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L'Architettura dell'inganno. Disegni dalle Raccolte della Fondazione Cini
di Luisa Turchi   

carlo-galli-bibiena-veduta-prospettica-di-galleria-a-due-bracci.pngUn viaggio illuminante nei multiformi aspetti dell’architettura dell’inganno, disegnata e dipinta, in un’accurata selezione di 126 disegni di periodo XVII–XVIII, in gran parte della nota scuola bolognese: tutto questo è L’Architettura immaginata, a cura di Luca Massimo Barbero, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Cini.

 

I disegni provengono quasi tutti dalla Raccolta Certani, che consta di oltre 5000 fogli in origine facenti parte della collezione del violoncellista e compositore emiliano Certani (1879–1952) e dalla Raccolta Pozzi (Tavole Quarenghi).

 

Dettagliate sezioni in mostra consentono di godere appieno delle sorprendenti quadrature e sfondati, architetture dipinte in rigorose intelaiature prospettiche e illusionistiche per pareti e soffitti, apparati effimeri scenografici, accademiche vedute ideate, suggestive decorazioni d’interni e ricchi repertori d’ornato.

 

Si va dalla solida architettura di matrice cinquecentesca di Curti (il “Dentone”), fondatore della principale scuola italiana di quadraturisti di Bologna, a una maggiore poetica illusionistica barocca degli allievi Colonna e Mitelli, al preludio del Neoclassico di Jarmorini e Minozzi, fino alle soluzioni aperte, ariose e magniloquenti dei Bibiena, prospettici e scenografi di fama, autori di “sale magnifiche” e “degli specchi” (di Ferdinando è la celebre veduta ad angolo).

 

Tra i massimi scenografi italiani che uniscono monumentalità bibienesca e decoro neoclassico, c’è Basoli, impegnato anche nella decorazione di interni insieme a Caponeri, nel genere stanza “paese” e “a belvedere”, camera “à rideaux” (a tendaggi), e ambientazioni legate all’antico, alla moda etrusca, egizia o esotica, vedi repertori d’ornato (elementi decorativi, zoomorfi e antropomorfi in mascheroni, vasi, ghirlande di Rossi e Tesi). Non mancano progetti per edifici reali di età neoclassica, segnati dal recupero dell’arte di Palladio e Scamozzi, come nei disegni di Venturoli.

 

 

«Architettura immaginata. Disegni dalle raccolte della Fondazione Giorgio Cini»

Fino 19 novembre
Palazzo Cini, San Vio

www.palazzocini.it