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Storie da raccontare. Imprescindibile Vasco nazionale...
di Massimo Macaluso   

vasco.jpgE quindi l'eterno mascalzone del rock è ancora in tour. Con quella faccia un po' così, di uno che alla fine il successo mica l'ha cercato. La faccia di uno di noi, anche se non si può più dire del “ragazzo della porta accanto”; non perchè non possa esserlo, ma perchè proprio ragazzo non lo è più, e da un po' di anni. E nemmeno la sua musica lo è più, “giovane”, anche se incredibilmente continua ad ipnotizzare moltitudini di ragazzi di ogni età, al di là del tempo e delle mode. Diciamocelo, non è più quello di un tempo, la sua vena artistica si è esaurita da un bel pezzo, forse da quel disco del 1987, C’è chi dice no. Fu l'apice del suo successo, ma non quello un po' plastificato che l'ha portato fino ad oggi, quello del Vasco genuino, con una carica eversiva senza mediazioni. Quel Vasco ‘sballato’, ma sballato per davvero e non per finzione scenica, così lontano dalla normalità di un'Italia democristiana, plumbea e monolitica, bigotta e accomodante.

 

Quel 1987 fu apice e inizio della regressione a mito post-moderno e a idolo certificato dello star system.

 

vascorossi.jpgCerto, sempre con il suo personale stile canzonatorio e divertente, a tratti stralunato; tuttavia stavano entrando in gioco mille altre pulsioni, in lui e in coloro che lo osannavano. Tutto stava mutando. I testi che decantavano le notti insonni, il sesso sfrenato o mancato per via di qualche “troia andata a casa con il negro” (Colpa d’Alfredo), i fegati spappolati hanno ceduto il passo a pezzi più riflessivi, a loro modo, a modo di Vasco, un po' esistenzialisti. Una specie di involuzione in qualche modo, ma sì, nazional popolare, anche perchè gli anni avanzavano implacabili e le notti bianche diventavano sempre più faticose per tutti, anche per il Blasco. Comunque resta il fatto che si è sempre saputo riproporre alla grande, attraversando tre, forse quattro generazioni.

 

Non è da tutti, solo i grandi. Detto questo, ha sempre “un senso” andare a vedere un suo concerto, perché in fondo tutti gli vogliamo ancora bene, così come lo si vuole ad un ricordo della propria giovinezza. Soprattutto perchè il Vasco imbolsito e senza capelli non è diventato un cantante mediocre, un rocker da quattro soldi o un artista a fine carriera. Ed è ancora di molte spanne superiore a tanti altri.

Vasco Rossi
6, 7 giugno Stadio Euganeo-Padova
www.zedlive.com