VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow CINEMA arrow SPECIALE FAR EAST FILM FESTIVAL 2018 | I magnifici sette
SPECIALE FAR EAST FILM FESTIVAL 2018 | I magnifici sette
di Redazioneweb2   
tremble_all_you_want_01.jpgTREMBLE ALL YOU WANT
Una commedia sentimentale firmata da Ooku Akiko, assai piacevole, di stile molto moderno, veloce e capriccioso nel suo svolgimento. L'eccellente protagonista Matsuoka Mayu disegna una figura femminile che potrebbe appartenere a un film di Woody Allen e calamita completamente l'attenzione del pubblico, ma fra gli altri interpreti bisogna menzionare di sicuro Watanabe Daichi, che appare come un autentico Jerry Lewis giapponese. La messa in scena complessiva è dettagliata e spiritosa, piena di tocchi indovinati e volti formidabili, fra i quali non si può non menzionare la vicina di casa che suona sempre l'ocarina e si chiama di nome Oka Rina: il nome è destino, spiega alla protagonista!

 

the_8-year_engagement_01.jpg

 

 

THE 8-YEAR ENGAGEMENT
Questa del “fidanzamento durato otto anni” è – sembra incredibile – una storia vera. Vediamo due fidanzati: lei (Tsuchiya Tao, bravissima) poco prima del matrimonio ha una sorta di ictus che la manda in coma. Lui la aspetta. Lei si risveglia dopo molto tempo, ma ha dimenticato tutto e deve ripartire da zero; lui continua ad aspettarla, seguendola durante la riabilitazione. Il film di Zeze Takahisa racconta la travagliata avventura amorosa con uno stile di notevole eleganza e vigorosa convinzione. È un perfetto esempio di tearjerker, film “preparate i fazzoletti” dichiarato e assoluto: e infatti, solo allo spettatore più corazzato non scapperà una lacrima guardando il finale...

our_time_will_come_01.jpg

 

 

OUR TIME WILL COME
Molti pensano ad Ann Hui come a una regista di drammi intimisti, ma nella sua brillante carriera si è cimentata con vari generi e questo è un dramma di guerra sulla resistenza anti-giapponese (la bella musica, non invasiva, è di Joe Hisaishi). Anche in questo racconto patriottico Ann Hui mostra la sua solita capacità di attenzione ai piccoli dettagli: il rapporto fra la protagonista e sua madre, che fa da filo conduttore, illustra assai bene la capacità della regista di fare un cinema di sfumature psicologiche. La messa in scena, senza sorpresa, è assai buona; e pure le classiche battute patriottiche di questo genere di film suonano vive e autentiche sulla bocca dei personaggi di Hui.

 

 

 

 

 

wolf_warriors_ii_01.jpg

 

 

 

WOLF WARRIOR II
Diretto e interpretato da Wu Jing, questo film d'azione guerresca in Africa si raccomanda per le appassionanti scene d'azione: da citare in particolare la battaglia contro i droni e quella fra carri armati. È un esempio del processo di “hollywoodizzazione” dei blockbuster cinesi; potremmo accostarlo al secondo e terzo Rambo (compreso l'aspetto masochistico/sacrificale), come mostra anche la fabbricazione di un'arma di fortuna, la balestra con frecce avvelenate. Il film è interessantissimo come auto-raffigurazione nazionalistica di un impero in ascesa; ma una sequenza sugli speculatori edilizi traccia una pennellata di realtà sulla nuova Cina che fa da contraltare al trionfalismo del film.

 

 

 

chedeng__apple__01.jpg

 

 

CHEDENG E APPLE
Due donne anziane, amiche fra loro ma diversissime, ed entrambe vittime dell'ordine maschilista, si ribellano e partono per un viaggio come Thelma e Louise (c'entra anche una testa tagliata, nascosta in una borsa Louis Vuitton). Alla ricerca della libertà e della riaffermazione della sessualità: l'amore perduto (omosessuale) di una di loro. Un mix filippino di commedia, racconto sentimentale e denuncia della condizione femminile, i cui registi Fatrick Tabada e Rae Red hanno voluto scegliere come protagoniste due vecchie glorie del passato: la Miss Universo 1969 Gloria Diaz e la “pantera” sexy degli anni '70 Elizabeth Oropesa.

 

 

 

 

 

 

little_forest.jpg

 

 

LITTLE FOREST
Il delicato film sentimentale della regista Yim Soon-rye può ricordare in piccolo i film di Eric Rohmer degli '80. Una ragazza torna alla casa in campagna dove viveva con la madre che, quando la figlia è andata a Seoul per studiare, se n'è andata, per cui la protagonista si sente abbandonata. Contemporaneamente si racconta con leggerezza la sua nuova vita sentimentale al villaggio, in un rapporto un po' alla Jules e Jim (ma senza drammaticità) fra lei, la sua migliore amica e un giovane agricoltore amico d'infanzia. Ma il filo rosso del film è il cibo: la preparazione di pietanze locali, accuratamente descritta, è così presente da provvedere uno “scheletro” che sorregge tutta la storia.

 

 

 

 

2017_-_a_special_lady_2.jpg

 

 

 

A SPECIAL LADY
Un noir di Lee An-gyu, intricato, agile e sicuro, violento e anche dotato di un inizio notevolmente sexy che ci ricorda bei tempi passati del cinema americano. Vi si ritrovano due capisaldi del noir: il tradimento sempre in agguato e gli amori disperati, venati di odio, confusi persino a se stessi. Non manca il classico riferimento dei film coreani alla corruzione che coinvolge il paese. Molto belli gli scontri fisici, estremamente violenti, fra cui va segnalato in particolare quello finale. La famosa attrice coreana Kim Hye-soo è come suo solito assai brava nelle espressioni di dolore trattenuto che vengono imposte dal suo personaggio, tanto duro quanto sventurato.

 

:agenda cinema