua il suo programma di ricerca sul contemporaneo, presentando al pubblico mostre che indagano il rapporto e la commistione tra linguaggi dell’arte.

 

Fotografia, scultura e architettura, espressioni di tre grandi maestri del Novecento – Luigi Ghirri, Paolo Icaro e Carlo Scarpa –, sono offerte al pubblico in una sintesi che accorda le specifiche possibilità linguistiche: offrire, costruire e rappresentare lo spazio.


Le pietre del cielo. Luigi Ghirri e Paolo Icaro, a cura di Chiara Bertola e Giuliano Sergio, che apre l’11 novembre nell’area Carlo Scarpa della Fondazione Querini Stampalia, mette in scena i paesaggi privati di questi due autori, selezionando i lavori di Ghirri dal Profilo delle nuvole (1989), assieme ad opere scelte appositamente dallo scultore piemontese nella sua produzione dagli anni Sessanta a oggi, costruzioni intime, memorie che tracciano le coordinate di una possibilità dell’abitare.

 

Il rapporto con la materia della scultura apre la fotografia a un più intenso dialogo con lo spazio espositivo e permette un confronto diretto dei due autori con le architetture di Carlo Scarpa, prolungamento visivo e paesaggio esso stesso entro il quale si organizza l’idea emotiva del farsi luogo “nel divenire del tempo”.

«Le pietre del cielo. Luigi Ghirri e Paolo Icaro»
Fino al 28 gennaio 2018
Fondazione Querini Stampalia, Campo Santa Maria Formosa - Venezia
www.querinistampalia.org