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In vino...arte
di Fabio Marzari   
Il 17 e 18 maggio si tiene a Venezia l’assemblea generale ordinaria dell’AICEV, associazione italiana tra i collezionisti di etichette per il vino. L’etichetta, di cui esiste anche un Museo a Cupramontana in provincia di Ancona, rappresenta il biglietto da visita di ogni bottiglia, l’elemento che cattura lo sguardo e che aiuta a districarsi tra la selva di vini, ed è oggetto di studio in un interessante volume di Chiara Vigo.

 

In questo lavoro si avanza l'ipotesi di un’estetica della polisensorialità analizzando le etichette d’autore del vino come immagini del gusto, per vedere in che modo i grandi artisti hanno evocato, attraverso il visivo, gli altri sensi. Dopo aver delineato l'evoluzione storica dell'etichetta, se ne individua la natura paratestuale, le tipologie e le funzioni comunicative.

 

Si affronta la questione del gusto e si propone di considerare l'analisi sensoriale del vino come una pratica conoscitiva che opera secondo meccanismi semiotici. Si individuano le componenti essenziali dell’etichetta per capire come ciascun elemento partecipi alla rappresentazione del gusto. Il corpus, che comprende i casi più importanti di etichette d’autore francesi e italiane del XX secolo, viene analizzato nell’ottica di considerare l'etichetta d’autore come un tentativo di traduzione intersensoriale.

 

L’analisi di un’etichetta di Francis Bacon e di una non d’autore verifica come un’estetica della polisensorialità possa trasformarsi in una strategia comunicativa efficace. I più grandi artisti cimentandosi nella realizzazione di etichette d’autore, hanno creato una piena corrispondenza tra contenuto e contenitore.

 

«Arte e vino. L’etichetta d’autore come immagine del gusto»
di Chiara Vigo
Cicero Edizioni