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INTERVISTA | Tempesta in arrivo! Il “teatro di cittadinanza” di Mattia Berto
di Chiara Sciascia   
martedì 10 aprile 2018
tempesta_mildabendphotography-331.jpgDopo il progetto Teatro in Bottega, che in diverse tappe ha animato con performance teatrali i negozi e le botteghe del centro storico veneziano e non solo, il regista Mattia Berto torna a dedicarsi alla propria città con una nuova vitale impresa che mira a coinvolgere tutta la cittadinanza. Direttore artistico con mpg.cultura del Teatrino Groggia dal 2011 a oggi, Mattia Berto ci racconta quanto e cosa si possa fare per la città attraverso il teatro e la cultura.

 

Quando ci siamo incontrati lo scorso novembre, ci ha annunciato l’inizio dei laboratori teatrali che sfoceranno il prossimo 6 maggio, in una restituzione scenica al Teatro Goldoni. In questi mesi si è sentito spesso parlare delle sue incursioni “teatrali in città” e rumors entusiasti hanno definito i suoi laboratori “partecipatissimi”, specialmente quello condotto con gli over 70 a Venezia. Ci racconti questa particolare esperienza, il progetto, le tappe e – evitando spoiler, naturalmente – cosa aspettarci dall’esito finale di Tempesta.
Tempesta la resa dei conti spinge al massimo la mia idea di teatro di cittadinanza, la voglia di coinvolgere cittadini di tutte le età e di tutti i vissuti attraverso il teatro. Il progetto parte da Tempesta di William Shakespeare e diventa pretesto per parlare della Venezia contemporanea. Più passa il tempo più sono convinto che bisogna riappropriarsi degli spazi, dei luoghi, delle città. Bisogna ritornare ad abitare le piazze, bisogna ritrovare un nuovo senso dello stare insieme come comunità. Il progetto prevede un laboratorio per tutte le età e un laboratorio per over 70 che ha trovato casa al Teatro Goldoni. Ho lanciato la sfida ai partecipanti dei laboratori di ritrovare i personaggi shakespeariani nella Venezia che quotidianamente vivono. Li ho invitati a riflettere sulla loro città, sul presente e sul futuro e, oltre a farli lavorare su un training per renderli performer forti e sicuri, ho chiesto la loro complicità per costruire un ciclo di azioni urbane in luoghi simbolici così che ognuno di loro diventi co-autore di questa scrittura collettiva, mettendo a disposizione quello che sa fare, dai costumi alla musica. La prima tappa è stata il mercato di Rialto, dove 30 marinai sono scesi in piazza a scatenare tempesta e a chiedersi «Dove andiamo a dormire?», «Dove andiamo a mangiare?». Una riflessione inedita sullo svuotamento di Venezia dai suoi abitanti. Nelle tappe successive – che prevedo saranno due – troveremo insieme ai marinai anche Miranda e Ferdinando (i giovani innamorati) e le figure più oniriche di spiriti e folletti, come Ariele e Calibano. Al gruppo over la missione di trasformarsi in Prospero e decidere quali magie potrebbero cambiare la nostra città.
Sabato 5 Maggio inviterò tutti i cittadini che lo vorranno, di tutte le età, a partecipare a un laboratorio giornaliero al Teatro Goldoni per diventare protagonisti. Il giorno dopo, la Tempesta finale: uno spettacolo-evento al quale spero parteciperanno un centinaio di veneziani.

Da sempre lei si dedica al Teatro ragazzi, ma da qualche tempo – ne è un esempio lampante Tempesta – ha rivolto la sua attenzione anche a quella che lei stesso definisce “la quarta età”. Un parallelismo, quello tra fanciullezza e maturità, che ricorre anche in altri suoi progetti, come il recente Futura, realizzato per la rassegna MUVE, Venezia Città delle Donne. Bambini e anziani sono le fasce della società più delicate e meno considerate, invece lei con il suo lavoro li porta al centro della scena. Cosa queste due categorie hanno da insegnare a tutti noi?

Lo sguardo dei bambini è uno sguardo pulito, una pagina tutta da scrivere, è uno sguardo onesto che non teme il confronto e che ha la curiosità di scoprire il nuovo. Lo sguardo di chi ha vissuto è uno sguardo disincantato che può dire tutto perché è portatore di saggezza. I primi e gli ultimi passi sono incredibilmente vicini perché possono permettersi tutto. È questo pensiero che mi fa vivere una fascinazione per queste due generazioni, così vicine e così distanti. Mi piace cercare con i bambini perché saranno gli autori del domani, mi piace raccontarmela con i vecchi perché sono testimoni del passato.
Il lavoro con la quarta età, insieme all’Auser di Santa Margherita e quello in corso al Teatro Goldoni, mi ha fatto scoprire quanto ci sia ancora voglia di fare, quanto ci sia voglia di rimettersi in gioco anche a 80 anni. Il mio lavoro decennale con i piccoli è una linfa continua che condivido con molte realtà: a Venezia mi danno nutrimento il laboratorio dedicato ad Alice (al Teatrino Groggia) e il laboratorio nella scuola elementare delle suore Salesie a San Polo. Queste due esperienze, a primavera, diventeranno spettacolo da condividere e motore di vita.

tempesta_mildabendphotography-210.jpgIl Teatrino Groggia. Lo scorso gennaio si è aperta la settima stagione con un titolo all’insegna dell’energia e della vitalità. Quanta energia occorre per riuscire ad articolare una proposta teatrale di qualità oggi a Venezia?
Il Teatrino Groggia ha riaperto i battenti in una nuova veste che ora vede mpg.cultura collaborare direttamente con il settore Attività Culturali del Comune di Venezia e sono davvero molto felice che lo spazio di Sant’Alvise si inserisca tra i teatri metropolitani. Abbiamo voluto intitolare Sprint Time! la stagione pensando allo sprint come a un’energia giovane che guarda alle nuove generazioni. La programmazione infatti, per lo più, si articola in spettacoli per bambini e famiglie proprio per voler rafforzare ancora di più l’idea che il Teatrino rappresenti in città lo spazio dedicato a questo target di pubblico.
L’energia che muove un motore come questo è la sinergia tra le Istituzioni e il team che con passione lavora per mpg. È una forza di persone che credono in un progetto, in un’idea di teatro ma anche di città.

Lei è sempre in movimento, davvero non si ferma un attimo! Dopo Tempesta, in cosa la vedremo impegnato? Ci anticipa già qualcosa?
Ho una maledetta paura di non fare in tempo. Sono vorace di idee e connessioni. Sono un’entusiasta per natura e più passa il tempo e più peggioro.
Ho molte nuove idee per la mia città, che è il mio set preferito, ma sto guardando anche fuori dall’isola. L’unica certezza è che vedo chiara una via che è quella di non perdere mai di vista l’uomo, i luoghi e l’incontro.

 

 

 

Tempesta. La resa dei conti
6 maggio 2018

Teatro Goldoni - Venezia
www.mpgcultura.it
 

 

:agenda teatro

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