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Home arrow ZOOM arrow INCROCI 2018 | Incantatore di storie. I viaggi nel tempo e nello spazio di Hideo Furukawa
INCROCI 2018 | Incantatore di storie. I viaggi nel tempo e nello spazio di Hideo Furukawa
di Mariachiara Marzari   
marted́ 03 aprile 2018

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Hideo Furukawa è uno degli autori più acclamati nel mondo letterario giapponese e non solo, da molti designato come l’erede di Haruki Murakami. Furukawa è molto apprezzato per la ricchezza della sua narrazione e per la sua volontà di sperimentare, autore camaleontico che a ogni nuovo libro sa cambiare il suo stile. Nell’intervista a seguire egli convintamente si sottrae a ogni etichetta. Il suo è amore incondizionato per la scrittura; nelle sue pagine si trovano storia e invenzione, ritmo narrativo e umorismo, lirismo e suspense, nella sensibilità nuova e instabile del XXI secolo. Attesissimo, lo scrittore giapponese incontra il pubblico di Incroci di Civiltà all’Auditorium Santa Margherita il 5 aprile alle ore 10.

 

Nei suoi libri lei incrocia svariati registri, sia in chiave stilistica che nella poetica, in una perfetta sintesi che rispecchia il nostro contemporaneo. A quale genere si è ispirato e quali le distanze prese dalla tradizione?
Non credo di essermi ispirato e di essere stato influenzato da un genere letterario in particolare. Al contrario posso dire che il nucleo del mio essere scrittore si sia plasmato, e continui a plasmarsi, grazie a ciò che mi accade intorno, agli eventi che si verificano in ogni parte del mondo, alla musica, al cinema, alla lettura di libri di tutti i generi, allo scambio di opinioni con scrittori e artisti di vari settori. Il mio è un approccio multilaterale, non mi limito mai a un solo ambito. Restringendo il discorso alla letteratura giapponese, credo si tratti di un approccio simile a quello di altri scrittori, sia contemporanei che del passato. Murakami Haruki, ad esempio, ma anche Tanizaki Jun’ichirō, un grande autore che si è ispirato sia a tendenze moderniste, sia alla letteratura giapponese classica. Un altro autore del Novecento con il quale penso di condividere un approccio multilaterale alla scrittura e alle fonti di ispirazione è Sakaguchi Ango.

 In Belka la storia mondiale del Novecento diventa la traccia per un racconto onirico e rocambolesco, in bilico tra letteratura epica e sceneggiatura per una saga o una serie televisiva. Quando scrive ha in mente una qualche tipologia di lettore?
Non è facile rispondere a questa domanda. Quando scrivo non ho in mente alcun target predefinito, non penso al tipo di lettore che potrebbe apprezzare le mie storie. Per fortuna sono lontano anni luce dall’atteggiamento, purtroppo sempre più diffuso, di voler categorizzare i lettori a tutti i costi. Ora, grazie allo sforzo di case editrici e bravi traduttori stranieri, i miei romanzi, a partire da Belka, possono essere letti anche all’estero e questo mi permette di acquisire ancor di più la consapevolezza di non scrivere per una tipologia ristretta di lettori. Scrivo con l’intenzione di sorprendere e commuovere me stesso, così come i miei lettori, determinato a spingermi sempre oltre.

Tokyo Soundtrack è un magnifico romanzo di formazione del XXI secolo. Quanto vi è di autobiografico in questo volume? L’isola deserta è la pagina bianca di un libro?
In quasi tutti i romanzi, si sa, ci sono elementi autobiografici. Personalmente non li inserisco mai in modo troppo esplicito e ‘drammatico’. Non ho legami particolari con le isole Ogasawara, in cui è ambientata la prima parte di Tokyo Soundtrack. Sono nato molto più a nord, nella prefettura di Fukushima. In giapponese Fukushima significa “isola della felicità” e perciò da bambino avevo come la sensazione di vivere in un’isoletta lontana. Anche le vicende che racconto in Belka hanno inizio in un remoto arcipelago, le isole Aleutine. In realtà la mia cittadina natale è circondata dalle montagne, l’esatto opposto di una piccola isola in mezzo all’oceano…   
 

** I libri di Hideo Furukawa sono tradotti in italiano da Gianluca Coci, docente di Lingua e letteratura giapponese all’Università di Torino

 

 

412yjgdaizl._sx312_bo1204203200_.jpgBELKA
(Sellerio, 2013)
Uomini e cani, guerra e civiltà, crudeltà e coraggio. Il XX secolo, le meraviglie di un pianeta in subbuglio, le sue follie e i suoi conflitti, raccontati con uno sguardo di sorprendente stupore.
Un romanzo polifonico, che mette in discussione l’autorità naturale dell’uomo sul mondo. La Storia è il grande scenario in cui si muovono i protagonisti di questo romanzo: tre cani giapponesi e uno americano – Kita, Seiyū, Katsu ed Explosion – valorosi soldati alle Aleutine, e le loro centinaia di discendenti. Alcuni pastori tedeschi purosangue, altri imbastarditi, i nipoti di questi cani originari erediteranno l’istinto guerresco, la bellezza e l’intelligenza dei loro nonni e bisnonni.
Belka è un romanzo di singolare energia, onirico e rocambolesco.