VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow ARTE arrow L’incanto dei Buddha. Venezia e Dunhuang, meraviglie sulla Via della Seta
L’incanto dei Buddha. Venezia e Dunhuang, meraviglie sulla Via della Seta
di M.M.   
mercoledì 14 marzo 2018
mostra_2.jpgSituato sul corridoio di Hexi, nella provincia di Gansu, nel nord-ovest della Cina, fra l’altopiano del Tibet, la Mongolia e il deserto del Gobi, Dunhuang era uno dei centri più importanti lungo la Via della Seta. Per millenni questa città-oasi, circondata da alte montagne e dalla sabbia, è stata crocevia di diverse culture che entrarono in contatto grazie alla rete di scambi commerciali, creando un vero e proprio ponte tra Oriente e Occidente.

 

La sua importanza è ancora oggi magnificamente evidente: inserite nella “Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco”, le Grotte di Dunhuang sono un vero e proprio santuario di tesori d’arte buddista. Un complesso religioso che si sviluppò a partire dal IV secolo, costituito da 735 grotte in totale, di cui 492 grotte-santuario, con lunghezza di 1680 metri, arricchite da più di 2.000 statue, fra cui 200 statue del Buddha in argilla, e 45.000 metri quadrati di dipinti parietali, che ritraggono scene della vita e della società cinese dei secoli IV-XIV, la vita quotidiana a Dunhuang.

 

L’origine di queste imponenti grotte affonda le radici nella leggenda: nel 366 il monaco buddista Lezun ebbe la visione di mille Buddha e convinse un ricco pellegrino della Via della Seta a fondare un monastero proprio sul luogo dell’apparizione. Le opere furono eseguite da artigiani locali e commissionate da monaci, notabili e mercanti buddhisti così come dai sovrani dei regni cinesi, tibetani e centroasiatici che si susseguirono nel controllo di questo importante centro economico culturale e religioso dell’antichità. Lo stile degli affreschi e delle sculture è prevalentemente cinese, tuttavia riflette anche influenze centro asiatiche, sasanidi, indiane e tibetane.


mostra8794.jpgLa preziosa arte delle Grotte di Dunhuang rivive a Venezia grazie alla collaborazione tra Università Ca’ Foscari, Dunhuang Academy e Dunhuang Culture Promotion Foundation: attraverso i dipinti parietali, le opere e le riproduzioni delle grotte viene ricostruito negli spazi di Ca’ Giustinian dei Vescovi (Ca’ Foscari Esposizioni) il passato e il presente di Dunhuang da vari punti di vista – storia, geografia, arte e artigianato, religioni, letteratura, economia e scienza.

 

La modernità dell’arte buddhista di Dunhuang si esprime, infatti, attraverso l’analisi approfondita su vari livelli che vanno dallo sfondo culturale passando per il suo processo di formazione, il contenuto artistico delle grotte e il traffico sulla Via della Seta, gli edifici dell’antica Cina e i costumi tipici delle varie etnie, la musica e la danza influenzata dalla cultura indiana. Lo scopo della mostra è far scoprire a un pubblico distante 6400 km dal luogo reale e 1600 anni dopo il fascino dell’arte di Dunhuang, offrendo una “visita guidata a distanza”.

 



«Il gioiello della Via della Seta. Arte buddhista di Dunhuang»
Fino 8 aprile 2018

Università Ca’ Foscari, Palazzo Ca’ Giustinian dei Vescovi - Venezia
www.unive.it