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Home arrow CLASSICAL arrow Sento doppio. OPV e Amici della Musica, appuntamenti a Padova
Sento doppio. OPV e Amici della Musica, appuntamenti a Padova
di Andrea Oddone Martin   

it_andri-bortolotto-3_original.jpgL'offerta musicale di febbraio dell'Auditorium Pollini di Padova si avvia il 5 con il concerto proposto dagli Amici della Musica, il duo di Laura Bortolotto e di Matteo Andri. La 'scaletta' contrappone due modernità: quella estrema, drammatica di Ludwig van Beethoven e quella odierna di Simone Corti. Una modernità invero acerba, quella di Beethoven che inaugura il genere violino-pianoforte con l'Op. 12, dedicata al maestro Salieri e che, pur contenendo segnali precisi del proprio talento musicale, rimane ancorata all'esempio dei compositori precedenti. La proposta di Simone Corti, classe 1986, fresco di premiazioni e specializzando presso l'Accademia di Santa Cecilia, avrà la possibilità di rivelare segnali precisi. L'8, l'Orchestra di Padova e del Veneto propone una focalizzazione sulla dimensione liederistica.

 

Due autori la cui dimensione artistica si correla strettamente: Gustav Mahler e Arnold Schönberg.

 

È con la celebre Conferenza di Praga del 1912, un anno dopo la scomparsa di Mahler, che Schönberg autorevolmente descrive e difende pubblicamente la profondità assoluta della dimensione artistica di Mahler, già ammirata negli anni precedenti.

 

auryn.jpgStasera alle 20:45, l'OPV propone di Mahler i Rückert Lieder: musica trascesa oltre il limite dell'autocoscienza, che si staglia dall'apice assoluto dell'accettazione rassegnata; e di Schönberg, l'Ode a Napoleone Bonaparte Op. 41: pagina in cui la missione dell'artista metabolizza la regola dodecafonica, liberandola nell'urgenza dell'arte. A chiudere, la Sinfonia “Incompiuta” di Schubert. Gli AdM propongono, il 12 alle 20:15, il prestigioso  Quartetto Auryn in un concerto polarizzato sull'opera di Johannes Brahms. Suo il centrale Quartetto Op. 51, n. 1 in cui si cimenta con la formula elitaria di questo mezzo espressivo. Gestazione che perdura dagli abbozzi del 1866 (data quanto mai importante per la nostra Italia) alla pubblicazione del 1873.

 

L'opera non elude la presenza del gigante Beethoven, ma possiede una concentrazione, una potente emotività controllata dal rigore formale, preludio alla maturità brahmsiana. Di Leone Sinigaglia (1868-1944) le Variazioni sull'Op. 62 n. 4 di Brahms e il Quartetto n. 3 Op. 30 di Tschajkovskij. Beethoven giganteggia anche nel concerto del 22 (20:45). L'OPV propone Beethoven con la terza versione dell'Ouverture Leonora, talmente compiuta in sé da acquisire un posto nel repertorio sinfonico e la Sinfonia n. 7, canto di fede nella vita, definita da Wagner “apoteosi della danza”.

Auditorium C. Pollini
Programmazione concertistica di febbraio - Padova
www.opvorchestra.it - www.amicimusicapadova.org