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L’incantesimo seriale. Loris Cecchini, l’arte tra naturale e artificiale
di M.M.   

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Appoggiata alle pareti e appesa al soffitto vetrato dell’Event Pavilion del T Fondaco dei Tedeschi, la forma organica realizzata da Loris Cecchini a distanza di 7 mesi – l’installazione site-specific Waterbones è stata inaugurata il 7 aprile – sembra ormai essere parte integrante dello spazio. La contaminazione è compiuta e l’interazione con l’architettura avvenuta.

 

Nei mesi, infatti, l’Event Pavilion ha ospitato innumerevoli eventi del programma culturale ideato dal Fondaco – musica, danza, lecture, cinema –, condividendo lo spazio con Waterbones. I moduli, assemblati e combinati all’infinito, sono apparsi a ogni appuntamento assolutamente presenti ma capaci di mutare percettivamente a seconda della luce e delle stagioni.

 

La sospensione voluta da Loris Cecchini tra naturale e artificiale, statico e dinamico, matematico e poetico, industriale e unico, si è compiuta riuscendo a travalicare i confini tra arte ed estetica. L’opera di Cecchini ha raggiunto quindi lo scopo della sua ricerca, il crocevia tra scultura, architettura e dimensione organica ha raggiunto lo spettatore, la cui percezione è stata solleticata e spinta a immaginare mondi altri, sospesi tra costruzione e decostruzione.

 

Ancora una volta Loris Cecchini ha dimostrato come le sue opere debbano vivere nello spazio che le contiene e, al contempo, come l’Event Pavilion, contenitore non neutro e dalle particolarità pronunciate, sia un luogo in cui l’arte trova una dimensione nuova.

 

«Loris Cecchini. Waterbones»
Fino 27 novembre 2017

Event Pavilion, T Fondaco dei Tedeschi
www.dfsgroup.com