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Testa a testa. Dalle follie d’amore di Testori all’opera rap per Andrea Pazienza
di Livia Sartori di Borgoricco   
giovedì 05 aprile 2018
erodias-laila-pozzo3.jpgProseguono anche nel mese di aprile le Alterazioni del Teatro Ca’ Foscari a Santa Marta, con due appuntamenti che, ognuno a suo modo, celebrano la potenza e le mille sfumature della lingua, intesa non solo nella sua natura di veicolo di significati, ma anche quando è essa stessa significato.

 

Mercoledì 11 va in scerna Erodiàs di Giovanni Testori, una produzione della milanese Teatro i, sodalizio votato alla drammaturgia contemporanea formato da Renzo Martinelli, Federica Fracassi e Francesca Garolla. In scena, in un luogo mai precisato, su una struttura di vetro rialzata con sbarre metalliche si muove Erodiade, la concubina del re Erode Antipa che provocò la decapitazione di Giovanni Battista, castigandolo così per averla rifiutata.

 

Nonostante la testa mozzata, il Battista continua a parlarle, la provoca, le impone interrogativi a cui non trova risposta, e lo fa in una lingua che è quella propria di Testori, un amalgama di dialetti lombardi e neologismi di derivazione francese o latina, e che la Fracassi fa splendidamente sua.

 

Testori, scrittore, drammaturgo e critico letterario del secondo Novecento italiano, tormentato dalla duplice natura di omosessuale e cattolico, poco prima della morte nel 1993, scrive “Tre Lai”, tre lamenti funebri in cui il tema è l’amore che deve fare i conti con l’assenza irrimediabile del destinatario del sentimento – sono i lamenti di Erodiade, appunto, di Cleopatra sul corpo di Antonio (Cleopatràs) e della Madonna su quello di Cristo (Mater Strangosciàs).


personale-politico-pentothal1.jpgÈ poi il turno di un progetto dei Fratelli Dalla Via che il 19 aprile mettono in scena Personale Politico Pentothal – Opera rap per Andrea Pazienza. Lo sanno i Millennial chi è Pazienza? Artista, disegnatore, inventore di storie fantastiche e personaggi indimenticabili come Zanardi e Pentothal, voce e matita di quella generazione che ha vent’anni alla fine degli anni Settanta, sospesa tra droghe e impegno politico.

 

Con una narrazione che procede volutamente a singhiozzo, Marta Dalla Via, affiancata da cinque giovani rapper, è l’interprete di un “racconto scenico in beat” che è “un omaggio al dizionario da-dapaz di Andrea Pazienza”. Parole inventate, mescolate ad altre lingue e al dialetto, che corrono sul filo dell’ambivalenza, del nonsenso, del ritmo – come il penthotal del titolo, che è al tempo stesso personaggio di Pazienza, farmaco che libera i freni inibitori e ingrediente dell’iniezione letale – tratteggiano sulla scena un miscuglio di storie personali e collettive nella Bologna delle contestazioni studentesche. 

«Alterazioni»
11, 19 aprile  2018

Teatro Ca’ Foscari, Santa Marta - Venezia
www.unive.it