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Home arrow ARTE arrow Immersioni spazio-temporali. Sei continenti nella collettiva firmata European Cultural Centre
Immersioni spazio-temporali. Sei continenti nella collettiva firmata European Cultural Centre
di M.B.   

building_daniel_libeskind_sketch001_1.pngCome si sa Venezia ormai è anche terra di conquista di bravi e meno bravi operatori impegnati nell’organizzazione di eventi collaterali alla Biennale. Un bel business che attira purtroppo anche figure non sempre professionali. Soprattutto quasi nessuno, tranne rare eccezioni, va oltre l’ospitalità, la co-organizzazione, creando un proprio percorso identitario in cui inserire anno dopo anno le varie proposte espositive.

 

Tra queste mosche bianche, indubbiamente Global Art Foundation, la Fondazione diretta con grande visione strategica e progettuale dall’olandese Rene Rietmeyer, in questi quasi 10 anni di attività è riuscita, attraverso il nuovo soggetto istituzionale European Cultural Centre, a costruire delle collettive sia di arte che di architettura di livello assoluto, con centinaia di gallerie, fondazioni, artisti, architetti da ogni angolo del mondo coinvolti di volta in volta in percorsi espositivi più o meno tematici a legare sala dopo sala le diverse proposte.

 

Quest’anno, tra Palazzo Bembo, Palazzo Mora e i Giardini Marinaressa, Time Space Experience, è la piattaforma che presenta una vasta selezione di progettisti, fotografi, scultori e, soprattutto, università di sei continenti riuniti in un’unica e proficua combinazione.

 

Il tema proposto dalla mostra offre la possibilità di concentrare l’attenzione su concetti filosofici solo apparentemente astratti, che invece condizionano il nostro vivere contemporaneo, creando una straordinaria combinazione di progetti e approcci in un dialogo tra gli attuali sviluppi, idee e visioni dell’architettura in divenire.

Naturalmente in primo piano il tema spazio, tratto identitario principe della Biennale Architettura firmata da Shelley McNamara e Yvonne Farrell, il cui solo titolo, Freespace, parla già eloquentemente da sé.

 

Oltre le centinaia di architetti e di studi selezionati, ragguardevole per qualità e consolidata fama la partecipazione di importantissime università internazionali, tra cui spiccano North Carolina State University, ETH Zürich – Singapore University of Technology and Design, ENSA Strasbourg, TU Delft, Syracuse, Victoria University New Zealand, Monash University Australia.

 

Vero fiore all’occhiello di Time Space Experience anche in questa edizione, la partecipazione, una conferma dopo la prima presenza nel 2016, della Fondazione Mies van der Rohe con lo YTAA Award.

 

Professori, studenti e ricercatori arricchiranno inoltre la mostra con conferenze realizzate in collaborazione con l’Accademia culturale europea.

Prevista la partecipazione di architetti del calibro di Curtis Fentress, Fumihiko Maki, Odile Decq, Ideal Spaces, Richard Meier, Mark Harris, Jean- Paul Viguier, Nikken Sekkei, SOM, Kengo Kuma.

 

Last but not least, il progetto senza alcun dubbio più atteso di Time Space Experience, vale a dire l’installazione monumentale Facing Gaia di Daniel Libeskind al Giardino della Marinaressa in Riva dei Sette Martiri, a due passi dai Giardini.

Un gradito e atteso ritorno dopo la sua presenza al Padiglione Venezia nel 2014 con l’installazione Sonnets in Babylon.

 

«La Biennale rappresenta un’occasione importante per esplorare significati e metafore nello spazio e nelle forme dell’architettura», ha dichiarato Daniel Libeskind. «In questo momento storico, la stessa idea di esistenza umana viene messa in discussione. Qual è il futuro della tecnologia? Della natura? Dell’umanità? Facing Gaia si concentra proprio sulla tensione di queste relazioni portando a continue domande e interazioni».

 

 

«Time Space Existence»

Fino 25 novembre

European Cultural Centre, Palazzo Bembo, Palazzo Mora e Giardini Marinaressa

www.gaafoundation.org