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Home arrow NIGHTLIFE arrow Senza etichette. A Padova, nella 'foresta' di Sherwood
Senza etichette. A Padova, nella 'foresta' di Sherwood
di Lara Cavalli   

sherwood-festival.jpgSherwood Festival, tra le rassegne più longeve e amate del territorio, ha segnato, nel bene e nel male, la vita di tutti noi, Il Festival è da sempre un momento di contro informazione, contro cultura, sfogo e amore.

 

Chi di noi non ha passato almeno una serata a baciarsi su quelle panche, mentre di sottofondo cantavano Africa Unite, 99 Posse, Brunori Sas?

 

A conferma della sua integrità, anche quest’anno Padova accoglie per un mese una sfilza di artisti alternativi, poco inclini al politically correct, alla banalità ritmica e al pop mieloso.

 

Non me ne vogliano gli altri ma non vedo l’ora di rivedere l’artista che aprirà le danze in questa edizione, venerdì 8: Willie Peyote.Inutile cercare di inquadrarlo.

Rapper? Cantautore? Alternativa? Che noia quando si cerca di ingabbiare la musica! Willie Peyote è semplicemente una delle migliori cose che si possano ascoltare in questo momento, mix di intelligente cinismo e sapiente contaminazione musicale. Un uomo sicuramente curioso, un musicista con un gran gusto per il groove, un comunicatore potentissimo. Mi verrebbe da dire un Guccini dei giorni nostri, con lo stesso piglio, lo stesso sguardo tagliente sulla società, forse solo la rabbia è diversa. Quella gucciniana riusciva a essere quasi poetica, addolcita dalle colline emiliane. Quella di Guglielmo Bruno odora di cavi di plastica, rotaie sabaude e di quella parte di società, migrante da un lato, fighetta dall’altro, di cui non vogliamo parlare.

 

Se questo non basta per indurvi a lasciare le vostre case e andare a farvi scrollare la coscienza, allora rilancio con gli altri pugili che saliranno sul ring: Mezzosangue, Noyz Narcos, Coez, Gemitaiz a rappresentanza della scena rap/hip hop. Le colonne del punk italiano: i Punkreas.

 

Per AltaVoz due nomi leggendari della techno mondiale: la berlinese Ellen Allien e Derrick May, unanimemente riconosciuto, insieme a Juan Atkins e Kevin Saunderson, come uno dei tre fondatori della musica techno.

 

Attesissimo anche Caparezza, con il tour estivo di Prisoner 709. Alborosie, una delle voci più belle del mondo, fondamento del reggae italiano, è l’esemplificazione che il colore della pelle è solo un eccesso o una carenza di melanina e non c’entra niente con l’anima. Arriva a Padova il 3 luglio per presentare Unbreakable, in uscita a fine giugno, un album che lo lega definitivamente ai The Wailers e vede tra le collaborazioni Beres Hammond e Jah Cure.

 

Last but not least, in un mese che ci riporterà ai fasti del grunge non si potrà mancare l’appuntamento con gli Alice in Chains, che insieme a Nirvana e Pearl Jam segnarono e cambiarono indelebilmente la musica degli anni ‘90.


«Sherwood Festival»
8 giugno-7 luglio Park Nord Stadio Euganeo-Padova
www.sherwood.it