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[Cinefacts] Moderni Prometei
di Marisa Santin   

blade.jpgDid I request thee, Maker, from my clay / To mould me Man, did I solicit thee / From darkness to promote me […]? 
(Paradise Lost, John Milton, X, 743-45)

Qualche tempo fa due coppie di giovani inglesi benestanti decidono di trascorrere un po’ di tempo insieme. La meta è Ginevra, dove i quattro affittano per qualche giorno una villa piuttosto isolata fuori città. Tempo brutto, pioggia, lampi e tuoni. Nella casa manca la luce e quando scende l’oscurità l’atmosfera è proprio quella giusta per raccontarsi delle storielle inquietanti attorno al camino. Racconti horror rubati ai loro scrittori preferiti, ma anche notizie fresche, come quella dei due genetisti cinesi che sono riusciti per la prima volta a clonare una scimmia. «Il prossimo sarà l’uomo», commenta qualcuno tra l’affascinato e il turbato. Dopo mezzanotte e qualche bicchiere di vino, decidono di inventare loro stessi dei racconti del terrore, del resto Gordon e Percy, i due ragazzi, scrivono di mestiere, e non senza un certo successo. Si mettono subito al lavoro al lume di candela; tutti, tranne Mary, che preferisce andare a dormire. Durante un sonno agitato, la ragazza sogna una creatura assemblata con pezzi di cadaveri, un mostro che improvvisamente prende vita.

 

Ora, basta sostituire “qualche tempo fa” con “due secoli fa” e la scoperta dei genetisti cinesi con gli esperimenti di Galvani sulle rane e quanto raccontato sopra è la nascita di un romanzo che sarebbe entrato nella storia della letteratura con la forza di un fulmine in una notte tenebrosa. Gordon e Percy sono naturalmente i poeti romantici Lord Byron e Bysshe Shelley e la ragazza dell’incubo è Mary Godwin (di lì a poco ‘in Shelley’), che esattamente 200 anni fa, l’11 marzo del 1818, diede alle stampe il suo Frankenstein, o il moderno Prometeo. Opera immortale, come fonte di immortale ispirazione per ogni forma d’arte sarà quella sua triste creatura che mai chiese al proprio creatore di essere creata. Il mostro di Frankenstein si riallaccia all’antichità (da Prometeo al Minotauro) e assomiglia a molti altri miti moderni (da Pinocchio ai replicanti di Blade Runner) che con lui condividono il senso di incolmabile solitudine e la disobbedienza come unica forma di ribellione e autodeterminazione.

frankenstein.jpg

 

Frankenstein
James Whale (1931)
La più nota trasposizione cinematografica del mostro di Mary Shelley, anche se il film si discosta in molti punti dal romanzo. Whale cambia l’ambientazione storica e preferisce soffermarsi maggiormente sui contenuti scientifici e sociali. L’interpretazione di Boris Karloff segnerà per sempre l’immaginario collettivo e la Universal Studio incasserà i diritti per ogni altra rappresentazione di Frankenstein con le fattezze di Karloff.

 

 

 

 

 

 

 

mostrointavola.jpgIl mostro è in tavola… barone Frankenstein
Paul Morrissey e Andy Warhol (1973)
Per la sua distribuzione europea, la co-regia del film viene attribuita a Anthony M. Dawson (al secolo Antonio Margheriti), mentre in America compare il nome di Warhol fra gli autori (così come in Dracula cerca sangue di vergine… e morì di sete!!! del 1974). In questa trasposizione aleggia il tema del nazismo: il barone Frankenstein, allontanato dall’università per aver esaltato le tesi di Hitler, si isola nel suo castello con la moglie Caterina e i figli Sistolo e Diastola. Vuole creare la razza perfetta accoppiando un mostro femmina (Dalila Di Lazzaro) e un mostro maschio. Ma qualcosa va storto…

junior.jpg

 

Frankenstein Junior
Mel Brooks (1974)
Pietra miliare della comicità. Frederick Frankenstein, nipote del celeberrimo medico, è un affermato neurochirurgo che però non vorrebbe essere accomunato al famoso antenato. Le sue resistenze cadono quando dovrà recarsi nell’antico castello del nonno a causa di un lascito testamentario. Grazie all’ottima traduzione e al formidabile doppiaggio, il film interpretato da Gene Wilder e Marty Feldman nei panni dell’assistente Igor è un indiscusso oggetto di culto anche in Italia.

 

 

 

 

 

rocky.jpgThe Rocky Horror Picture Show
Jim Sharman (1975)
In una notte di temporale, Frank e Janet si perdono nel bosco con la macchina in panne. Cercano aiuto in un castello dove ad accoglierli c’è il dottor Frank-N-Furter, camice verde e guanti rosa, insieme alla sua folle banda di freak. In the velvet darkness of the blackest night / Burning bright there’s a guiding star / No matter WHAT or who you are / There’s a light over at the Frankenstein place.

gothic.jpg

 

Gothic
Ken Russell (1986)
Genesi di un romanzo gotico: il regista porta su pellicola la notte in cui, nella villa sul lago di Ginevra, Mary Shelley e compagnia poetante fanno a gara a chi inventa la storia più paurosa. Solo che le loro fantasie prendono improvvisamente vita… Gabriel Byrne interpreta Lord Byron.

 

 

 

 

 

 

 

frankenweenie.jpgFrankenweenie
Tim Burton (2012)
Victor è un bambino solitario e appassionato di scienza. Quando il suo cagnolino e unico amico muore investito da un’auto, lui cerca di resuscitarlo ispirato dagli esperimenti sulle rane a cui ha partecipato a scuola. In questa animazione stop motion in bianco e nero, Burton crea la sua personale versione del romanzo di Mary Shelley. Qui però la scienza non è esercizio di potere e la solitudine è prima di tutto quella di Victor, che tenta il blasfemo esperimento mosso dal dolore per la perdita e dall’amore.

 

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