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La forma dell’acqua. Maggio a Venezia tra Sensa, Vogalonga e Velalonga
di Mariachiara Marzari   
vela_045.jpg«Venezia è un pesce. Guardala su una carta geografica. Assomiglia ad una sogliola colossale distesa sul fondo. Come mai questo animale prodigioso ha risalito l’Adriatico ed è venuto a rintanarsi proprio qui? […] Venezia è sempre esistita come la vedi, o quasi. È dalla notte dei tempi che naviga: ha toccato tutti i porti, ha strusciato addosso a tutte le rive […] Sulla cartina geografica il ponte che la collega alla terraferma assomiglia a una lenza: sembra che Venezia abbia abboccato all’amo.» Tiziano Scarpa, Venezia è un pesce, 2000.

 

Ci fa sorridere a distanza di quasi vent’anni, come Tiziano Scarpa, affermato scrittore veneziano, abbia saputo fissare in modo poeticamente ironico – ironia tipicamente locale – ma assolutamente geniale, l’immagine della sua città a tutti nota ma da tutti o dalla gran parte ignorata. La relazione tra Venezia e l’acqua, la sua laguna, il mare che la lambisce, che ha segnato la storia, la fortuna e le vicende della Serenissima, è infatti arcinota, tuttavia oggi questa relazione ha perso, se non per l’ossessione turisticagrandi navi, traffico, moto ondoso –, la sua più sincera vocazione e intimità.

 

Ogni giorno l’acqua scandisce i ritmi e le azioni di chi abita e frequenta la città. Ciò che sfugge, spesso, è la capacità di relazionarsi con la risorsa dello spazio acqueo che ci circonda e riappropriarsi in modo sereno e compatibile dell’essenza di questo luogo.

 

Ben vengano, quindi, gli avvenimenti che caratterizzano questo mese di maggio: la Festa della Sensa, il 12 e il 13 maggio, la Sagra del carciofo violetto alla Torre Massimiliana nell’isola di Sant’Erasmo il 13 maggio, la Vogalonga, il 20 maggio, la Velalonga, il 27 maggio. Sono occasioni che ci riportano alla relazione di questo luogo con il mare e non solo con la città storica, ma anche con le Isole della laguna, le sue tradizioni, i prodotti del territorio. In barca a vela o in barca a remi, in Brube o in una topa, ora anche in kayak e con delle enormi bici galleggianti, ci sono mille modi per godere di queste manifestazioni, essere partecipi e vivere la grande tradizione marinara della Serenissima. Se guardiamo a qualche immagine del passato, feste di questo genere erano l’occasione per tirare fuori dalle cavane gondole, caorline, sandali, sanpierote e sentirsi attori protagonisti del momento.


vela_146.jpgVenezia è città d’acqua per eccellenza non solo per i milioni di turisti che ogni anno vi approdano, ma anche per chi ci abita e vuole continuare a viverci. Uscire a vogare una sera d’estate e poi fermarsi da un amico, andare a bere uno spritz in barchino, riappropriarsi di canali e di rive meno intasati dal consueto traffico commerciale devono potere essere la norma. Trascorrere la domenica in laguna, lontano dalle calli e dai campi affollati di turisti, avendo la possibilità di ormeggiare le proprie barche in un’isola anche poco conosciuta può trasformarsi in un piacevole diversivo e consentire lo sviluppo di un turismo più attento e rispettoso del contesto che ci circonda. Una gita all’Isola della Certosa, un pic-nic nel parco di Sant’Erasmo, un aperitivo nella sede della Compagnia della Vela nell’Isola di San Giorgio al ritorno dalla spiaggia o semplicemente assaporare le luci del tramonto che tinge di rosso le acque della darsena dell’Arsenale sono opportunità che solo Venezia sa e può offrire e di cui tutti dovremmo godere. Vivere Venezia è vivere con l’acqua.


Festa della Sensa 

12-13 maggio 2018

events.veneziaunica.it