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Crossing Croisette. Garrone e Rohrwacher a Cannes
di Cesare Stradaioli   

dogman.jpgCannes 2018 presenta in Concorso due interessanti lavori italiani, impostati su tematiche che non potrebbero essere più diverse fra loro: Matteo Garrone con Dogman, incentrato sui contorni sociali di un celebre, terribile fatto di cronaca di fine secolo scorso e Lazzaro felice di Alice Rohrwacher, profonda e allo stesso tempo leggera disamina dei rapporti umani. Significativo, anche se Fuori concorso, il ritorno a Cannes di Valeria Golino, con la sua seconda direzione, Euphoria, sceneggiatura scritta a quattro mani con l’apporto che sarà senz’altro importante di Walter Siti e che vede l’originale accoppiata Scamarcio-Mastandrea.

 

In tutto questo c’è stato un certo rumore di fondo non da poco, causato dell’assenza nella manifestazione di Loro, l’attesissimo ultimo lavoro di Paolo Sorrentino su Berlusconi: la sua uscita in Italia ha indotto il direttore del Festival a orientarsi altrove nella scelta, il che potrebbe essere un segnale, per noi positivissimo, per sperare di vedere Sorrentino alla Biennale.

 

cateblanchett.jpgSono attesissimi Spike Lee con un film-verità sul Ku Klux Klan e possiamo immaginarci il taglio che ha avuto la direzione, il grande vecchio Jean-Luc Godard (vedremo se il suo lato folle e visionario ha resistito all’età) nonché la presenza di Papa Francesco, in un biopic firmato da Wim Wenders – sono aperte le scommesse sulla presenza di Bergoglio sul tappeto “rosso cardinale” (!) di Cannes.

 

Duello rusticano fra la direzione e la potente Netflix, che ha escluso l’intenzione di inviare a Cannes film che non siano in Concorso: scontata la risposta – schiettamente francese – su a chi spetti decidere chi va in concorso e chi no: la tenzone fra grande schermo e televisione è ancora ben di là dall’essere conclusa, ed è un peccato perché in Costa Azzurra non sarà possibile vedere The Other Side of the Wind, film incompiuto di Orson Welles che la piattaforma streaming ha completato e restaurato.

 

Altre donne in posizione di rilievo al Festival, con Penelope Cruz in coppia, oltre che nella vita, con Javier Bardem, diretti dall’iraniano premio Oscar Asghar Farhadi (occhio che nel cast c’è anche Ricardo Darín, protagonista de Il segreto dei suoi occhi) e Cate Blanchett niente meno come Presidente della giuria, mentre il grande Benicio del Toro deve ‘accontentarsi’ di esaminare la selezione di Un Certain Regard, che i francesi storicamente valutano allo stesso livello della Palma d’Oro, se non addirittura superiore.

 

«71. Festival de Cannes»

8-19 maggio Cannes

www.festival-cannes.com

 

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