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Home arrow ZOOM arrow CARNEVALE 2018 | I fondamentali! Tutti gli eventi che non puoi perdere...
CARNEVALE 2018 | I fondamentali! Tutti gli eventi che non puoi perdere...
di Redazioneweb2   

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FESTA VENEZIANA SULL’ACQUA

Prologo al Carnevale, la Festa sull’acqua è diventata un vero e proprio appuntamento da non perdere. Le magie delle evoluzioni di ballerini e luci sul Rio di Cannaregio riportano quest’anno alle mirabolanti atmosfere Felliniane, mettendo in scena un set cinematografico che si compone pezzo per pezzo sotto gli occhi del pubblico. Ed ecco che l’acqua si trasforma in pedana e compaiono i cavalli in carosello, il carrozzone della soubrette, l’acrobata, i clown, gli animali esotici... trasformando la festa in un magnifico circo immaginario, dalle mille sorprese. Prelude to Carnival, the Water Festival is a sight to behold. This year, the magic of dance and light over the Rio di Cannaregio looks Felliniesque, a cinema set that composes, piece over piece, before our eyes. And there comes water, acting as a springboard for carousels of horses, bandwagons, acrobats, clowns, exotic animals… a feast that is a circus of imagination and surprise.

27 Gen/Jan Rio di Cannaregio h. 18-22

 

CORTEO E FESTA DELLE MARIE

La Festa delle Marie era una delle più amate dal popolo veneziano. Narra una leggenda che nel 943, sotto il doge Pietro Candiano, fosse nell’uso veneziano celebrare i matrimoni in «un unico giorno dell’anno, in particolare il giorno della purificazione di Maria, il 2 febbraio. Le spose partivano in corteo acqueo dall’Arsenale lungo il rio detto “delle Vergini” per raggiungere i promessi sposi che le attendevano assieme agli invitati nella Chiesa di San Nicolò al Lido. Quell’anno i pirati triestini o narentani, con una temeraria scorreria, assalirono il corteo in laguna e rapirono le spose con tutti i corredi e le doti. I pirati furono presto raggiunti poche ore dopo il ratto nella laguna di Caorle dalla spedizione dei veneziani inferociti. I pirati vennero tutti trucidati sul posto e le spose riportate alla cerimonia.

 

marie.jpg

Il Governo della Serenissima impose allora a dodici famiglie patrizie di provvedere ogni anno alla dote di dodici fanciulle veneziane povere, scelte tra le più belle e che venivano battezzate come “Marie”. La festa si svolgeva nel mese di gennaio e prevedeva che le fanciulle si recassero nelle Chiesa di San Pietro di Castello dove venivano benedette dal Vescovo. Dopo la benedizione, le ragazze venivano portate a San Marco per incontrare il Doge. Seguiva la sfilata sul Bucintoro fino a Santa Maria Formosa. Nel corso dei secoli ci furono volte in cui la festa diventò una vera e propria farsa con le Marie sostituite da dodici fantocci di legno sui quali il popolo si esercitava al tiro al bersaglio. Da questo gioco nacque il detto della “Maria de Tola” a indicare una donna fredda e impettita.


La Festa cadde in disuso già nel 1379, fu ripresa alcuni secoli dopo ma in forma molto ridotta, per essere reintrodotta in tempi recenti e diventare uno degli eventi più attesi e ammirati del Carnevale di Venezia. Legend has it that in the tenth century, weddings were celebrated only one day in the year, on February 2. Brides-to-be were brought to their betrothed on boat along the Rio delle Vergini. In the year 943, pirates assaulted the cortege, kidnapped the brides, and stole their dowry. They were rescued a few hours later and the pirates slaughtered in place. Since then, the Government imposed tax on the rich to endow twelve girls of lesser means. Today, we remember this thousand-year-old tradition during Carnival days.

3 Feb/Feb Da/From Via Garibaldi (Castello) a/to Piazza San Marco h. 14.30-16

 

 



 

biribisso.jpgIL GIOCATORE DI BIRIBISSI

Il Gioco del Biribissi è uno dei giochi d’azzardo che venivano praticati nei “Ridotti” veneziani, veri e propri casinò del ‘700. Nel 1638 a seguito del dilagare dell’azzardo nella pubblica via, viene creata a Venezia la prima casa da gioco gestita direttamente dallo Stato. Da quel momento la città diventa un enorme Casinò, i Ridotti dove si gioca non si contano più, i giochi d’azzardo, sia quelli di carte come la Bassetta, il Faraone, la Meneghella e quelli da tavolo come il Biribissi e il Lotto Reale, coinvolgono nobili e popolani che a Carnevale e sotto la maschera, vincono o sperperano fortune, barano e truffano gli ingenui che si cimentano nelle sale private e pubbliche che sorgono ormai in ogni sestiere.

 

Nel salone nobile di Palazzo Mocenigo viene ricreata l’atmosfera del Ridotto, protagonista naturalmente il tavolo da gioco attorno al quale un Nobile e il suo servitore mettono in scena uno spettacolo d’altri tempi, in cui il pubblico è invitato a giocare e esserne parte attiva. The Biribissi game was played in Venetians Ridottos, prototype casinos of the 1700s. In 1638, when gambling was all over the place, the Venetian authorities decided to establish a place for gambling, run and managed by the State to compete with private ones. Venice became one large casino. In the Ridottos, gambling was rampant and involved both the nobility and the commoners who, especially at Carnival, made or lost fortunes, cheated and conned the naïve, and try their luck at private and public gambling halls. In the main hall at Palazzo Mocenigo, the atmosphere of the Ridotto is recreated. The protagonist is the gaming table. A nobleman and his servant stage a show of times past and entice the audience to play with them.

4-10 Feb/Feb Museo di Palazzo Mocenigo h. 11.30-12.30

 

 

voloaquila.jpgVOLO DELL’ANGELO | VOLO DELL’AQUILA 

Divenuto rituale inaugurale dei festeggiamenti del Carnevale, il Volo dell’Angelo (a scendere dal Campanile di San Marco domenica 4 febbraio sarà la Maria del 2017), seguito ad una settimana di distanza dal Volo dell’Aquila (il personaggio sarà svelato solo quel giorno, domenica 11 febbraio), sono gli eventi più spettacolari di tutto il periodo. La tradizione dello svolo nacque in un’edizione del Carnevale nella metà del Cinquecento, quando venne realizzato un evento straordinario che fece molto scalpore: un giovane acrobata turco riuscì, con il solo ausilio di un bilanciere ad arrivare alla cella campanaria del campanile di San Marco camminando, nel frastuono della folla sottostante in delirio, sopra una lunghissima corda che partiva da una barca ancorata sul molo della Piazzetta.

 

Nella discesa raggiunse, poi, la balconata del Palazzo Ducale, porgendo gli omaggi al Doge. Dopo il successo di questa spettacolare impresa, subito denominata “Svolo del turco” che solitamente si svolgeva il Giovedì grasso, si decise di ripetere l’iniziativa come cerimonia ufficiale anche per le successive edizioni, con tecniche simili e con forme che con gli anni subirono numerose varianti. Per molti anni lo spettacolo, mantenendo lo stesso nome, vide esibirsi solo funamboli di professione, finché non si cimentarono, con imprevedibili variazioni, nell’impresa anche giovani veneziani. Quando queste variazioni portarono a prevedere, per lunghi anni di seguito, un uomo dotato di ali e appeso con degli anelli alla corda, issato e fatto scendere a gran velocità lungo la fune, si coniò il nuovo termine di “Volo dell’Angelo”. Il prescelto, al termine della discesa nel loggione di Palazzo Ducale, riceveva sempre dalle mani del Doge dei doni o delle somme in denaro. The Angel’s Flight is the most spectacular event of Carnival. It all began in the 1500s, when a young Turkish acrobat tightrope-walked from the tip of the bell tower in San Marco to a boat berthed by the quay. Venetian loved the shows, which usually took place on Shrove Thursday, and many acrobats would try their hand at the same feat over the years, until more recently someone thought of turning into a proper ‘flight’, with the acrobat fastened to the rope, donned in angel’s costumes with wings and all.

4 | 11 Feb/Feb Piazza San Marco h. 12-13

 

testatoro.jpgBALLATA DELLE MASCHERE CON IL TAGLIO DELLA TESTA AL TORO

La Festa si consumava il Giovedì grasso di ogni anno. Il sacrificio della testa del toro non era la conclusione, bensì l’inizio dei festeggiamenti di Carnevale, cui sempre assisteva il Doge con tutto il Consiglio e la Signoria. La Festa era celebrativa di una vittoria e l’episodio che la ispira risale al giorno di Giovedì grasso dell’anno 1162, quando il doge Vitale Michiel II festeggiò la vittoria sul Patriarca Ulrico di Aquileia e sui suoi dodici Feudatari ribelli. Per risarcire al tentativo di insurrezione soffocato nel sangue, Venezia con sarcastica magnanimità chiese ogni anno, anche i successori del Patriarca, di inviare in dono e a risarcimento al Doge in carica un toro, 12 pani e 12 porci ben pasciuti. Il toro-Patriarca con i 12 Porci- Feudatari venivano messi allo scherno della pubblica piazza con un rituale che prevedeva al suo culmine lo spettacolare taglio della testa del toro.

 

Gli animali venivano successivamente macellati e cucinati e la loro carne distribuita durante i banchetti tra i nobili, il clero, il popolo e i carcerati. La Festa, trasformata nei secoli in un gioco senza malizia, durò così fino alla caduta della Repubblica. Da qualche anno questa Festa diventa il fulcro delle celebrazioni del Giovedì grasso con un animato corteo mascherato capitanato da un gigantesco toro di stoffa e cartapesta, circondato da maschere di porci, che sfila per le calli di Venezia, da Campo Santa Margherita fino a Piazza San Marco. The bull’s head sacrifice was the beginning of Carnival – it celebrated Shrove Thursday of 1162, when the Duke of Venice won over the Patriarch of Aquileia and over twelve rebel vassals. The Duke demanded a tribute of a bull – the Patriarch – and twelve pigs – the vassals – to be paid every year on that day. Since a few years, the Sacrifice is at the centre of celebration, albeit with a papier-mâché bull and not a real one, which is paraded all over Venice and then ritually killed.

8 Feb/Feb Piazza San Marco h. 14-17.30

 

arlecchinofurioso.jpg

ARLECCHINO FURIOSO

Il ruolo dei Teatri a Venezia, in particolare durante il Carnevale, viene esaltato e portato a nuova ribalta dalla maschera simbolo, Arlecchino, nel teatro simbolo della città, il Teatro Goldoni. Il palcoscenico si trasforma in una rinascimentale sala da spettacolo, con il pubblico immerso tra le scenografie, le corde, le luci e le azioni dei personaggi. L’Amore, quello con la “A” maiuscola, è il motore di un’originale commedia costruita secondo i canoni classici della Commedia dell’Arte e con protagonista le storie di Isabella e Leandro, Arlecchino e Romanella. The role of theatres in Venice, especially in Carnival season, is all the more important and so is their most symbolic mask, Harlequin, at the most symbolic theatre in town, the Goldoni. The stage turns into a Renaissance-era show hall, with the audience immersed in beautiful scenography, ropes, lights, and action. Love with a capital L is the motor behind an original comedy written following the canons of Commedia dell’Arte, the story of Isabella, Leandro, Arlecchino, and Romanella.

8/11 Feb/Feb Teatro Goldoni h. 20.30

 

 

pontepugni.jpgLOTTE TRA NICOLOTTI E CASTELLANI

I popolani di Venezia furono sempre divisi in due fazioni rivali e in lotta. Quelli di Castello, San Marco, Dorsoduro e Giudecca, ossia i “Castellani” e quelli di Santa Croce, San Polo, Cannaregio con gli alleati Muranesi (o Gnatti), chiamati i “Canaruoli”. Nel 1310 le contrade di Dorsoduro, San Nicolò dei Mendicoli, l’Anzelo Rafaele, San Basilo, Santa Margherita e San Pantalon si rifiutarono di pagare le decime sui morti al vescovo castellano. Fu così che il prelato decise di recarsi di persona per la riscossione, ma fu ucciso al “Malcanton”. Queste contrade furono scomunicate e gli abitanti abbandonarono i Castellani per unirsi ai Canaruoli. I Canaruoli erano perlopiù pescatori e traghettatori di merci. I Castellani invece erano in maggioranza operai dell’Arsenale.

 

La rivalità tra le due fazioni ha radici molto remote e veniva appositamente fomentata per un duplice scopo: mantenere il popolo sempre pronto al combattimento e contare sulla fedeltà di una delle due fazioni in caso di congiura. La guerra consisteva nel far sanguinare (romper el mustacio) o nel far cadere gli avversari nel rio sottostante. La cruenta lotta del 31 ottobre 1548 tenutasi sul ponte di San Barnaba, segnò ulteriormente le rivalità. Le due fazioni che pretendevano di cambiare il nome dei rivali, per risolvere questo bizzarro problema giunsero a una nuova ‘guerra’. Ebbero la meglio i Castellani (i gamberi rossi), dalle fasce alla vita e il berretto rosso, che non divennero Bragolani, mentre i perdenti Canaruoli mutarono in Nicolotti (le ombre), vestiti di nero. Parte dalla storia profonda di Venezia la rievocazione che Venerdì grasso per la prima volta animerà il Carnevale, accendendo per gioco e per divertimento le antiche rivalità. Venetian commoners have always been divided in two factions, roughly the northern and southern halves of the city. Authorities knew how to play them and instigated rivalry, so as to hone the fighting skills of the populace and to count on at least one side in case a conspiracy be brought against them. The two sides fought regularly over a bridge in San Barnaba. This story runs deeply in the history of Venice and it will be re-enacted on Friday to stir up, in jest, the centuries-old rivalry.

9 Feb/Feb Piazza San Marco h. 14.30/17

 

ballodoge.jpgBALLO DEL DOGE

Che i balli in maschera incarnino la vera essenza del Carnevale di Venezia, è fuor di dubbio. Negli anni, e grazie a un grandissimo lavoro, solo un Ballo può definirsi completamente tale per la capacità di offrire agli ospiti, rigorosamente vestiti in sontuosi costumi storici e di fantasia, le atmosfere autentiche delle epoche passate, e non poteva che essere il Ballo del Doge. Antonia Sautter, imprenditrice veneziana e ideatrice del Ballo, giunto quest’anno alla XXV edizione, ha ricevuto numerosi riconoscimenti e onorificenze, come la laurea honoris causa nel 2011 in “Entrepreneurship and Events management” presso l’European Institute of International Management di Parigi. Nel 2012 è stata nominata “Veneziana dell’anno” e Cavaliere della Repubblica Italiana.

 

Il suo mantra, ereditato dalla madre, si ispira alla famosa frase di Oscar Wilde: «Dai a un uomo una maschera e saprai chi è». Lo story-board, delle scenografie, dei costumi che cuce su misura o affitta per l’occasione nel suo sontuoso atelier e naturalmente il suo stesso vestito, cambiano ogni anno, in un crescendo che stupisce per la varietà, la ricercatezza, l’arte, una produzione unica e articolata. 100 artisti, 14 sarte, 12 truccatori, 4 parrucchieri, 8 flower designer, 14 tecnici delle luci, 24 operai che allestiscono la serata in tempi record, senza contare i camerieri in livrea e miriadi di candele accese (la luce elettrica è bandita), 400 ospiti da tutto il mondo! Questo e molto altro è il Ballo del Doge. Masked balls are synonymous with Carnival, no doubt about that. Though only one Ball may be really be called that for the ability to offer guests, dressed in lavish historical costumes, the authentic atmosphere of times past. It is the Ballo del Doge. Antonia Sautter, the mind behind the Ball, took inspiration from the famous Oscar Wilde quote: “Give a man a mask and he will show his true face.” 100 artists, 14 tailors, 12 make-up artists, 8 floral designer, and 400 guests from all over the world!

10 Feb/Feb Palazzo Pisani Moretta h. 20.30

 

www.carnevale.venezia.it