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Le ragioni del tempo. Appuntamento al T Fondaco
di Fabio Marzari   

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Il tempo, questa costante ineluttabile che segna la vita di ogni individuo, agisce in maniera differente a seconda delle circostanze, e non è banale affermare che il tempo trascorso al T Fondaco dei Tedeschi, sia per lo shopping, sia per il cibo che per le iniziative culturali non si configura mai come perdita, ma puro appagamento.

Prendersi del tempo per riflettere, ascoltare altre voci, altre note musicali, è un privilegio che diventa buona abitudine nel saper cadenzare la fine delle giornate con più di qualche interessante stimolo neuronale suscitato da autori, siano essi scrittori, fotografi o musicisti.

 

Nell'ambito della rassegna Diamoci del tempo, Chiara Barzini il 9 novembre alle 18.30 presenta il suo primo libro Terremoto, ambientato in California negli anni '90, tra falsi miti e rivolte razziali.

Il terremoto del titolo è uno, ma in realtà sono molti: c’è il sisma reale, storico, che ha fatto tremare Los Angeles nel 1994; ma anche lo scuotimento nell’adolescenza di Eugenia, il trasferimento da Roma agli Stati Uniti al seguito di una coppia di genitori freak, la perdita della verginità avvenuta con un Pellerossa che fuma marjuana con «una spolverata di peyote»; e poi la morte di un «amico con benefici» per mano di una gang, l’infatuazione per una compagna di scuola e molto altro.  

 

Il 16 novembre è la volta dell'incontro con Luca Ricci ed il Tempo dei racconti, a cura di Stefano Spagnolo. Ricci introduce il pubblico nella sua bottega di maestro del racconto e prova a sfatare qualche luogo comune sul mondo della letteratura.

«Dei romanzi fatti a pezzi non ho nessun rimpianto: funzionano molto meglio i racconti che ne ho tratto... la scrittura è come il maiale, non si butta via niente. Non è detto che dai brandelli avanzati di quei romanzi non nasca qualche altro racconto... L’unica cosa che paga in ambito letterario è la perseveranza. Pochissimi sono gli specialisti puri tipo Poe, Cˇechov e Munro. C’è poi una seconda categoria spuria di scrittori di racconti che hanno voluto scrivere anche qualche romanzo e qui penso a Maupassant, Kafka e Buzzati. Infine c’è la categoria affollata degli scrittori che hanno saputo eccellere in ambedue i campi: Melville, Verga, Murakami. Diffido degli scrittori che non hanno saputo scrivere almeno un racconto memorabile!».

 

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Il 23 novembre, un felice connubio tra le fotografie di Pino Ninfa e le musiche elettroniche di Giovanni Falzone ed Alessandro Rossi, in collaborazione con Veneto Jazz. Scatti dalla Sicilia, dal Sud Italia, Sardegna e Libia per raccontare delle storie che hanno al centro un luogo che appartiene a tutti noi e a molti altri popoli: il Mediterraneo. Un viaggio fatto di episodi, in una memoria malinconica e pungente, nell’insensatezza di un tempo come il nostro che consuma e distrugge ricordi e territori, storie e identità. Di Pino Ninfa per CasadeiLibri si ricordano i bellissimi volumi: Attraverso l'Etiopia; In Jazz; Sulle strade dell'avventura. Omaggio a Hugo Pratt; Jazz Gigs; Round about Township.

 

«Diamoci del tempo»
9, 16, 23 novembre 2017

T Fondaco dei Tedeschi
www.tfondaco.com